Il Graffio del lunedì

È la Serie A più pazza degli ultimi anni, ma i campioni fanno sempre la differenza

Basta guardare la classifica, che non solo vede il Milan al comando a quota 20 dopo la vittoria (3-1) al San Paolo sul Napoli, ma che in aggiunta vede il Sassuolo, come seconda forza (18 punti) all'inseguimento dei rossoneri

di Dario Ceccarelli

(REUTERS)

3' di lettura

Adesso è ufficiale: questo è il campionato più pazzo del mondo. Ma anche il più divertente e appassionante della storia recente. Sarà il virus, la mancanza di pubblico o il quadro di generale confusione che fa saltare ogni certezza. Ma questo è la realtà. Facciamocene una ragione.

Se dubitate basta guardare la classifica. Che non solo vede il Milan al comando a quota 20 dopo la vittoria (3-1) al San Paolo sul Napoli con una straordinaria doppietta di Ibrahimovic, ma che in aggiunta vede il Sassuolo, come seconda forza (18 punti) all'inseguimento dei rossoneri.

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Dietro alla strana coppia di testa, nello spazio di otto punti, ci sono tutte le altre big a partire da Roma (17), Juventus (16) e Inter (15) per arrivare a Napoli, Atalanta e Lazio ferme a 14 punti. Vero che siamo solo all'ottava giornata, però la precarietà regna sovrana. È tutto fluido, imprevedibile, fuori dagli schemi. Lo si è visto a Napoli dove il Milan, grazie alle prodezze di Ibra, e alla freschezza dei suoi ragazzi, annichilisce i partenopei quanto mai fiacchi e supponenti. Al di là di qualche giustificata protesta verso l'arbitro Valeri (che espelle per doppia ammonizione Bakayoko), Gattuso non può recriminare nulla.

Mentre il Milan, brillante anche senza Pioli in panchina, si iscrive ufficialmente al club dei top player. Con un limite: la dipendenza da Ibrahimovic, uscito nella ripresa per una contrattura muscolare. Lo svedese ha realizzato 10 reti in 8 partite, più i numerosi assist che ha fornito ai compagni. Un formidabile trascinatore che però mancherà nella prossima sfida a San Siro con il Sassuolo, partita che in questo bizzarro riposizionamento diventa già un primo importante snodo del campionato. Se qualcuno, sei mesi fa , l'avesse detto sarebbe stato accompagnato da un bravo medico a riposare in qualche bel posto ameno e silenzioso.

Che questo sia un campionato un po' svitato lo dimostra l'Inter, sempre leader nella speciale classifica della pazzia. Contro un Torino senza Belotti, la compagine nerazzurra è inguardabile per un’ora. Sotto di due gol, sembra naufragare nel catino vuoto di San Siro. Salvo poi, grazie ai lampi di Lukaku e Lautaro, riuscire incredibilmente a chiudere con un 4-2 privo di qualsiasi logica. Sia per come il Torino si auto disintegra, sia per come, davanti al baratro, i nerazzurri riaccendono la luce. Un film curioso, a metà strada tra Dario Argento e Carlo Verdone (“O famo strano”…) che però, pur tra mille critiche, permette a Conte di mantenere la sua squadra nel folto mazzo delle favorite.

Tante le incongruenze. Lo stesso Sassuolo a Verona passa in modo sorprendente: due gol in contropiede, quattro pali subiti, e tanti saluti ai cultori del bel gioco. Un capolavoro di cinismo. Quelle cose che una volta faceva la Juventus. E la Roma? In poco più di un mese è rinata una stella. Strapazza il Parma (3-0) salendo al terzo posto. E Fonseca, per due mesi appeso come un salame al filo delle critiche, adesso è il nuovo profeta della Magica. Qual è la verità?

Anche la Lazio “lo fa strano”. Dopo tutto quello che le è capitato, riemerge dall'alluvione di Crotone grazie a una prodezza di Immobile, anche lui a sua volta riemerso da una giostra di tamponi (8) che avrebbe fatto sussultare perfino il commissario Arcuri. E comunque, tra bombe d'acqua e il famoso boing di Lotito che non decolla, la Lazio non perde di vista il treno dei migliori.

È Immobile a far la differenza? Certo con i suoi 107 gol realizzati in A la squadra bianco azzurra è Ciro-dipendente. Ma perchè, Juve e inter non dipendono da Ronaldo e Lukaku? E il Milan non dipende da Ibra? Si fa tanta accademia (schemi, possesso, profondità) ma se poi manca chi la butta dentro, anche i migliori filosofi vanno a discettare sulle panchine dei giardini pubblici.

Anche per Gasperini il vento è cambiato. Sul campo dello Spezia l'Atalanta si ferma sullo zero a zero. Non capitava da 34 partite che la Dea non segnasse. Una prova opaca, senza mordente. Gasperini se l'è presa con le nazionali che restituiscono giocatori stanchi e demotivati. Poco originale. Martedì con il Liverpool è meglio che s'inventi qualcosa di meglio. Altrimenti sono guai.

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