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Tenute del Leone Alato, patto di filiera innovativo con due nuovi produttori di vino

La società di Generali (4 milioni di bottiglie in 780 ettari di vigneti in Friuli, Veneto e Piemonte), cresce con una partnership innovativa in Sardegna e Puglia

di Giorgio dell'Orefice

2' di lettura

Una formula innovativa di contratto di filiera nella quale il produttore non conferisce materie prime (uve o vino sfuso) ma un prodotto finito, confezionato, acquistato a un prezzo prefissato dal partner commerciale che ne cura la valorizzazione sui mercati, in particolare esteri. È questo il senso delle due nuove partnership siglate dalle Tenute del Leone Alato, lo spin off di Genagricola (il braccio agroalimentare di assicurazioni Generali) che aggiunge così anche i vini della Sardegna e della Puglia al proprio portafoglio prodotti, che già poteva contare su cinque tenute di proprietà (Torre Rosazza e Tenuta Sant’Anna in Friuli, Costa Arénte in Valpolicella, Bricco dei Guazzi in provincia di Alessandria in Piemonte, e V8+ azienda specializzata nel Prosecco). In tutto 780 ettari di vigneti per una produzione annua che finora era di 4 milioni di bottiglie per un giro d’affari vicino ai 30 milioni di euro.

Con le due nuove partnership quindi il portafoglio di etichette si differenzia e si allarga all’universo della produzione biologica e biodinamica. Tenute Dettori di Sennori (Sassari) infatti è una cantina che produce vino dal 1800 coltivando solo uve di vitigni autoctoni della Sardegna con i principi dell’agricoltura biodinamica e con vinificazioni naturali e affinamenti in cemento. Situata in Romangia tra Sassari e Castelsardo, Tenute Dettori produce Vermentino, Moscato di Sorso-Sennori e Cannonau, il cui clone specifico qui ha un nome proprio: Retagliadu Nieddu.

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Cantina Fiorentino, invece, è stata fondata nel 2014 a Galatina (Lecce) da Pierantonio Fiorentino, imprenditore nel campo delle energie rinnovabili e della bio-sostenibilità. Cantina Fiorentino coltiva venti diversi vitigni in regime biologico su cento ettari nel cuore del Salento e produce sei vini rossi, due bianchi e un rosato.
I due nuovi accordi sono stati perfezionati con il supporto della L.T. Wine Advisory del manager del vino Lorenzo Tersi.

«Si tratta di una prima esperienza – ha commentato il direttore commerciale & operation Leone Alato, Francesco Domini – su una strada sulla quale vogliamo puntare in un’ottica di valorizzazione di terroir caratteristici. Ci aspettiamo che nei prossimi tre anni il peso delle aziende distribuite copra il 30-35% del fatturato totale del settore vitivinicolo».

Prosegue quindi il percorso di sviluppo e di crescita delle Tenute del Leone Alato che – in linea con l’ottimo trend del vino made in Italy – ha messo a segno risultati di tutto rilievo nel corso del 2021. «Lo scorso anno le aziende del nostro Gruppo – ha spiegato l’ad di Leone Alato, Igor Boccardo – hanno riscosso un crescente apprezzamento sul canale horeca (ristoranti e bar, ndr), portandoci a una crescita del 31%, che ci ha consentito di tornare a valori confrontabili con quelli pre pandemia, in particolare sui mercati esteri. Dettori è un’eccellenza sarda, ed è stato tra i primi in Sardegna a credere e nobilitare i vitigni tradizionali, vinificandoli in purezza e secondo gli standard della biodinamica. La distribuzione di vini sardi si va ad affiancare a quella attiva già da ottobre con Cantina Fiorentino. Grazie al nostro accordo di distribuzione, i vini Dettori e Fiorentino potranno rafforzare il loro posizionamento e la loro presenza presso ristoranti ed enoteche. E questo è solo il primo passo».

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