Mercato e Industria

Ducati, una storia di motori straordinari complessa e appassionante

di Mario Cianflone

3' di lettura

Ducati, in una sorta di nemesi storica poterebbe riavvicinarsi ad Harley-Davidson, chiudendo un cerchio che dalla famiglia Castiglioni, da quella Cagiva (CAstiglioni GIovanni VArese) passa da AMF Aermacchi Harley-Davidson e ritorna proprio a Borgo Panigale per poi arrivare a Ingolstadt, in casa Audi nel luglio del 2012.

Il passaggio alla casa dei quattro anelli è solo l'ultima di una lunga serie di tappe importanti che hanno scandito la storia della Casa di Borgo Panigale: dalla sua fondazione, il 4 luglio 1926, da parte di Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati con la produzione di materiale radioelettrico (la Società Radio Brevetti Ducati), fino a oggi, con nove filiali nel mondo, 1.135 dipendenti e 42.177 moto prodotte nel 2011.

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LA RINASCITA COL CUCCIOLO.

Lo stabilimento di Borgo Panigale fu costruito nei primi anni della Seconda guerra mondiale e negli stessi anni bombardato e distrutto il 12 ottobre 1944. Ricostruito per volere dei fratelli Ducati, fu in quello stabilimento che iniziò l'era della produzione motociclistica: era il 1946, anno di nascita del Cucciolo, il motore 4 tempi montato sul telaio di una bicicletta che ottenne un grande successo in quanto mezzo a basso costo e alla portata degli italiani colpiti dalla miseria postbellica; nel 1950, il Cucciolo batte 12 record mondiali. La storia della Ducati passa attraverso una figura importante, Giuseppe Montano, che ha dato origine al know-how della Ducati. Dal 1952 al 1968 Montano creò le condizioni per l'ingresso di Ducati nelle competizioni sportive e intuì soluzioni tecniche per progettare moto da corsa vincenti e che – soprattutto – potevano essere utilizzate anche per sviluppare moto di serie.

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LA NASCITA DEL DESMODROMICO.

Montano si avvalse del talento di Fabio Taglioni, il più famoso ingegnere della storia Ducati; la carriera di Taglioni è un altro pilastro della Ducati di oggi: è l'autore di oltre 1.000 progetti tra cui spiccano il sistema desmodromico e il motore bicilindrico con la configurazione a “L”. Con Taglioni vide la luce una sequenza di eventi e modelli importanti: nel 1954 la Ducati 100 Gran Sport – nota come la Marianna – plurivittoriosa nel Giro d'Italia e nelle gare di fondo come la Milano-Taranto; nel 1956 la prima vittoria internazionale Ducati in Svezia con la 125 Gran Prix Desmo; nel 1958, a Spa-Francorchamps, la prima vittoria nel Motomondiale per Ducati (classe 125 cc), con Alberto Gandossi. Inoltre, nascono le generazioni di moto da strada con la Ducati 175 e lo Scrambler nei primi anni 60, che segna l'ingresso di Ducati nel mercato nord-americano. Nel 1972 la Ducati vince le “200 miglia di Imola” con Paul Smart su una GT750 bicilindrica a V desmo. Lo stesso anno nasce anche un esemplare di serie 750 Super Sport; a questo segue la 900 Super Sport con la versione da corsa che vince il Tourist Trophy nel 1978 con Mike “The Bike” Hailwood.

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CAGIVA E SUPERBIKE. Con la nascita della Pantah 500 nel 1979, e con l'arrivo negli anni 80 di una nuova proprietà, il gruppo varesino Cagiva di Claudio e Gianfranco Castiglioni, inizia l'era della Superbike: nel 1988 Marco Lucchinelli e la 851 vincono la prima gara del primo Campionato del mondo Superbike a Donington Park, concludendo poi la stagione al quinto posto assoluto. Solo due anni dopo, nel 1990, Raymond Roche, in sella alla 888 da 134 cavalli, conquista il primo titolo del Mondiale Superbike per Ducati. Il predominio della Casa italiana prosegue con le vittorie dell'americano Doug Polen nei campionati '91 e '92. Nel 1993, Polen conquista il primo titolo Superbike AMA nella storia Ducati.

MONSTER E 916. Il 1993 è anche l'anno del Monster, modello nato dalla matita di Miguel Galluzzi che mutuò parte della ciclistica della 851, inaugurando un intero filone costruttivo e trasformando in un'icona del motociclismo italiano. L'anno successivo, Ducati presenta la 916 che ottiene il titolo di “ Moto dell'anno” dalle più prestigiose riviste di tutto il mondo, e, guidata da Carl Fogarty, vince il titolo Mondiale Superbike al primo tentativo. Il britannico ripete l'impresa l'anno seguente, mentre l'australiano Troy Corser conquista il titolo per Ducati nel 1996.

GLI AMERICANI E DUCATI CORSE.

Nel 1996 il controllo della Ducati passa al Texas Pacific Group, un fondo d'investimento americano, che porta la liquidità necessaria e un nuovo gruppo di manager internazionali con a capo Federico Minoli. Al tempo stesso, il lancio della famiglia ST permette alla Ducati di entrare nel segmento Sport Touring del mercato. Sul fronte dello sport, nel 1998 Carl Fogarty conquista il suo terzo mondiale in Superbike su una 996, seguito dal quarto titolo nel 1999. Sempre nel 1999 nasce Ducati Corse per la gestione di tutta l'attività sportiva della Casa di Borgo Panigale.

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