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E-commerce, quest’anno in Italia si spenderanno 470 milioni di euro per l’acquisto di cosmetici

Le vendite online sono il vero fenomeno del settore: l’anno scorso hanno registrato un incremento boom del 22% raggiungendo un giro d’affari di 390 milioni di euro. E sono un’opportunità per le aziende che vogliono entrare nei mercati emergenti

di Marika Gervasio

3' di lettura

Quattrocentosettanta milioni di euro: tanto si stima il valore degli acquisti di cosmetici online in Italia per il 2019. Il vero fenomeno del settore che l’anno scorso ha registrato un incremento boom del 22% raggiungendo un giro d’affari di 390 milioni di euro, pari al 3,7% degli acquisti totali di bellezza. Una fetta ancora piccola nel nostro Paese, ma con un potenziale molto alto, come dimostra l’accelerazione dei player del settore, e non solo (basti pensare ad Amazon) sulle vendite digitali.

I dati arrivano da una ricerca condotta da Human Highway per Cosmetica Italia, secondo cui il numero di acquirenti online di beauty sono cresciuti mediamente del 21% negli ultimi tre anni, raggiungendo i 6,4 milioni di individui nel 2018, 3,8 milioni dei quali sono acquirenti abituali (ovvero, hanno acquistato più di una volta un prodotto di cosmetica negli ultimi sei mesi).

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Il valore dell’e-commerce cresce più velocemente (+31% medio annuo negli ultimi tre anni) del numero di clienti e ciò indica che aumenta la spesa media per acquirente, guidata dall'aumento della frequenza degli acquisti. E il suo peso sul totale degli acquisti varia in base alla categoria di prodotto: si va dal 2% del trucco viso, al 6% dei profumi fino all'11% dei prodotti per il trucco delle mani.

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Interessante anche l’andamento dell’incidenza degli acquisti da App che è raddoppiata nel giro di soli tre anni, passando dal 12% del 2015 al 24% del 2018. La concentrazione del mercato aumenta con pochi player a dominare il fenomeno: se nel 2015 i primi dieci venditori di beauty online registravano il 73% degli acquisti, nel 2017 la percentuale è cresciuta fino a sfiorare l’83% (un punto in meno rispetto al 2017).

Il peso dei retailer tradizionali è più forte nell’e-commerce di cosmetica rispetto a quello degli altri settori: per ogni acquisto online di un prodotto di cosmetica presso un retailer tradizionale se ne registrano 3,5 dagli e-retailer. Lo stesso rapporto nell’intero e-commerce di prodotti è pari al 6,3 nel 2018. Questo si incrocia con un altro fenomeno: la quota di acquisti online effettuata sui siti dei retailer tradizionali è in forte calo, mentre crescono quei retaler che operano esclusivamente sul Web, senza negozi fisici.

Ma quali sono i motivi che spingono a fare shopping online? A guidare l’e-commerce è soprattutto la comodità. Le prime cinque caratteristiche per considerare eccellente un servizio di acquisto online sono, infatti: spese di spedizione e consegna gratis (24,5%), prezzo conveniente (22,4%), chiarezza (14,3%), sicurezza e affidabilità (10,2%), la possibilità di ricevere campioncini e tester (8,2%).

La decisione di acquisto online è guidata dalla ricerca in rete e dalla pubblicità in misura maggiore rispetto alla media delle vendite online. Un altro indicatore che fa ben sperare nel futuro del settore è che l’esperienza di acquisto digitale di beauty è generalmente molto soddisfacente: la soddisfazione è il miglior driver di riacquisto e coloro che hanno iniziato a servirsi dello shopping online non smetteranno, anzi è probabile che aumentino la frequenza nei prossimi anni.

Il Web, comunque, influenza anche chi preferisce comprare i cosmetici nei negozi tradizionali: il 35% di questi consumatori ha visitato il sito dei prodotti che acquista, nel 31% dei casi li ha cercati su Internet, ha confrontato i prodotti con un comparatore (14%) o ha letto commenti e valutazioni sui social (10%).

In generale l’e-commerce diventa anche un’importante opportunità di sviluppo per le aziende che vogliono conquistare i mercati emergenti dove se nel 2017 gli utenti di Internet erano circa 2,1 miliardi, per il 2022 se ne prevedono 3 miliardi, cioè tre volte il numero degli utenti delle economie sviluppate. E tutti faranno acquisti online. Secondo il report “Digital consumers, emerging markets, and the $4 trillion future” di The Boston Consulting Group, tra quattro anni il valore totale della spesa influenzata dalla rete - cioè quella in cui Internet propone, indirizza o suggerisce l’acquisto - in Paesi come Cina, Brasile, Cina, Filippine, India, Indonesia, Kenya, Marocco, Nigeria e Sudafrica si aggirerà intorno ai 4mila miliardi di dollari.

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