LAVORARE SMART

Due lavoratori su tre sceglieranno l’holiday working

Per l’autunno nel terziario dominerà la scelta di trasferirsi lontano dalla propria residenza. L’indagine di Airbnb rivela nuovi modelli di abitare

di A.Mac.

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Per l’autunno nel terziario dominerà la scelta di trasferirsi lontano dalla propria residenza. L’indagine di Airbnb rivela nuovi modelli di abitare


3' di lettura

Dalla gita fuori porta alla vita fuori porta. Mischiando vacanze e lavoro da remoto. Lo smart working ha aperto gli occhi agli italiani: maggiore flessibilità nell'uso degli spazi, liberandosi dalle catene del tran tran casa-lavoro, significa maggior felicità (secondo il 65%) e più tempo per se stessi . Due lavoratori del terziario su 3 starebbero infatti pianificando per i prossimi mesi di lavorare da remoto per un periodo di tempo lontano dalla propria residenza. Sono alcune delle evidenze emerse dall'analisi di un sondaggio commissionato da Airbnb

Dalle risposte - su un campione di 2.000 dipendenti d'azienda e sulle ricerche di prenotazione su Airbnb nel mese di settembre - sembra emergere come la pandemia abbia acceso la voglia di sperimentare un'idea di abitare un po' più nomade e meno legata alla necessità di risiedere stabilmente in prossimità del luogo di lavoro. Addirittura il 60% ha infatti pensato di trasferirsi (1 su 4 in campagna), e anche in assenza di decisioni permanenti, il 66% ha già in programma per i prossimi mesi di lavorare da remoto lontano dalla propria residenza, magari approfittando di un periodo di vacanza.

Uno su due vuole il wi-fi

La rivoluzione del lavoro conferma come siano cambiate anche le nostre abitudini di viaggio, facendo evolvere il vecchio concetto di bleasure (business più leisure): non è più infatti la trasferta di lavoro a cui ‘attaccare' la vacanza, ma il viaggio di piacere che si porta con sé il computer per le ormai immancabili videoconferenze: il 78% ha già deciso che combinerà le due cose. Ormai, 1 ricerca su 2 per soggiorni di oltre 7 giorni su Airbnb è vincolata alla presenza del wi-fi. Si tratta del dato più alto dell'ultimo anno.

Il campione si dice pronto ad assaporare lo smart working, ma meglio se fuori porta: il 34% cercherebbe una sistemazione raggiungibile in giornata in automobile dalla propria residenza, meglio se all'interno della stessa regione (20%). Solo il 13% prenderebbe in considerazione un altro paese europeo.

Le destinazioni preferite

La classifica dei luoghi più desiderati per un cambio di scenario comprende:

● casa vista mare 39%

● chalet in montagna 20%

● casa al lago 13%

● attico in una grande città 7%

● casa in una città diversa 6%

Già in estate lo smart working ha avuto un impatto importante sulla pianificazione delle vacanze, con soggiorni mediamente più lunghi che hanno consentito spesso di conciliare vacanza e lavoro.Del campione, 2 persone su 3 hanno sperimentato lo smart working nel corso degli ultimi 6 mesi. Il 66% ritiene di averne tratto beneficio fisico e mentale, contro il 34%che ne da un giudizio negativo. Interessante scoprire che la bellezza del luogo da cui si lavora ha un impatto anche sulla qualità del lavoro stesso e, in particolare sulla produttività (33%) e sulla creatività (28%).A fare la differenza in particolare il tempo risparmiato pendolando ogni giorno da casa all'ufficio nel traffico delle ore di punta, che dà la possibilità di passare maggior tempo con familiari e amici (44%), fare esercizio (36%) e dedicarsi alle proprie passioni (36%).

Far quadrare i conti

Un intervistato su 4 cita le ragioni economiche come il principale deterrente ad avventurarsi fuori casa. Fra chi invece è deciso a di spostarsi, il 35% affitterebbe la prima casa a breve o lungo termine - magari proprio ad altri remote worker - mentre solo il 16% la lascerebbe vuota. Meglio piuttosto lasciarla a parenti(24%) o amici (7%). Per quanto riguarda la spesa programmata per la “vita fuori porta”, il 32% vorrebbe mantenere un budget per persona per notte inferiore ai 50 euro, anche se non manca chi sarebbe disposto a investire anche fra i 100 e i 150 euro (12%).

Nuovi modelli di abitare

«I nostri dati sulle prenotazioni a lungo termine dimostrano come le persone stiano guardando con interesse a nuovi modelli di abitare. Stare a casa, andare al lavoro,mettersi in viaggio non sono più in opposizione, possono coesistere nello stesso luogo. L'importante per ciascuno è trovare l'equilibrio per stare bene e la sistemazione, anche temporanea, che più si presti a questo scopo» ha dichiarato Giacomo Trovato, country manager di Airbnb Italia.

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