Prove da sommelier

Durante le feste, meglio un brindisi in tutti (e con tutti) i sensi

L'ascolto anticipa la degustazione, la bottiglia gioiello comunica la preziosità, la pungenza solletica il tatto. Le bollicine trasformano il cin cin delle feste in sinestesia.

di Barbara Sgarzi

Da sinistra Decanter Haute Couture Diademe, in cristallo, BACCARAT (12.000 €), Ferrari Brut Trentodoc Inverno, CANTINE FERRARI (13,50 €). Contessa Rosa Rosé, FONTANAFREDDA (24,50 €). Dom Pérignon Rosé 2008, DOM PÉRIGNON (prezzo su richiesta). Grande Cuvée 169ème, KRUG (circa 200 €). Blanc de Blancs Magnum second skin, RUINART (circa 165 €). Rare Millésime 2008, RARE CHAMPAGNE (circa200 €). E tra Brut Riserva Lucrezia Etichetta Nera 2008, CASTELLO BONOMI (200 €). Gancia Alta Langa Cuvée 120 mesi, GANCIA (100 €). Champagne -52 Cloe Marie Kottakis, JAMIN UNDERWATER WINES (limited edition a 190 €).

5' di lettura

Risuonano come una grande orchestra, oppure sono concentrati di design. Se, nelle grandi etichette, la pienezza del gusto è già data per scontata, si possono selezionare per le feste in arrivo spumanti metodo classico che soddisfino pienamente anche gli altri quattro sensi. Perché il brindisi più importante dell'anno diventi un'esperienza multisensoriale.

UDITO 

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Può sembrare il senso più negletto quando si parla di vini, ma se si chiudono gli occhi e si ascolta con attenzione il crepitare delle bollicine nel bicchiere – il cosiddetto bruit du Champagne – ci si rende conto che l'ascolto anticipa e arricchisce la degustazione. Una maison in particolare, Krug , gioca da sempre sulle sinestesie tra gusto e musica, collaborando con numerosi artisti e con l'Ircam, Institut de recherche et coordination acoustique/musique. A settembre, dopo una lunga attesa, è stato presentato a Milano il millesimato 2008, frutto di quella che è stata definita la più grande annata del secolo (per ora). Per le feste, tenete in fresco una bottiglia di Krug Grande Cuvée 169ème: il sogno di Joseph Krug, creare uno Champagne che suonasse come una grande orchestra. Composto da 146 vini di 11 annate differenti, scelti dopo estenuanti sessioni di degustazione, riposa in cantina per circa sette anni e profuma di fiori di campo, agrumi e una punta di miele. Da sorseggiare ascoltando la giovane e bravissima Vhelade, cantante sardo-nigeriana che quest'anno ha messo in musica le nuove cuvée.

Dalla musica al silenzio, quello del fondo del mare che, insieme al buio e alla temperatura costante, affina lo Champagne -52 Cloe Marie Kottakis. Una produzione di 3mila bottiglie, una cantina a -52 metri nella Cala degli Inglesi, Area Marina Protetta di Portofino, e il metodo brevettato di cantinamento isobarico di Jamin. Una real tà che da anni sperimenta l'affinamento subacqueo e che sta crescendo: ha appena chiuso un crowdfunding per finanziare altre sperimentazioni con il quale ha raccolto più di 600mila euro.

VISTA 

Le due anime dello Champagne – nel mondo, viene percepito come vino per le celebrazioni, che evoca gioia e lusso, mentre in Francia, che consuma da sola quasi metà della produzione, è una coccola più frequente, da permettersi anche in occasioni meno scintillanti – si riflette anche sulle etichette. Alcune sobrie, pensate con grande understatement. Altre brillanti di oro e di fregi, una festa per gli occhi. Tra queste ultime, impossibile non desiderare per la tavola del Natale Rare Champagne 2008 , l'esclusiva cuvée (solo 12 prodotte in 40 anni) composta da 70 per cento Chardonnay e 30 per cento Pinot Nero, affinato per 13 anni. Precedentemente cuvée préstige della maison Piper-Heidsieck, è un marchio indipendente dal 2018. La sua prima preziosa bottiglia, realizzata in oro, diamanti e lapislazzuli, fu creata nel 1885 da Peter Carl Fabergé, gioielliere dello Zar Alessandro III. Quasi cent'anni dopo, nel 1976, Van Cleef & Arpels ne realizzò una seconda, straordinaria, per il primo millesimato di Rare. Oggi è ancora un gioiello di bellezza e ricami dorati che custodisce un colore intenso di diamante giallo, una freschezza di fiori di primavera su un tessuto iodato e fumé e un'incredibile longevità.

Il grande classico in una veste nuova: Trentodoc Ferrari Brut , Chardonnay in purezza raccolto ai piedi dei monti trentini, è ormai un'icona dei brindisi italiani, ma anche all'estero se la cava bene. La casa ha recentemente vinto, per la quarta volta, il titolo di Produttore dell'anno a The Champagne & Sparkling Wine World Championships, i campionati del mondo delle bollicine e, con 12 medaglie d'oro, ha portato l'Italia a sorpassare la Francia e la Trentodoc a essere la regione vinicola più premiata. Ora appaga anche gli occhi: la confezione natalizia Inverno richiama l'ovattato candore dei monti e i loro abitanti: l'aquila, la volpe, il cervo e l'orso, in mezzo ai fiocchi di neve. Vendemmia manuale, 24 mesi sui lieviti, nota rotonda di mela golden e fiori di campo per un rapporto qualità prezzo davvero eccezionale.

TATTO 

Che cosa ha a che fare il tatto con la degustazione? Moltissimo: le papille gustative e i recettori che abbiamo nella bocca percepiscono anche sensazioni tattili e la pungenza, l'effetto delle bollicine (si dice fino a un milione in un calice!), è la più importante per gli spumanti. Per questo, qualche anno fa, il Comité Champagne ha organizzato a Milano una serie di degustazioni in cui alle cuvée venivano accostate stoffe da tastare e abbinare, in un incrocio di sensazioni.

Si chiama second skin la nuovissima confezione regalo che avvolge le cuvée Blanc de Blancs e Rosé  Ruinart , da regalare o mettere in tavola per le feste. Un packaging ecosostenibile, alternativo alle classiche confezioni, nove volte più leggero e creato al 99 per cento in carta riciclabile e sagomata per seguire le curve della bottiglia, con un impatto di carbonio ridotto del 60 per cento. Protegge lo Champagne dalla luce, resiste all'umidità e resta intatta nel secchiello del ghiaccio fino a tre ore (dubitiamo che la bottiglia durerà tanto!). Sfioratela con i polpastrelli: colore e texture sono un omaggio alle Crayères, le storiche cantine di gesso della maison a Reims.

Punta a farsi scartare come qualcosa di prezioso anche Gancia Alta Langa Cuvée 120 mesi. Ha un wrap che avvolge l'intera bottiglia, a ricordare l'imballaggio iconico di Gancia degli inizi del XX secolo, quando le bottiglie venivano rifasciate per evitare danni durante il trasporto sui pendii intorno a Canelli e per proteggerle dalla luce. Pinot Nero e Chardonnay, fermentazione di circa 40 giorni e riposo in cantina per almeno 120 mesi; una tradizione, quella dell'Alta Langa, che arriva da lontano. Già nel 1850, infatti, l'azienda cominciò a creare i primi spumanti della penisola.

OLFATTO 

Quanti odori può distinguere l'uomo? «Moltissimi, probabilmente milioni», spiega Linda Buck, Nobel per la medicina nel 2004 per le scoperte sull'organizzazione del sistema olfattivo. Il difficile, aggiunge, è classificarli e memorizzarli. Una soluzione è degustare il più possibile e “allenarsi” annusando quanti più sentori si riesce. Iniziamo allora da un Franciacorta particolare, in primis perché composto da Pinot Nero in purezza, una rarità nella zona. Extra Brut Riserva Lucrezia Etichetta Nera 2008 di Castello Bonomi è prodotto solo nelle annate eccellenti, matura per 70 mesi sui lieviti e arriva sul mercato dopo 10 anni dalla vendemmia. Il bouquet è ricco e complesso, con note di pane tostato, marmellata di limone, miele di eucalipto, fiori di zagara, agrumi canditi, zenzero, erbe aromatiche e rosa appassita. Riuscire a distinguerli, uno alla volta, non è da tutti.

Proseguiamo l'allenamento tornando in Francia, in una palestra d'eccellenza: Dom Pérignon  Rosé 2008, l'ultima vintage in uscita, direttamente dall'annata del secolo, imbriglia, con ben 13 anni di affinamento, la potenza del pinot nero nella complessa freschezza di un vino magnifico, con un naso che è un equilibrio di chiaroscuri per il più “rosso” degli Champagne. Non a caso, nel suo recente Atlante degli odori ritrovati, la perfume writer Roberta Deiana classifica quello dello Champagne tra gli “odori della notte”. Qui, aromi di lampone e fragolina selvatica, note di iris e violetta si fondono con sentori fruttati e lasciano spazio, dopo l'ossigenazione, a sfumature più verdi di ligustro, angelica e foglie di canfora.

Con l'Alta Langa Contessa Rosa Rosé di Fontanafredda si può organizzare un gioco con i propri commensali. Vedere se qualcuno riesce a distinguere le preziose gocce di Barolo 1967 unite alla liqueur d'expédition, ossia il dosaggio aggiunto al vino prima della tappatura; l'ultimo tocco. Dedicato alla Contessa Rosa Vercellana, più nota come “Bela Rusin”, è una vera sorpresa al naso. S'intrecciano aromi di fiori d'arancio e melograno, la punta amarognola del chinotto, erbe aromatiche mediterranee come lavanda e basilico e gli acuti finali di ginger e noce moscata.

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