oltre 66mila domande

È boom di bonus-mamme. E adesso arriva il buono-nido

di Alessia Tripodi

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(ANSA)


2' di lettura

Dopo il bonus mamme, arriva anche il buono-nido. Il ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, ha infatti ricordato che entro il 18 maggio l'Inps dovrà comunicare le istruzioni per richiedere il contributo per le rette degli asili nido. Intanto, le domande per il bonus da 800 euro per le neo mamme hanno raggiunto quota 66mila. «Il ministro Costa ha fatto un ottimo piano, pensando anche all'anticipazione di una buona cifra nell'ultimo mese di gravidanza», ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Bonus neo mamme: istruzioni per l'uso

Il bonus mamme: cos'è e a chi è rivolto
Il premio per le nascite (o le adozioni) ammonta a 800 euro e può essere richiesto dal settimo mese di gravidanza. La cifra viene assegnata a tutti, a prescindere dal reddito e dal nucleo familiare. La domanda va inoltrata all'Inps. Possono fare richiesta le donne con residenza in Italia, le cittadine italiane e comunitarie e le non comunitarie con permesso di soggiorno di lungo corso.

Costa: «In arrivo anche istruzioni per il buono nido»
A meno di una settimana di pubblicazione sono arrivate 65.697 domande per il bonus "Mamma domani" di cui 34.818 da cittadini, circa 29 mila da patronati. Sono i «numeri importantissimi» riferiti oggi dal ministro Costa, il quale ha anche ricordato che che entro il 18 maggio l'Inps dovrà pubblicare le istruzioni operative per un altro provvedimento voluto dal Governo: il buono nido, di cui c'è già il decreto attuativo. Il contributo per il pagamento delle rette degli asili nido può arrivare a 1000 euro l'anno. «Si tratta di misure per sempre e per tutti - ha detto il ministro - ma non bastano. Una delle misure che chiediamo di introdurre è il cosiddetto fattore famiglia», ovvero che si dia un riconoscimento progressivo in termini di detrazioni o aiuti, in rapporto al numero dei figli che si hanno.

Lorenzin: «Dare servizi concreti a donne che lavorano»
«L'ho detto sempre come ministro - ha continuato Lorenzini - e lo dico anche come Alternativa Popolare: è un obiettivo strategico per questo governo e per quelli che verranno dopo - ha spiegato Lorenzin -, non possiamo pensare di non affrontare il tema della denatalità in un paese come questo. Che significa innanzitutto dare i servizi concreti alle famiglie e alle donne che lavorano». Il ministro della Salute, mamma di due gemelli, ha spiegato, cifre alla mano, che «per fare figli oggi ci vuole lo stipendio di un ministro» e che «veniamo da una mistificazione: ovvero che le politiche sociali sono una spesa pubblica mentre sono invece un investimento che rende fino a 10 volte quanto speso».

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