PROGETTO CANCELLATO

Dyson, l’automobile elettrica non si farà. Confermati tutti i dubbi iniziali

Il produttore di aspirapolvere ciclonici annuncia la chiusura della divisione automotive senza aver mai mostrato neppure un prototipo. È la fine di un’operazione temeraria

di Mario Cianflone


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2' di lettura

Costruire automobili non è un “gioco” alla portata di tutti. E come avevano sospettato fina da principio l'auto elettrica di Dyson, costruttore di aspirapolveri, non si farà. E il “progetto” è stato cancellato senza che peraltro nessuno abbia mai avuto modo di vender l'auto in formato concept e neppure un modello in scala. E l'annuncio è stato fatto direttamente da James Dyson in una mail ai dipendenti dove si dichiara che il board ha deciso di chiudere la divisione automotive.

«Il team automotive Dyson – scrive il fondatore dell'azienda - ha sviluppato una fantastica auto elettrica, ma sfortunatamente non è commercialmente sostenibile. Pertanto abbiamo deciso di chiudere il progetto automotive e raddoppiare gli sforzi nel nostro importante programma di sviluppo di altre tecnologie».

Sarà stata fantastica ma non è mai apparsa. E questo rafforza il sospetto che fin da subito ci si trovava di fonte a un'impresa quantomeno temeraria. Del resto le case automobilistiche sull'elettrico hanno investito somme ingenti (il gruppo Vw ci ha messo oltre 40 miliardi) e Dyson aveva dichiarato di aver investito nel progetto oltre 2.2 miliardi.

Nella divisione automotive che avrebbe dovuto portare alla creazione della fantomatica auto (il debutto era atteso in questi mesi, sic!) erano impegnate non meno di 400 persone nelle sedi di Malmesbury e Hullavington, nel sudovest dell'Inghilterra (sempre secondo quanto dichiarato tempo addietro dalla casa).

Dyson ha dichiarato che la società sta lavorando per trovare ruoli alternativi per il maggior numero possibile di loro in altre aree dell'azienda.

L'azienda mirava a portare sul mercato tre auto elettriche, con il primo
modello previsto per il 2021, addirittura si vociferava che la vettura avrebbe adottato una batteria allo stato solido (a oggi in fase di sperimentazione da parte di costruttori come Toyota, Bmw e Porsche).

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