relazione Ue

Due anni di Gdpr, Bruxelles: protezione dati pilastro dell’autonomia dei cittadini

Si è acquisita maggiore consapevolezza dei propri diritti e tutelato i singoli e le imprese

di Annarita D'Ambrosio

Privacy, al via fase verifiche per Gdpr: si comincia dalle banche

Si è acquisita maggiore consapevolezza dei propri diritti e tutelato i singoli e le imprese


3' di lettura

Obiettivi raggiunti. A due anni dall’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali (Gdpr), la Commissione europea ritiene ancor più validi i motivi che ne portarono all’istituzione. E sottolinea che l'attuale crisi pandemica ha avvalorato le ragioni di quella scelta rispetto ad un tema delicato come la salute pubblica. L'opinione generale è che due anni dopo aver iniziato ad applicare le misure previste, il Gdpr abbia rafforzato con successo la protezione del diritto della persona e garantito la libera circolazione dei dati all'interno dell'Unione.

Cosa si è ottenuto sinora
Tra i principali risultati raggiunti c’è la consapevolezza di un uso equilibrato da parte delle autorità dei loro poteri correttivi rafforzati, inclusi avvisi e rimproveri, multe e limitazioni temporanee o definitive. Non così in tutti i paesi però: le regole risultano armonizzate ma ancora si riscontrano un certo grado di frammentazione e approcci divergenti.

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Una sfida specifica per la legislazione nazionale è la riconciliazione del diritto alla protezione dei dati personali con la libertà di espressione e di informazione e il corretto bilanciamento di questi diritti. Alcune legislazioni nazionali stabiliscono il principio della precedenza della libertà di espressione, mentre altre la precedenza della protezione dei dati personali ed esentano l'applicazione delle norme sulla protezione dei dati solo in situazioni specifiche.

Consapevolezza dei propri diritti
Merito dell’introduzione del Gdpr è comunque l’aver autorizzato le persone a controllare i propri dati. Secondo un'indagine sui diritti fondamentali, il 69% della popolazione dell'Ue di età superiore ai 16 anni ha sentito parlare del Gdpr e il 71% delle persone nell'Ue è a conoscenza della propria autorità nazionale per la protezione dei dati.

I vantaggi riguardano non solo i singoli, anche le imprese. Il regolamento generale sulla protezione dei dati, insieme al regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali, offre alle aziende l’opportunità di promuovere la concorrenza e l'innovazione. Il diritto alla portabilità ha il potenziale per ridurre le barriere all'ingresso delle imprese e aprire le possibilità di crescita basate sulla fiducia. Alcune parti interessate segnalano che l'applicazione del Gdpr si è rivelata una sfida soprattutto per le piccole e medie imprese (Pmi).

Il regolamento nel settore tecnologico
Il Gdpr è considerato uno strumento essenziale e flessibile per garantire che lo sviluppo di nuove registrazioni tecnologiche sia conforme ai diritti fondamentali. Non solo: offre anche una “cassetta degli attrezzi” modernizzata per facilitare il trasferimento di dati personali dall'Ue a un paese terzo o un'organizzazione internazionale, garantendo nel contempo che i dati continuino a beneficiare di un elevato livello di protezione.

Uno sguardo ai prossimi anni
Il Gdpr è già emerso come un punto di riferimento chiave a livello internazionale e ha agito da catalizzatore per molti paesi in tutto il mondo per prendere in considerazione l'introduzione di moderne regole sulla privacy, ma per sfruttare appieno il suo potenziale, è importante creare un approccio armonizzato e una cultura comune europea della protezione dei dati e promuovere una gestione più efficiente e armonizzata dei casi transfrontalieri.

È per questo che nell’ultima parte della relazione ci sono i suggerimenti per gli Stati membri e le indicazioni per il lavoro della stessa Commissione. Agli Stati è chiesto di attuare e integrare il quadro giuridico nazionale, allocare risorse alle autorità di protezione dei dati che siano sufficienti per svolgere i loro compiti, incoraggiare l'innovazione. La Commissione continuerà, dal canto suo, ad impegnarsi nel sostenere i processi di riforma in corso nei paesi terzi su norme di protezione dei dati nuove o modernizzate condividendo esperienze e migliori pratiche.

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