MOTO ITALIANE

Ducati Streetfighter V4, tutto quello che c'è da sapere sulla naked più potente del mondo

Cosa succede se prendete una delle migliori race replica del momento e la spogliate delle sue sovrastrutture? Vi trovate tra le mani la più potente e tecnologica naked del mondo

di Davide Perruchini

Ducati Streetfighter V4, la naked da 208 cavalli

Cosa succede se prendete una delle migliori race replica del momento e la spogliate delle sue sovrastrutture? Vi trovate tra le mani la più potente e tecnologica naked del mondo


4' di lettura

A prima vista il compito sembra semplice: prendere una Panigale V4 eliminare le carene, aggiungere un manubrio et voilà. Ecco pronta la naked più potente del mondo. In realtà la ricetta seguita, la “Fight Formula” come la chiamano in Ducati, prevede ben altri ingredienti: ergonomia stravolta, motore Desmosedici Stradale con 208 cavalli, peso ridotto e ciclistica di livello eccelso con ali biplano e un pacchetto elettronico di ultima generazione. Tutto ciò per ottenere una moto con prestazioni elevatissime e una guidabilità che si preannuncia eccitante, ma anche fruibile nel quotidiano.
In attesa di poterla provare vi sveliamo i segreti del nuovo riferimento della categoria.

Design
La Streetfighter V4 si presenta al pubblico con un vestito attillato e minimalista, disegnato per esaltare forma e forza sottostante. Il frontale è essenziale, col gruppo faro full-LED che fa il verso alla Panigale V4 e mantiene il family feeling Ducati con il tratteggio della DRL a V.
Nel pieno rispetto dei canoni che negli anni 90 hanno dato vita al fenomeno streetfighter, il piccolo telaio anteriore e il motore sono in bella vista, circondati da sovrastrutture ridotte al minimo, condite da linee tese disegnate per alleggerire una vista laterale altrimenti imponente.
Molto spinta l'integrazione nel design di elementi funzionali, come gli estrattori in stile Formula1 o le appendici aerodinamiche – biplano per ridurre gli ingombri.

Ergonomia
I semimanubri della Panigale V4 hanno lasciato spazio a un manubrio alto e largo che asseconda una posizione in sella del pilota meno estrema, mirata ad accontentare le esigenze della guida su strada, senza dimenticare la pista.
Rispetto alla Panigale V4 il pilota che siede a 845 mm da terra, accomodandosi su una sella con una spessa imbottitura, perfettamente integrata nel design e ben raccordata al serbatoio. La triangolazione viene definita delle pedane pilota, ribassate per garantire comfort nel commuting urbano o nella guida turistica e precisione in quella sportiva o in pista. Per offrire una sistemazione accettabile al passeggero e più spazio longitudinale al pilota la coda è sostenuta da un telaietto in acciaio ed è stata ridisegnata abbassando il sellino posteriore.

Motore
Sempre nell'intento di rispettare i dettami del genere streetfighter, la nuova creazione di Ducati sfrutta la grinta del Desmosedici Stradale da 1.103 cc, capace una potenza di assoluto rilievo che mette la Streetfighter V4 al vertice della catena alimentare di tutte le moto naked. I 208 cv di potenza massima vengono raggiunti a 12.750 rpm, ma il motore può allungare fino a 14.500 giri nei primi cinque rapporti e addirittura 15.000 in sesta, nonostante intervalli di manutenzione tipicamente stradali: i tagliandi “importanti” avvengono ogni 24.000 km. Anche il Desmosedici Stradale è ricco di soluzioni derivate dalla MotoGP come l'albero motore controrotante – che migliora maneggevolezza e prestazioni in frenata – e la fasatura twinpulse che ne rende l'erogazione di fatto analoga a un doppio motore bicilindrico. Questo accorgimento preserva il rendimento agli alti regimi, ottimizza la coppia (123 Nm a 12.500 rpm, disponibile per il 70% già a 4.000 giri) ed esalta l'erogazione aggiungendo una sonorità che in Ducati definiscono con orgoglio “Sinfonia Italiana”. Sempre di derivazione MotoGP è la parte alta. La fluidodinamica delle teste del Desmosedici Stradale si basa su dimensioni e geometria impiegate sulla Desmosedici GP, idem per la configurazione del motore, V4 a 90° ruotato all'indietro di 42°. Con questa scelta Ducati è riuscita a realizzare un motore assai compatto perfettamente integrato nel design della moto.
L'erogazione esplosiva è stata addomesticata e ottimizzata con un lavoro certosino sulle mappe motore basate sulla logica della coppia decrescente al salire dei giri e differenziate per prima e seconda marcia, per terza e quarta, quinta e sesta. La disattivazione della bancata posteriore al minimo (con temperatura del motore di almeno 75° C), mira a ridurre le temperature operative in ambiente urbano e migliorare il confort.

Ducati Streetfighter V4, tutte le foto della power naked italiana

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Elettronica
La dotazione elettronica della Streetfighter V4 rappresenta quanto di più avanzato si possa desiderare oggi su una moto di serie. Tutto si basa su una piattaforma inerziale (IMU) a 6 assi capace in grado di rilevare in tempo reale gli angoli di beccheggio, rollio e imbardata. I controlli sono attivi in ogni fase della guida e assolvono sia a funzioni di ausilio alla guida su strada, sia di supporto per spremere in pista tutto il potenziale di quella che, giova ricordarlo, è pur sempre una Panigale V4 scarenata.
Tramite l'uso dei comandi al manubrio e della strumentazione supportata da una interfaccia sufficientemente amichevole il pacchetto elettronico (anch'esso di derivazione MotoGP) mette a disposizione controlli che coinvolgono tutte le fasi della guida: accelerazione e frenata, brake e slide control, launch control e altro ancora.
La Streetfighter V4 è disponibile anche in versione S, caratterizzata anche dall'adozione di sospensioni e ammortizzatore di sterzo Öhlins a controllo elettronico. Già adottate sulla Panigale V4S, si basano sul sistema semiattivo Öhlins Smart EC 2.0 di seconda generazione che sfrutta le informazioni della IMU e ha una logica intuitiva di configurazione.

Ciclistica
La Streetfighter V4 utilizza la stessa base ciclistica della Panigale V4, incentrata su tre elementi base: motore portante, telaio “Front-Frame” e telaietto posteriore specifico. Di particolare interesse ed efficacia è l'interazione tra Front Frame e motore fornisce molti vantaggi in ottica stradale: controllo dei parametri di torsione longitudinali e laterali, riduzione di peso e ingombri, design poco invasivo.
Anche la sospensione posteriore sfrutta il motore come supporto al forcellone monobraccio fuso in alluminio, allungato di 15mm rispetto alla Panigale V4, per un interasse di 1.485 mm. L'inclinazione del cannotto di sterzo è ora di 24,5°, mentre l'avancorsa è di 100 mm.
Le prestazioni della Streetfighter V4 sono imbrigliate grazie a una sapiente integrazione tra elettronica, ciclistica e contributo aerodinamico, con le particolari ali in configurazione biplano, posizionate molto avanti per massimizzare l'effetto di downforce, pari a 27 kg a 270 km/h, con benefici effetti stabilizzanti in accelerazione e frenata e in piena velocità, che si traducono in più confidenza per il pilota e nel minore intervento dei controlli elettronici.
Per finire l'impianto frenante completamente Brembo vanta, all'anteriore, pinze Stylema a quattro pistoncini con dischi da 330 mm di diametro, mentre al posteriore c'è un più consueto disco da 245 mm. L'impianto frenante è assistito dal sistema ABS Bosch Cornering EVO 9.1MP.

Prezzi
La Ducati Streetfighter V4 è già disponibile presso le concessionarie al prezzo di 19.990€; per la versione V4S il listino sale a 23mila

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