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E-commerce e promozione: prove di ripartenza per l’Aceto Balsamico di Modena Igp

Nel 2019 certificati 96 milioni di litri (crescita annua del 6%), con il valore del fatturato alla produzione tornato oltre i 390 milioni di euro

di Giorgio dell'Orefice

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Dopo i buoni risultati del 2019, l’Aceto balsamico Igp è ora alle prese con l’effetto Covid (AdobeStock)

Nel 2019 certificati 96 milioni di litri (crescita annua del 6%), con il valore del fatturato alla produzione tornato oltre i 390 milioni di euro


2' di lettura

L’ottimo 2019 e il positivo primo trimestre 2020 dell’Aceto Balsamico di Modena Igp si sono scontrati con l’emergenza Coronavirus. Una pesante battuta d’arresto nella quale hanno tenuto le vendite nella grande distribuzione ma ha pesato lo stop alla ristorazione e ai consumi fuori casa sia in Italia che all’estero.

È quanto rilevano al Consorzio dell’Aceto balsamico di Modena Igp. Nel 2019 – spiegano – si era arrivati a sfiorare i 96 milioni di litri certificati con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente, il valore del fatturato alla produzione era tornato oltre i 390 milioni di euro e quello al consumo vicino al miliardo di euro. Cifre che tratteggiano i contorni di un robusto rimbalzo dopo un 2018 nel corso del quale i conti erano stati frenati da una vendemmia particolarmente scarsa.

Ma al di là del positivo 2019 dati che avevano continuato il trend positivo anche nei primi mesi del 2020. Poi la scure della pandemia. «Come gran parte dell’agroalimentare – ha spiegato il direttore del Consorzio dell’Aceto Igp, Federico Desimoni – abbiamo continuato a operare. Le vendite nella Gdo sono rimaste costanti ma un’importante segmento del mercato quale quello dell’ho.re.ca. ed in generale del consumo fuori casa, ha subito un blocco totale e non solo in Italia ma in tutto il mondo con conseguenze molto pesanti per un elevato numero di aziende».

In attesa della fine dell'emergenza, il settore chiede quindi interventi legislativi e provvedimenti di natura generale come contributi per il sostegno dell’ammasso privato, lo strumento del pegno rotativo per facilitare l’accesso al credito bancario e l’investimento di fondi importanti per un progetto di rilancio e promozione del segmento ho.re.ca. dedicato innanzitutto ai prodotti Dop e Igp.

«In questo contesto il Consorzio – spiega il Presidente Mariangela Grosoli anche in collaborazione con altri Consorzi di tutela e con l'associazione di rappresentanza del mondo dei prodotti Dop e Igp, OriGin Italia, ha avanzato richieste ad istituzioni nazionali, regionali e provinciali perché vengano quanto prima predisposti strumenti economici e finanziari a sostengo del settore e specificamente delle aziende che versano in stato di crisi. Per quanto riguarda l’Aceto Balsamico Igp – ha continuato la Grosoli - il Consorzio sta studiando la possibilità di sostegni diretti, la predisposizione di strumenti per facilitare l’implementazione dell'e-commerce e piani specifici di promozione e comunicazione e, in prospettiva, sta pianificando strategie di rilancio del turismo territoriale e della vendita diretta in azienda. a crisi che stiamo vivendo ci offre la possibilità di mostrare la solidità delle aziende, della professionalità e della flessibilità della propria classe imprenditoriale».

Nel frattempo, il prodotto che non viene commercializzato rimane a maturare nelle botti. E a tal proposito, per il settore, un sostegno economico da riconoscere a chi decide di prolungare la fase di affinamento e invecchiamento del prodotto, andando anche oltre i limiti di quanto previsto dal disciplinare di produzione, sarebbe di grande utilità.

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