trend

Due diligence per acquistare Banksy

Grandi movimenti di mercato sulle opere dello street artist. Atteso un nuovo top lot il 21 ottobre a Londra, ma occhio all’autentica quando si acquistano le sue opere

di Marilena Pirrelli

default onloading pic
«Show me the Monet» 2005, di Banksy, olio su tela ,143,1 x 143,4 cm, stima 3-5 milioni di £ proposto a Londra nell'asta live-streamed The Modernités / Contemporary del prossimo 21 ottobre - (courtesy Sotheby’s)

Grandi movimenti di mercato sulle opere dello street artist. Atteso un nuovo top lot il 21 ottobre a Londra, ma occhio all’autentica quando si acquistano le sue opere


4' di lettura

«La gente dice che i graffiti sono brutti, irresponsabili e infantili ... ma solo se sono fatti correttamente» così Banksy, la sua ironia è il sale della sua poetica artistica e della sua denuncia sociale. Peccato non accorgersene e ritenere questo terrorista dell’arte un banale imbratta muri. Per quanto la critica storca il naso sui suoi stencil comparsi sugli edifici di mezzo mondo, facili e d’immediata presa sul pubblico, un vero fenomeno Banksy serpeggia nel mercato. Silenziosamente in quest’epoca Covid, dove gran parte degli scambi si sono inabissati o sono online, le sue opere sono sulla cresta dell’onda a partire da stampe, serigrafie e litografie da ebay e alle case d’asta più remote sino a fare il primo botto a Hong Kong. Un olio, la sua più grande opera (655 x 421 cm) «Forgive us our Trespassing» del 2011 è stata aggiudicata da Sotheby’s per circa 6,4 milioni di sterline (spese incluse) il 6 ottobre, raddoppiando la stima massima e secondo top price in asta. Il risultato, prodromo forse di una prossima sorpresa, è maturato negli ultimi mesi: a luglio due olii «Monkey Poison» (2004) e «Mediterranean sea view» (2017) sono passati di mano da Phillips e da Sotheby’s per oltre 1,3 e 1,8 milioni di sterline. Christie’s il 23 settembre ha battuto per 791.250 sterline «Balloon Girl - Color AP (Purple)» (2004), record mondiale per una stampa dell’artista anonimo e per una stampa venduta in un’asta online, tutta dedicata a Banksy che ha disperso tutti i 21 multipli per 2.121.250 sterline. Anche da Bonhams le opere di Banksy hanno acceso una frenesia di offerte all’asta inaugurale di «Pop x Culture» giovedì 8 ottobre a Londra. Il lotto più alto, «Heavy Weaponry», 2000, ha raggiunto 471.062 sterline e ancora una serigrafia di «Girl with Balloon», 2004 (firmata), è stata scambiata a 350.062 sterline, quasi il doppio della stima pre-vendita.

La prossima mossa

Ora la sua rilettura satirica e ambientalista del 2005 della tranquilla scena di Claude Monet a Giverny – ironicamente intitolata «Show me the Monet» (143,1 x 143,4 cm) – sarà protagonista dell’asta in live streaming di Sotheby’s il 21 ottobre con una stima di 3-5 milioni di sterline. Ci sarà uno nuovo record dopo quello di un anno fa? Era il 3 ottobre scorso quando sempre Sotheby’s Londra aggiudicò «Devolved Parliament», 2009 (250 x 420 cm) per 8.500.000 sterline, con i buyer’s premium 9.879.500 (11.134.344 euro). Nel 2019 il suo fatturato d’asta è stato di 19.464.840 sterline – secondo artprice – e a ottobre di quest’anno è arrivato a 13.371.452 sterline con un tasso d’invenduto molto basso (13%) e 466 lotti venduti.

L’offerta sul mercato

In questo contesto, forse non sorprende che le opere acquistate dal negozio Gross Domestic Product (GDP) di Banksy meno di un anno fa stiano riaffiorando in asta e sulle piattaforme di scambio come ebay moltiplicando i loro valori, non senza qualche problema. La casa d’asta Tate Ward ha venduto la stampa «Banksquiat (Black)», 2019, il 28 agosto scorso per 118.750 sterline, per qualcuno un primo ritorno dell’investimento fatto acquistando la stampa nello shop GDP nell’ottobre 2019 offerta in due versioni, nero e grigio, ciascuno in un’edizione di 300, per sole 500 sterline.

«Forgive us our trespassing» 2011 di Banksy, tecnica mista (655 x 421 cm), aggiudicato da Sotheby's il 6 ottobre con buyer's premium a 6.394.915 £ (stima 1.595.936 - 3.191.872 £) nell'asta «Hong Kong Contemporary Art Evening Sale» - (courtesy Sotheby's)

La due diligence

Quando gli scambi sono prevalentemente online, l’opera la si compra a scatola chiusa e diventa ancor più importante la due diligence. I termini e le condizioni dello shop GDP indicavano il desiderio di Banksy di non trasformare l’acquisto in investimento («Please buy an item because you like it, not because you think it is a good investment»). A tal fine, prevedeva che i certificati di autenticità venissero emessi e inviati all’acquirente solo nel secondo anniversario dell’acquisto e che gli acquirenti potevano essere tenuti a firmare un contratto di vendita separato come condizione per l’acquisto. Il lotto «Banksquiat» offerto da Tate Ward ad agosto portava la nota: «Pest Control Certificate Of Authenticity Pending, this will be forwarded to the buyer when received», insomma il certificato d’autenticità non viaggiava con l’opera. Ciò solleva domande secondo quanto scritto da Adam Jomeen su The Institute of Art & Law: il venditore ha firmato un contratto di vendita con GDP che presumibilmente avrebbe limitato la rivendita? In caso affermativo, la vendita all’asta è una violazione. E l’emissione del certificato di autenticità da parte di Pest Control alla fine del 2021 è subordinata al rispetto del contratto di vendita da parte del venditore? Insomma l’acquirente d’asta dovrebbe chiedersi: senza un certificato chi garantisce che il lavoro acquistato sia effettivamente autentico?

Chi certifica l’autenticità

Torna la necessità della due diligence, particolarmente rilevante per le ultime stampe di Banksy non ancora in circolazione. Le case d’asta in genere sostengono le opere che vendono e accettano di rimborsare, obtorto collo, il prezzo di acquisto agli acquirenti se due esperti riconosciuti confermano entro un determinato periodo che il lavoro non è autentico. Contestazione spesso non indolore, e mentre i termini e le condizioni di case come Phillips, Christie’s e Sotheby’s garantiscono la revisione dell’autenticità per cinque anni dalla data di vendita, la garanzia di Tate Ward dura solo 30 giorni. Un periodo che non ha alcun valore per i lavori di Banksy comprati nello shop GDP, poiché Pest Control è l’unico organismo in grado di autenticarli e non lo farà fino al secondo anniversario dell’acquisto. Il compratore del «Banksquiat (Black)» il 28 agosto rischia di restare con il cerino in mano, così come chi si avventurerà nell’asta del 14 ottobre di Urban Art sempre da Tate Ward che offre altre opere viste nello shop GDP, tra cui il «Banksquiat (Grey)» (stima 45- 55.000 £) e un trittico «Banksy Thrower» con il contestato marchio «Flower Thrower», già venduto in un’edizione di 100 per 750 £ e offerto ora con una stima di 135.000-165.000 £. Sotto entrambe le opere la stessa nota: «Pest Control Certificate Of Authenticity Pending, this will be forwarded to the buyer when received». Prima di comprare è sempre bene fare la due diligence.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti