i confronti della storia

«Due» elezioni Usa: il midterm dell’era Trump e i 50 anni della presidenza Nixon

di E.D.C.

Richard Nixon con la sua famiglia: da sinistra il genero David Eisenhower (nipote di Dwight D. Eisenhower), marito della figlia Julie, la figlia minore Tricia e la moglie Patricia (Afp)

2' di lettura

Il 5 novembre di 50 anni fa, nel pieno delle contestazioni sessantottine, in un'atmosfera segnata dal lutto per l'assassinio di Bobby Kennedy (e ancora prima, ad aprile, per quello di Martin Luther King), l'America andava al voto: si eleggeva il 37° presidente . La spuntò il repubblicano Richard Nixon nella corsa a tre contro il democratico Hubert H. Humphrey e l'indipendentista George Wallace, governatore dell'Alabama. Una scelta salutata, il giorno dopo, a San Francisco, da uno degli scioperi universitari più imponenti della storia del Paese: in prima linea erano soprattutto le Black Unions a reclamare diritti ed equità per gli afroamericani, mentre su tutto e tutti incombeva la violenza del Vietnam.

Uno studente afroamericano di fronte a una folla di manifestanti al San Francisco State College nel dicembre 1968. (Ap Photo)

Il voto del ceto medio
Nixon, californiano, puntò sul voto del ceto medio, della cosiddetta “maggioranza silenziosa” che si sentiva schiacciata e messa all'angolo da chi riempiva le piazze. Approdato alla Casa Bianca, colpì con mano pesante le forze nere più radicali, a partire dal Black Panther Party, attraverso l'Fbi. Allo stesso tempo non azzerò la spesa sociale, creò l'Agenzia per l'ambiente, l'Enviromental Protection Agency, e al fianco di Henry Kissinger attuò la politica della Distensione con l’accordo con l'Urss per la limitazione degli armamenti nucleari e l'apertura alla Cina.

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Richard M. Nixon durante la campagna 1968 (Oliver F. Atkins/Marka)

Presidente accentratore
Fu un presidente accentratore: per 43 volte ricorse al veto, di fronte a un Congresso a forte maggioranza democratica. La straripante vittoria per il secondo mandato, nel 1972, che gli elettori gli regalarono per l'imminente disimpegno dal fronte vietnamita, fu però effimera: lo scandalo Watergate poco dopo lo costrinse alle dimissioni (rimane l'unico presidente ad essersi dimesso). I neri e le donne che anche la seconda volta non lo votarono non avrebbero mai potuto immaginare che di lì a 35 anni un 47enne afroamericano sarebbe diventato presidente. Il prossimo 13 novembre esce in oltre 30 Paesi Becoming, la biografia di sua moglie, Michelle Obama …e c'è chi non ha smesso di sperare che, nel 2020, sia il suo turno alla Casa Bianca.

Una stagione tormentata

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