ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùModelli di sviluppo

Due strade per il futuro: conosciamo e dobbiamo scegliere quella giusta

Ci troviamo in un momento storico cruciale. Una strada, quella che abbiamo seguito fino ad ora, porta al caos e alla distruzione.

di Nicholas Stern

4' di lettura

Ci troviamo in un momento storico cruciale.

Una strada, quella che abbiamo seguito fino ad ora, porta al caos e alla distruzione.

Loading...

L’altra porta a una nuova forma di crescita e sviluppo, molto più produttiva, efficiente, interessante e pulita rispetto a quella inquinante e distruttiva del passato.

Per intraprendere questa strada migliore sono necessari cambiamenti strutturali e sistemici fondamentali nonché notevoli investimenti e innovazione. Questo nuovo approccio alla crescita prevede città in cui ci si possa muovere, respirare ed essere produttivi. Alimenterà ecosistemi solidi e fertili.

La gestione sociale ed economica di un cambiamento di questa portata sarà impegnativa. Ma sono sfide alle quali dobbiamo rispondere. Non farlo sarebbe assolutamente deleterio.

Se i Paesi in via di sviluppo seguiranno i modelli inquinanti del passato, le emissioni future saranno destinate a rimanere inalterate e il mondo intero ne soffrirà. Sostenere i Paesi in via di sviluppo nel cogliere le opportunità di questa nuova forma di crescita non è solo moralmente da fare, ma rappresenta anche l’interesse dei Paesi più ricchi. Il cambiamento climatico e la distruzione della biodiversità riguardano tutti noi.

Politiche e strategie economiche efficaci sono diventate più difficili negli ultimi anni a causa della pandemia e, più recentemente, a causa della guerra in Ucraina nonché a causa dello sconvolgimento dei mercati energetici, alimentari e finanziari a livello mondiale.

Ma l’approccio per creare una nuova forma di crescita e favorire la ripresa da questi livelli di crisi dovrebbe essere fortemente integrato; si tratta di investire. Accelerare l’abbandono dei combustibili fossili ci permetterà di essere maggiormente tutelati dal punto di vista energetico. L’Europa, che è stata la prima grande area a muoversi sulle problematiche ambientali, può e deve essere leader in questa azione internazionale.

Dobbiamo investire per cambiare i nostri sistemi energetici, il modo in cui organizziamo i trasporti e il funzionamento delle nostre città. Dobbiamo cambiare i nostri sistemi di utilizzo del territorio, compreso il ripristino delle terre e delle foreste degradate. Dovremo anche investire nell’adattamento e nella resilienza, ripristinare le perdite e i danni che si verificheranno in futuro e che già si stanno verificando. Il cambiamento climatico è qui e dobbiamo rendere le nostre attività, i nostri edifici e le nostre infrastrutture molto più resilienti.

L’economista Vera Songwe ed io abbiamo recentemente presieduto, congiuntamente ad Amar Bhattacharya, un gruppo indipendente di alto livello sui finanziamenti per il clima, su richiesta delle presidenze della COP26 e della COP27. Abbiamo concluso che gli investimenti necessari per i mercati e le economie emergenti (EMDE) sarebbero pari al 4% o al 5% del loro Pil.

I flussi di investimento complessivi che saranno necessari entro il 2030 per i Paesi emergenti, esclusa la Cina, sono stimati a circa 1.400 miliardi di dollari per la transizione energetica e mille miliardi di dollari per l’adattamento/resilienza, le perdite e i danni e il capitale naturale. La maggior parte degli investimenti nei Paesi del mondo è finanziata dal risparmio interno, ma per molti di loro, in particolare quelli con vincoli fiscali e di debito, i finanziamenti esterni svolgeranno un ruolo importante. Abbiamo stimato che saranno necessari circa mille miliardi di dollari all’anno di finanziamenti esterni.

Sebbene la maggior parte di questi mille miliardi di dollari esterni possa provenire da fonti private, perseguendo le nuove opportunità di investimento, sarebbe necessario un forte aumento dei flussi pubblici e un cambiamento nelle politiche pubbliche per incentivare i giusti tipi di investimenti e creare strutture che diano fiducia in tali rendimenti. Le politiche necessarie per ottenere incentivi validi comprendono la determinazione del carbon pricing e l’abolizione dei sussidi ai combustibili fossili, che in molti posti sono ancora molto consistenti. Nuovi standard riguardo attività e prodotti saranno fondamentali per gli investimenti in questa nuova forma di crescita, in particolare in questo scenario di crescenti rendimenti di scala e incertezza.

Tutte queste politiche e azioni dovrebbero essere inserite nel contesto di una chiara strategia per i prossimi 20 o 30 anni. Sono questi i lassi di tempo in cui molti di questi investimenti daranno i loro frutti e gli investitori devono avere fiducia nelle politiche future. Questo senso di direzione strategica è anche il motivo per cui gli obiettivi netti zero sono così importanti. Ma la definizione di una strategia per 20 o 30 anni, pur essendo necessaria, non può distoglierci dall’urgenza di agire ora.

Affinché i flussi del settore privato, che saranno la maggior parte dei mille miliardi di dollari verso i Paesi emergenti entro il 2030, si verifichino, il rischio deve essere gestito e condiviso con le istituzioni pubbliche e questo significa, in larga misura, le banche multilaterali di sviluppo (MDB).

Per creare il mercato di cui abbiamo bisogno, i flussi di finanziamenti per il clima da parte delle MDB dovrebbero moltiplicarsi per 3 (da 60 a 180 miliardi di dollari all’anno) nei prossimi cinque anni, e questi flussi dovrebbero essere più fortemente orientati alla collaborazione con il settore privato. Un cambiamento così rapido comporterà alcune riforme, anche per quanto riguarda il capitale disponibile, le strutture di capitale e l’approccio al rischio.

Ciò comporterebbe alcune riforme delle MDB, ma queste riforme dovrebbero essere focalizzate sul raggiungimento di questi obiettivi in tempo reale, e non dovrebbero diventare un processo di lunga durata. Non abbiamo tutto questo tempo.

•Il cambiamento al ritmo e alla portata che richiediamo avrà bisogno di una leadership politica e di un impegno determinato. Questo metterà a dura prova i nostri sistemi politici, in cui i nostri politici si interessano, in larga misura, solo del futuro prossimo e si preoccupano di contrastare i cambiamenti e gli sconvolgimenti. Ecco perché la chiarezza della strategia e la discussione pubblica sono così importanti.

Oggi abbiamo tra le mani un nuovo modello di crescita e sviluppo, molto più interessante di quello precedente e in grado di garantirci un reale aumento del benessere in tutte le sue dimensioni. Sono estremamente ottimista su ciò che possiamo fare, anche se mi preoccupa molto ciò che effettivamente faremo. Ci sono due strade che possiamo percorrere, è assolutamente necessario seguire quella giusta.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti