Moto made in Italy

Ducati, le vendite volano a +24% e parte una nuova sfida ai big giapponesi

Il gruppo bolognese chiude il 2021 con quasi 60mila moto immatricolate. Domenicali: «Anno magico con record dei volumi e titolo costruttori Moto Gp»

di Mario Cianflone

3' di lettura

Ducati archivia il 2021, anno difficile per l’industria meccanica, con un record storico, e una ritrovata spinta propulsiva su due fronti: la moto elettrica e la competizione con i grandi brand, primo fra tutti Honda.

La casa di Borgo Panigale ha chiuso il 2021 con un record di vendite, crescendo a livello globale del 24% sul 2020 (concluso a quota 48.042 pezzi prodotti e venduti) e del 12% in relazione al prepandemico esercizio 2019, quando gli esemplari furono 53.183. Infatti, con quasi 60 mila (59.447, per la precisione) moto vendute in tutto il mondo, il 2021 è diventato il miglior anno di sempre della marca del gruppo tedesco Vw Audi, che tuttavia è (e resta) fortemente radicata in Italia.

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Questo è avvenuto in un anno difficile, ma non drammatico, perché il chip shortage, la crisi della materie prime e la pandemia hanno pesato ma il settore delle due ruote, non soggetto a conversioni energetiche a tappe forzate, ha avuto un 2021 in forte crescita in termini di volumi, evidenziando un comportamento diamentralmente opposto a quello dell’automotive con un mercato che, in Italia, per esempio, ha messo a segno un rialzo del 21,2% nell’anno appena concluso e una crescita pari al 14,5% sul 2019, mentre le immatricolazioni di auto, va ricordato, hanno segnato una picchiata del -23,9% sul 2019 e un modesto rialzo +5,5% sul 2020.

«Il 2021 - dichiara il ceo di Ducati Claudio Domenicali - è stato un anno magico: abbiamo consegnato oltre 59mila moto, numero mai raggiunto in 95 anni di storia dell’azienda, abbiamo vinto per il secondo anno consecutivo il titolo di campione del mondo costruttori MotoGP e abbiamo dato inizio all’era elettrica della con il prototipo V21D, che anticipa la moto che correrà nel campionato MotoE dal 2023».

E su questo punto, quello della moto a ioni di litio si apre un capitolo interessante che forse farà storcere il naso ai ducatisti duri e puri ma la trasformazione energetica e industriale, anche per la casa di Borgo Panigale, resta ineluttabile e presto ci sarà sulle strade una due ruote a emissioni zero con il brand italiano. «Abbiamo dato inizio all’era elettrica della nostra azienda - continua Claudio Domenicali - e abbiamo sviluppato il prototipo V21D, che anticipa la moto che correrà nel campionato MotoE dal 2023».

Quanto alla geografie delle vendite, Ducati mette a segno una crescita a doppia cifra su tutti i principali paesi. Nel 2021 lo sviluppo del brand e delle vendite non è stato spinto dalla Cina ma dagli Stati Uniti d’America.

Gli Usa, infatti, tornano ad essere il primo mercato per la casa italiana con oltre 9mila unità che rappresentano un rialzo del 32% sul 2020. L’Italia è al secondo posto con una crescita superiore alla media del mercato. E l’Italia? Nel nostro paese le Ducati immatricolate sono state 8.707 (+23% sul 2020). Al secondo posto la Germania con 6.107 unità (+ 11% su 2020). Crescono anche, in ordine di rilevanza, il mercato cinese con 4.901 moto (+21%), quello francese con 4.352 (+ 12%) e quello inglese con 2.941 unità (+30%). Notevole anche lo sviluppo del brand in Australia dove Ducati registra un rialzo del 50% rispetto al 2020.

«Questi risultati - spiega Domenicali - sono stati ottenuti durante la pandemia che, tutt’ora in corso, ha reso più complesse molte attività, costringendoci a continue riorganizzazioni interne. Le catene di fornitura hanno creato ritardi nelle consegne. Inoltre, il record di Ducati è stato registrato nonostante l’imprevedibilità generata della crisi ormai endemica nella logistica e delle forniture. Va detto che le moto soffrono il chip shortage meno delle automobili ma secondo Ducati la «situazione è molto volatile ed è destinata a protrarsi per ancora diverso tempo».

Quanto allo spaccato delle vendite in base al modello, la Multistrada V4 risulta la moto più venduta con 9.957 unità. Segue la gamma Scrambler 800 con 9.059 unità e le iconiche Monster con 8.734 esemplari venduti.

Il 2022, si è aperto all’insegna di una sfida epocale. Ducati ha, infatti, da poco lanciato un modello, la Desert X, che è destinato a diventare un market mover e sfida direttamente Honda Africa Twin, best seller mondiale del colosso nipponico, mentre con altri modelli (Ducati negli ultimi mesi ne ha lanciati nove) ha aperto un fronte competitivo con costruttori di grandi volumi e blasone come Bmw e Ktm. Desert X è la chiave, made in Italy, per sostenere sia la produzione in Italia e l’occupazione sia per supportare le reti di vendita. Ducati infatti ha aperto 84 nuove concessionarie ed è stato avviato un processo di digitalizzazione delle vendite e del rapporto con i clienti.

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