Strage continua

Da Milano a Barletta, a Sassari: altri tre morti sul lavoro. L’Ue: gli Stati agiscano

Brucia capannone Torino, fumo e odore plastica in molte zone

2' di lettura

Ancora vittime del lavoro nella giornata di oggi in Italia. Un operaio è stato folgorato all’interno di una cabina elettrica ed è morto. E’ accaduto in via 9 novembre a Nerviano. Lo comunicano i Vigili del Fuoco. Sempre nello stesso paese a nord di Milano in mattinata un operaio di 44 anni è precipitato dal tetto di un capannone alto circa 6 metri in via Giuseppe Garibaldi 115 ed è stato portato in codice rosso all’ospedale di Legnano con vari traumi. Nella caduta, l’uomo, che stava effettuando dei lavori, ha riportato trauma cranico commotivo e un trauma al volto. I soccorsi di Areu hanno portato l’uomo in codice rosso nell’ospedale di Legnano.

Il secondo incidente mortale sul lavoro nella giornata di venerdì si è verificato in Sardegna, dove un operaio di 43 anni, del quale non sono ancora state rese note le generalità, è morto dopo essere stato schiacciato da un muletto all’interno dell’Ecocentro comunale di Sassari, in via Ariosto. Sul posto, oltre al personale medico del 118 che ha tentato invano di rianimarlo, sono intervenuti vigili del fuoco, agenti della Squadra volante e della polizia locale.

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Infine un operaio 62enne di Barletta, Luigi Riefolo, è morto nel pomeriggio mentre era al lavoro nello stabilimento Timac Agro nella zona industriale della città pugliese, investito nel piazzale da una pala meccanica. L’uomo lavorava per una ditta esterna addetta ai servizi di pulizia industriale. Sulla vicenda indagano i carabinieri, coordinati dalla pm di turno di Trani Maria Isabella Scamarcio, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico, come atto dovuto, del 46enne che guidava il mezzo che ha travolto Riefolo. Sul posto anche personale dello Spesal per la verifica del rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Proprio oggi l’Ue si è fatta sentire in proposito per bocca del commissario all’occupazione Nicolas Schmit: «Dobbiamo ridurre ulteriormente gli infortuni di lavoro mortali, che sono più di 3mila l’anno nell’Ue, anche se sono calati. Nonostante ciò, più di 3mila persone muoiono sul posto di lavoro. Dobbiamo promuovere ovunque questa strategia di “vittime zero”, e anche questo va integrato nell’attuazione del quadro strategico a livello nazionale e locale. E quindi sono gli Stati membri adesso che devono mettersi a lavoro».

Sempre nella giornata odierna, venerdì 15 ottobre, il governo ha licenziato un decreto in parte dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro, con inasprimento delle sanzioni per le aziende violano le norme. «Nei mesi scorsi - ha detto il presidente del Consiglio Draghi - abbiamo assistito a un numero inaccettabile di morti sul lavoro. Come Governo, ci siamo impegnati a fare tutto il possibile per impedire che questi episodi possano accadere di nuovo. Le norme di oggi sono la realizzazione di questa promessa. Incrementiamo gli organici degli ispettorati del lavoro, inaspriamo le sanzioni per le imprese che non rispettano le regole, diamo nuovo impulso al processo di informatizzazione per migliorare i controlli. Vogliamo dare un segnale inequivocabile: non si risparmia sulla vita dei lavoratori».

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