Interventi

Due passi verso un continente più unito

Si va configurando una prima forma di autonomia fiscale sovranazionale, un tassello fondamentale per la costruzione degli Stati Uniti di Europa

di Andrea Filippetti

(REUTERS)

3' di lettura

Il Next Generation Plan è un altro tassello verso gli Stati Uniti di Europa
Dalla prospettiva del progetto di integrazione europea, il passo più importante del Next Generation Plan proposto dalla Commissione Europea non riguarda l’ammontare delle risorse, bensì l’introduzione di primo meccanismo di politica fiscale europea.

Annunciando di voler introdurre due nuove forme di tassazione europee, una carbon tax verso Paesi terzi e una tassa sui profitti delle grandi imprese digitali, la Commissione europea sta ripercorrendo i passi che gli Stati Uniti hanno percorso per la creazione del bilancio dello stato federale.

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All’indomani dell’indipendenza nel 1776 il governo federale americano dipendeva finanziariamente dai singoli Stati. Al fine di finanziare un bilancio federale autonomo introdusse delle tariffe sulle importazioni e delle accise, con le quali si colpivano soprattutto le imprese estere, anche per favorire lo sviluppo della nascente industria americana. Per vedere il governo federale tassare direttamente i cittadini americani occorre attendere oltre un secolo. Dopo numerosi tentativi andati a vuoto, un’imposta sul reddito fu introdotta dal 1865 per ripagare i debiti di guerra, ma venne abolita nel 1870. Nel 1908 Theodore Roosevelt fu il primo presidente degli Stati Uniti a immaginare un meccanismo redistributivo a livello federale attraverso l’istituzione di un’imposta sul reddito dei cittadini. Nel 1909 venne proposto un emendamento costituzionale per consentire al governo federale di raccogliere le imposte sul reddito, ratificato solo nel 1913.

L’introduzione dell’imposta sul reddito federale ebbe portata simbolica storica; venne fortemente e a lungo osteggiata, e per i più critici segnava nientemeno che il tradimento delle libertà conquistate con la dichiarazione di indipendenza del 1776. Questo perché lo stato federale ora poteva tassare i cittadini oltrepassando i confini degli stati e, gioco forza, si sarebbe inverato un trasferimento di risorse fiscali tra cittadini appartenenti a stati diversi, che rappresenta la massima espressione della solidarietà.

La redistribuzione di reddito tra cittadini si fonda su una identità e un comune sentire condiviso, nonché di meccanismi di rappresentanza democratica forte dei singoli stati nel governo centrale.

Oggi la Commissione Europea propone l’introduzione di due fonti di entrata europee - la digital tax e la carbon tax - che serviranno a rimborsare i titoli di debito emessi per finanziare il Piano. L’idea di ricorrere a queste due forme di tassazione è opportuna e politicamente astuta per due ragioni principali. Innanzitutto non sarebbero tassati direttamente i cittadini europei. In secondo luogo, sono politicamente accettabili dall’opinione pubblica per ragioni di equità e sensibilità ambientale.

La digital tax colpisce il grande business del web, che gode di enormi profitti pagando imposte marginali. La carbon tax, attraverso la tassazione delle importazioni di imprese inquinanti di Paesi terzi, rende più sostenibile la transizione verso tecnologie pulite delle imprese europee, rispetto alla competizione di Paesi che impiegano tecniche di produzione più inquinanti aiutate da regolamentazioni ambientale meno stringenti.

Se il piano della Commissione sarà approvato si otterrà un bilancio europeo quasi raddoppiato nell’ammontare e, soprattutto, più autonomo in quanto finanziato da un’imposizione fiscale europea e meno dipendente dai trasferimenti degli Stati membri. Dalla fondazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio del 1951, il processo di integrazione europea è proceduto, come immaginato da Robert Schuman, aggiungendo una politica alla volta. Con questa operazione si aggiunge il tassello fondamentale della politica fiscale, oltre alla politica monetaria già condivisa tra i Paesi dell’euro. E, se è vero come è vero che taxation fa rima con representation, la creazione di un sistema fiscale europeo incoraggerà un rafforzamento dei meccanismi rappresentativi e democratici europei. Non siamo ancora in presenza della solidarietà di una redistribuzione del reddito tra cittadini europei. Tuttavia, si va configurando una prima forma di autonomia fiscale sovranazionale, che rappresenta un tassello fondamentale per la costruzione materiale degli Stati Uniti di Europa.


CNR Istituto di Studi sui Sistemi Regionale Federali e sulle Autonomie

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