INPS

Due campanelli d’allarme sul lavoro: più disoccupazione e Cigs

di Claudio Tucci


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A gennaio sono arrivate all’Inps 201.267 richieste di sussidio disoccupazione (+13,4% su gennaio 2018). A febbraio cresce il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate (foto imagoeconomica)

2' di lettura

Il 2019 si apre con due campanelli d’allarme sul lavoro: a gennaio le domande di disoccupazione si impennano, e salgono a quota 201.267, in crescita del 13,4 per cento su gennaio 2018. Non solo. Nel cumulato gennaio-febbraio a salire è anche la cassa integrazione, +9,38 per cento, la prima volta da oltre un anno. A spingere su la Cig è essenzialmente la cassa integrazione straordinaria (oggi comprende tra le sue causali anche la solidarietà) che aumenta addirittura del 24,32 per cento, sempre nel confronto tendenziale.

Il forte aumento delle domande di disoccupazione in realtà dura da mesi. È sostanzialmente da luglio 2018 che le istanze di Naspi si collocano quasi stabilmente sopra quota 200mila unità. Gennaio 2019 prosegue questo trend. Parliamo di lavoratori che hanno perso un impiego, e qui, probabilmente, pesa il mancato rinnovo di molti contratti temporanei per via della stretta con causali e maggiori costi, in pieno vigore, da novembre introdotta dal decreto dignità. Oltre, ovviamente, a un clima di incertezza legato a una congiuntura economica non brillante.

Altrettanto delicato è il simultaneo incremento delle ore di Cigs richieste dalle imprese. La Cigs è il sussidio che si utilizza nei casi di crisi aziendali piuttosto complesse. Insomma, un termometro che ci sono nuovi imprenditori che entrano in difficoltà, serie, e richiedono l’ammortizzatore per cercare di tamponare il momento e ripartire. Un segnale è che la maggior richiesta di Cigs interessa gli operai (+63,15 per cento) e i settori industria (+64,30 per cento) ed edilizia (+27,51 per cento). Che stanno probabilmente vivendo un periodo di affanno. E su questo il governo, oltre ai tavoli di confronto, deve impostare subito una politica economica più incisiva.

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