ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùinternet e politica

È boom per il Twitter di destra Parler e i social conservatori dopo la sconfitta di Trump

Sentendosi traditi anche da Fox e Breitbart, milioni di sostenitori del Presidente sconfitto si buttano anche sulle app di Newsmax, MeWe e Rumble.

di Marco Valsania

Usa 2020, Repubblicani appoggiano Trump sulle "frodi elettorali"

Sentendosi traditi anche da Fox e Breitbart, milioni di sostenitori del Presidente sconfitto si buttano anche sulle app di Newsmax, MeWe e Rumble.


3' di lettura

Conservatori e sostenitori di Trump hanno dato vita a una vera e propria migrazione di massa. No, non fisica, dagli Stati Uniti, dopo la vittoria dell'ora Presidente eletto democratico Joe Biden. Ma virtuale, valicando le frontiere de i tradizionali social media, accusati di pregiudizi contro la destra: in milioni, nel giro di pochi giorni, stanno disertando Twitter e Facebook e hanno invece scaricato app e aperto account su una rete di servizi alternativi che li invitano a braccia aperte.

Tra questi svetta il microblog Parler: nel giro di sabato e domenica la sua app è balzata in testa ai download nell'App Store di Apple. Parler ha raggiunto gli 8 milioni di utenti, quasi raddoppiati dai 4,5 milioni della scorsa settimana.

Loading...

La denuncia dei social tradizionali

Delusione o rabbia dell’esercito di conservatori e ultraconservatori pro-Trump hanno moltiplicato le critiche ai social e ai media tradizionali. Twitter e Facebook sono nel mirino per aver annunciato e messo in atto di recente crescenti misure per combattere la disinformazione, anche se non abbastanza stando ai democratici, con avvertimenti su messaggi o post compresi quelli di Trump quando promuovono contenuto ritenuto falso in particolare su temi delicati quali le elezioni o la pandemia.

Gli ultra-conservatori si sono tuttavia sentiti traditi anche da media in passato considerati vicini. Da Fox, dove la famiglia Murdoch sta prendendo la distanze da Trump nel post-elezioni, fino al sito Breitbart che aveva tirato la volata della prima campagna di Trump e dove campeggiano adesso storie e titoli su un Presidente in uscita nei panni di cattivo perdente, sul mondo che volta pagina, sulla Casa Bianca che presto tornerà a ospitare cani, i pastori tedeschi di Biden.

Per tutta risposta personaggi di alto profilo nel movimento mediatico di destra americano, quali Maria Bartiromo di Fox e il popolare conduttore radiofonico Mark Levin, hanno incoraggiato i loro ascoltatori ad abbandonare i vecchi social media e a dirigersi verso sponde più amiche. Gli appelli si sono trasformati in realtà, accelerando ulteriormente, secondo alcuni esperti di mass media, una frantumazione “tribale” in corso dell’universo informativo con scarsi e difficili controlli su qualità e veridicità.

Da Parler a Rumble

Parler, la nuova stella di questo firmamento social e mediatico, si auto-proclama “il leader dei social network per la libertà di espressione”, di fatto indossando i panni di una alternativa di destra a Twitter. È nato nel 2018 in Nevada, da un progetto di John Matze, il chief executive, e Jared Thomson, responsabile tecnico, laureati in informatica nel 2014 alla University of Denver. Oggi ha 30 dipendenti. Nel suo content, stando alle società specializzate nel monitoraggio, affiora un ventaglio di teorie cospirative, messaggi estremisti e antisemitismo. Ma non è il solo ad essere ora salito alla ribalta. Impennate di popolarità hanno riportato anche le app del gruppo media Newsmax.

Controlla un canale Tv, che assieme al più noto OAN promuove teorie cospirative ed è menzionato come possibile ospite di una Trump Tv quando l'attuale Presidente avrà lasciato la Casa Bianca. Newsmax è stato fondato da Christopher Ruddy ormai nel 1998, nella sua storia ha vantato sostenitori tra figure dell'establishment conservatore, repubblicano e di sicurezza, come legami con interessi di regimi arabi. Durante la pandemia si è distinto per la promozione di posizioni No Vax. Ha rivendicato oltre tre milioni di spettatori durante la copertura delle elezioni e un successivo boom di download della sua app, salita tra le prime dieci dello Store di Apple.

Tra i siti social balzati in vetta alle preferenze dei conservatori disillusi ci sono infine MeWe, in business dal 2012 e sua volta calamita di movimenti quali i No Vax, e Rumble. Quest'ultimo, creato nel 2013 a Toronto come sito di video-sharing, ha tra i soci la personalità di destra, ex agente dei servizi segrati e della polizia, Don Bongino. Ha previsto che tra i 75 e i 90 milioni di utenti questo mese guarderanno un video sul suo sito, rispetto ai 60,5 milioni del mese scorso.


Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti