Centrodestra

Durigon si dimette dopo incontro con Salvini: «Faccio un passo di lato ma non sono fascista»

L’ormai ex sottosegretario leghista è stato in questi giorni al centro delle polemiche dopo aver proposto, il 4 agosto scorso, di intitolare ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, un parco di Latina già dedicato ai giudici Falcone e Borsellino

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Claudio Durigon si è dimesso dall’incarico di sottosegretario all’Economia dopo un incontro con il leader della Lega Matteo Salvini. L’esponente leghista ha rivendicato il ruolo svolto finora «con massimo impegno, orgoglio e serietà». E si è difeso dalle accuse: “Non sono, e non sono mai stato, fascista». Il segretario del Carroccio Matteo Salvini ha parlato di «gesto di generosità e responsabilità, riflettano altri non all’altezza», con un riferimento nemmeno troppo velato alla ministra dell’Interno Lamorgese, da settimane nel suo mirino prima per la gestione degli sbarchi e poi per il rave a Viterbo.

La polemica sul fascismo

L’ormai ex sottosegretario leghista è stato in questi giorni al centro delle polemiche dopo aver proposto, il 4 agosto scorso, di intitolare ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, un parco di Latina già dedicato ai giudici Falcone e Borsellino. L’uscita dell’esponente leghista ha innescato dure reazioni nel centrosinistra. A invocarne le dimissioni, tra gli altri, il segretario del Pd Enrico Letta, il leader M5S Giuseppe Conte e diversi parlamentari di Leu.

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Durigon: mi dimetto, mio incarico svolto con serietà

Durigon si è scusato con «quanti, vittime di mafia (o parenti di vittime di mafia) possono essere rimasti feriti dalle mie parole«Ho deciso di dimettermi dal mio incarico di governo che ho sempre svolto con massimo impegno, orgoglio e .serietà», ha scritto in una lunga lettera diffusa dal suo partito. Una decisione presa, ha aggiunto «per uscire da una polemica che sta portando a calpestare tutti i valori in cui credo, a svilire e denigrare la mia memoria affettiva, a snaturare il ricordo di ciò che fecero i miei familiari proprio secondo quello spirito di comunità di cui oggi si avverte un rinnovato bisogno».

«Fatto errore comunicazione, mai stato fascista»

«È chiaro che, nella mia proposta toponomastica sul parco comunale di Latina, pur in assoluta buona fede, ho commesso degli errori - ha ammesso Durigon - Di questo mi dispiaccio e, pronto a pagarne il prezzo, soprattutto mi scuso. Mi dispiace che mi sia stata attribuita un’identità “fascista”, nella quale non mi riconosco in alcun modo. Non sono, e non sono mai stato, fascista. E, più in generale, sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra: sono cresciuto in una famiglia che aveva come bussola i valori cristiani».

Le prese di distanza nel centrodestra

Nelle ultime ore a prendere le distanze dall’esponente della Lega, che fino a qualche mese fa veniva accreditato come futuro candidato del centrodestra alle regionali del 2023 nel Lazio, è stata anche Forza Italia. «Le parole di Durigon non sono condivisibili su Falcone e Borsellino», ha dichiarato in una intervista al Mattino il vicepresidente forzista Antonio Tajani ,che ha lasciato a Draghi e Salvini la decisione. Il leader della Lega lunedì ha visto il premier a Palazzo Chigi. Da allora la difesa del sottosegretario non è stata più granitica.

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