ancora biden contro trump

Usa, è battaglia in Georgia sui due seggi che valgono la maggioranza al Senato

L'ex presidente non demorde: ricorso alla Corte Suprema per i voti della Pennsylvania

di Marco Valsania

(AFP)

2' di lettura

È battaglia all’ultimo voto, con investimenti record di fondi e battaglie senza risparmio di colpi. Perché la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Ma non si tratta più delle elezioni presidenziali, anche se Donald Trump ancora non si arrende alla sconfitta e ha presentato un nuovo ricorso contro il risultato in Pennsylvania. Le elezioni in questione sono quelle della Georgia, i ballottaggi del 5 gennaio per i due seggi al Senato che spettano allo Stato del Sud.

I ballottaggi per la maggioranza al Senato
Il voto del 5 gennaio deciderà chi avrà il controllo della prossima Camera Alta – e quindi del Congresso - con una vasta influenza sui disegni politici a cominciare dalle strategie economiche e fiscali. I democratici, che vantano una risicata maggioranza alla Camera, hanno bisogno di vincerli entrambi per strappare una parità in Senato che si trasforma in vantaggio grazie agli interventi risolutivi in aula concessi al vicepresidente, Kamala Harris.

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Kamala Harris contro Ivanka Trump in campagna elettorale
Harris è scesa in campo ieri in Georgia con due iniziative a favore dei candidati democratici, il giovane documentarista Jon Ossof e il pastore afroamericano Raphael Warnock. I Repubblicani hanno risposto schierando la figlia di Trump, Ivanka, a favore degli attuali senatori a caccia di riconferma, David Perdue e Kelly Loeffler. Trump stesso ha annunciato un evento il 4 gennaio. In un segno dell’alta tensione, oltre 1,3 milioni di elettori hanno già votato per posta o in anticipo. Mentre le campagne hanno inondato lo Stato di investimenti pubblicitari e sforzi di mobilitazione. La spesa complessiva, solo per i ballottaggi, sfiora ormai i 400 milioni di dollari, stando al Center for Responsive Politics, dopo che oltre 200 milioni erano stati bruciati nel primo turno. La legge locale prescrive il ballottaggio quando nessuno dei candidati raggiunge il 50% dei consensi.

I Repubblicani favoriti
Il partito di Trump è tradizionalmente favorito in Georgia che ha alcune tra le più restrittive norme sulla partecipazione al voto e un retaggio di discriminazione delle minoranze etniche. Questa volta, però, i Democratici sono reduci da un inatteso successo, con Joe Biden diventato il primo aspirante democratico alla Casa Bianca a vincere dal 1992. Ora incalzano denunciando i legami dei due senatori avversari con Trump e portando alla luce scandali etici. I Repubblicani contano sul conservatorismo locale sollevando lo spettro di un Congresso in mano a progressisti radicali. Hanno oggi un vantaggio nello sprint finale degli spot elettorali, grazie a 86 milioni spesi da finanziatori esterni allo stato contro i 30 dei supporter democratici. Ma risentono di un ostacolo particolare: gli attacchi di Trump al sistema elettorale, che possono deprimere l’affluenza della loro base.

I tentativi di annullare il voto in Pennsylvania
Trump ha invocato un nuovo intervento della Corte Suprema per annullare le urne della Pennsylvania e ci sono voci secondo le quali avrebbe persino immaginato richieste di legge marziale e di sequestri di tecnologie elettorali. Il ministro della Giustizia uscente William Barr ha però ribadito di non avere ragioni neppure per nominare procuratori speciali su brogli o sul figlio di Biden, Hunter.

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