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Due ruote, maggio contiene le perdite (-10,3%). Vendite quadruplicate per scooter e moto elettriche

Dopo i crolli registrati ad aprile (-97%) e marzo (-66%) il settore prova a ripartire

di Antonio Larizza

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Una fase della produzione di una moto elettrica nello stabilimento della società modenese Energica

Dopo i crolli registrati ad aprile (-97%) e marzo (-66%) il settore prova a ripartire


2' di lettura

Ripartenza lenta per il mercato delle due ruote in Italia. Dopo il crollo dei mesi precedenti (-97% in aprile e -66% a marzo) il settore lancia «qualche timido e marginale segnale di vitalità». Il mese di maggio ha chiuso con un -10,35% rispetto allo stesso mese del 2019.

Il primo mese di riapertura dei concessionari ha mostrato quindi un recupero, pur se comunque in zona negativa. Il trend emerge dai dati di Confindustria Ancma, associazione nazionale ciclo motociclo e accessori, secondo cui nei primi cinque mesi dell’anno il ribasso è stato pari al 37,8%.

«In contesto di crisi gravissima e di totale assenza di misure incentivanti da parte del Governo per il nostro settore, si tratta di un risultato ottenuto solo grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle case costruttrici e a chi acquista ancora per passione», ha detto Paolo Magri, presidente di Ancma.

Il totale immatricolato in maggio (veicoli oltre 50cc) si attesta a 25.660 unità. Migliore l’andamento degli scooter (14.510 veicoli, -9,57%) e più marcato il calo delle moto (-11,35% a 11.150 veicoli venduti). I ciclomotori si fermano a 1.335 unità (-27%). Discorso a parte per il mercato dell’elettrico, in netta controtendenza rispetto ai veicoli termici: se i ciclomotori a emissioni zero, con 240 veicoli venduti, segnano un calo dell’11,1%, scooter e moto elettriche, complici le commesse dello scooter sharing, quadruplicano le vendite con 718 pezzi.

Nel periodo gennaio-maggio le immatricolazioni si attestano a 67.802 unità (-38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019), con 31.205 moto vendute (perdono il 40,2% del loro mercato) e 36.597 scooter immatricolati (-37,1%). Meno negativo l’andamento dei “cinquantini”, che perdono il 25,9% del venduto e registrano 5.374 pezzi. Il mercato complessivo (immatricolazioni + ciclomotori) si attesta sulle 73.176 unità, appunto con un calo del 37,8%.

Per quanto riguarda le varie cilindrate, negli scooter si evidenzia la tenuta dei 125cc, che si confermano i più venduti con 13.250 veicoli (-36,1%). Seguono le cilindrate 300-500 con 12.572 unità, con un calo del 45,1%. Migliori rispetto all’andamento generale del segmento le cilindrate 150-250cc con 6.471 pezzi e un calo del 31,7% e, soprattutto, i maxiscooter oltre 500cc, che immatricolano 4.304 veicoli e segnano una flessione del 16,2%.

Nelle moto le cilindrate oltre 1000cc guadagnano il vertice con 8.640 veicoli immatricolati e un calo del 36,1%, seguite dalle cilindrate 800-1000 con 7.788 unità, ma un andamento decisamente peggiore, che si attesta al -48,2%. Al terzo posto le 650-750cc, che fanno registrare 5.346 veicoli per una flessione del 35,8%. In linea con l’andamento generale sia le 300-600cc con 5.424 pezzi e un calo del 40,2%, sia le 125 con 3.071 unità e una flessione del 40%.

Chiudono le cilindrate comprese tra 150cc e 250cc che, a fronte di sole 936 immatricolazioni, fanno segnare la flessione più contenuta (-16,3%).

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