Incidenti sul lavoro

Due operai muoiono congelati in un deposito dell’Humanitas a Pieve Emanuele

Si tratta di due lavoratori di una ditta esterna che sono stati trovati senza vita in un deposito di azoto. La Procura di Milano apre un’inchiesta per omicidio colposo. Cinque i morti sul lavoro in diversi incidenti

di Cristina Casadei

(Imagoeconomica)

4' di lettura

Altri 5 lavoratori sono morti in diversi incidenti sul lavoro. Il primo in mattinata dove due operai sono morti in un deposito di azoto della sede dell’ospedale Humanitas a Pieve Emanuele nel milanese. A riferirlo sono stati i Vigili del fuoco arrivati sul posto insieme ai sanitari del 118, Carabinieri e Polizia locale, polizia giudiziaria e un medico dell’Ats. Le cause sono in corso di accertamento, ma a una prima valutazione sembra che i due lavoratori, alle dipendenze di una ditta esterna, siano deceduti a causa di ustioni da congelamento. I due operai di 42 e 46 anni erano arrivati all’Humanitas per effettuare una fornitura di azoto liquido, quando si sarebbe verificata una perdita che li ha investiti, causando ustioni da congelamento.

Humanitas esprime profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle due vittime del grave incidente, «avvenuto durante il rifornimento dell’impianto della società specializzata nella fornitura di gas azoto per attività di ricerca» e si è messa immediatamente a disposizione delle autorità per contribuire a chiarire la dinamica di quanto accaduto. Cordoglio è stato espresso anche da Sol, «profondamente colpita e addolorata per il tragico incidente che è costato la vita a due dipendenti della ditta Autotrasporti Pé di Costa Volpino (BG), che aveva l’incarico di effettuare le operazioni di trasporto e rifornimento di azoto liquido nel serbatoio presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Sol è vicina alle famiglie delle due vittime e collabora con le autorità nelle indagini mirate a chiarire la dinamica e le cause di questo tragico incidente». La Autotrasporti Pé, specializzata in trasporti criogenici, è dotata di certificazioni specifiche, e collabora con Sol da diversi anni. All’accertamento delle cause dell’incidente sul lavoro sta lavorando la squadra ad hoc della procura di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. L’ipotesi di reato è omicidio colposo a carico di ignoti. Personale dell’Ats di Milano, insieme ai militari, sta procedendo a ricostruire la dinamica dell’evento e «a verificare la corretta applicazione delle misure di sicurezza».

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Nel pomeriggio, a Padova, un operaio è invece morto cadendo da un’impalcatura a un’altezza di 5 metri e un altro è morto con una dinamica simile a Nichelino, nell’hinterland torinese. Tragedia a Capaci, nel Palermitano, dove un camionista di 52 anni è morto dopo essere rimasto schiacciato dal suo mezzo pesante, dopo essere sceso per controllare le ruote anteriori.

Secondo gli ultimi dati Inail disponibili, ossia quelli di fine agosto, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e luglio sono state 312.762 (+8,3% rispetto allo stesso periodo del 2020), 677 delle quali con esito mortale (-5,4%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 33.865 (+34,4%). I dati mensili sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.

Gli infortuni

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro luglio sono state 312.762, quasi 24mila in più (+8,3%) rispetto alle 288.873 dei primi sette mesi del 2020, sintesi di un decremento delle denunce osservato nel trimestre gennaio-marzo (-10%) e di un incremento nel periodo aprile-luglio (+29%) nel confronto tra i due anni.I dati rilevati al 31 luglio di ciascun anno evidenziano nei primi sette mesi del 2021 un aumento a livello nazionale degli infortuni in itinere, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (+18,9%, da 33.204 a 39.480 casi), che sono diminuiti del 33% nel primo bimestre di quest’anno e aumentati del 66% nel periodo marzo-luglio (complice il massiccio ricorso allo smart working nello scorso anno, a partire proprio dal mese di marzo), e un incremento del 6,9% (da 255.669 a 273.282) di quelli avvenuti in occasione di lavoro, che sono calati del 10% nel primo trimestre di quest’anno e aumentati del 25% nel quadrimestre aprile-luglio. Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato del 6,4% nella gestione Industria e servizi (dai 249.499 casi del 2020 ai 265.499 del 2021), del 4,4% in Agricoltura (da 14.797 a 15.450) e del 29,4% nel Conto Stato (da 24.577 a 31.813). Si osservano incrementi generalizzati in quasi tutti i settori produttivi tranne, in particolare, in quello della Sanità e assistenza sociale, che nei primi sette mesi di quest'anno presenta una riduzione del 34,4% degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2020.

I casi mortali

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di luglio sono state 677, 39 in meno rispetto alle 716 registrate nei primi sette mesi del 2020 (-5,4%). Il confronto tra il 2020 e il 2021 richiede però cautela, in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia da Covid-19, con il risultato di non conteggiare un rilevante numero di “tardive” denunce mortali da contagio, in particolare relative al mese di marzo 2020. I dati evidenziano per i primi sette mesi di quest’anno un aumento solo dei casi avvenuti in itinere, passati da 113 a 134 (+18,6%), mentre quelli in occasione di lavoro sono stati 60 in meno (da 630 a 543, -10,0%). La gestione Industria e servizi è l’unica a fare registrare un segno negativo (-10,3%, da 630 a 565 denunce mortali), al contrario dell’agricoltura, che passa da 55 a 76 denunce, e del conto Stato (da 31 a 36). Dall’analisi territoriale emerge un aumento nel Sud (da 141 a 192 casi mortali), nel Nord-Est (da 136 a 147) e nel Centro (da 128 a 129). Il numero dei decessi, invece, è in calo nel Nord-Ovest (da 265 a 169) e nelle Isole (da 46 a 40).


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