cambi al vertice

È Daniel Roseberry il nuovo direttore artistico della maison Schiaparelli

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

Sono passati solo quattro giorni dall’annuncio dell’uscita di Bertrand Guyon da Schiaparelli e la maison svela già il nome del nuovo direttore artistico, Daniel Roseberry (nella foto, accanto alla copertina che il magazine Time dedicò ad Elsa Schiaparelli nel 1934 e a una giacca della maison del 1938). Non è raro, di questi tempi, assistere a repentini cambi al vertice degli uffici stile delle aziende di moda e del lusso. Ma è raro che il passaggio di testimone sia così veloce.

Roseberry sarà responsabile per tutte le collezioni, i progetti e l’immagine della maison fondata da Elsa Schiaparelli nel 1927 e oggi controllata da Diego Della Valle, fondatore, ceo e presidente del gruppo Tod’s: l’acquisizione del marchio risale al 2006, il rilancio vero e proprio è iniziato qualche anno dopo e nel 2012 il Costume Institute del Metropolitan Museum di New York allestì l’originale retrospettiva Schiaparelli and Prada. Impossible Conversations, tra le mostre di maggior successo del Met degli ultimi anni (la giacca nella foto in alto fu tra i pezzi esposti, si tratta di una giacca da sera ricamata a mano con i segni zodiacali).

Nato in Texas 33 anni fa, Daniel Roseberry, che ha trascorso più di 10 anni al fianco di Thom Browne (oggi parte del gruppo Zegna) a capo delle collezioni uomo e donna, trasporterà la visione creativa audace e all’avanguardia nella maison di Place Vendôme, come già fece la sua fondatrice, Elsa Schiaparelli (scomparsa nel 1973), il cui non convenzionale patrimonio creativo fa parte della storia della moda, si legge in una nota.

«È per me un grande onore e una grande gioia riprendere da dove la signora Schiaparelli ha lasciato circa 85 anni fa: Schiaparelli era maestra del moderno, il suo lavoro rifletteva il caos e la speranza dell’epoca turbolenta in cui viveva – spiega Roseberry –. Oggi ci troviamo a porci domande altrettanto grandi: come è l’arte? Cos’è l’identità? Come ci vestiamo per la fine del mondo? Schiaparelli rispose a queste domande con candore e humor, ma una delle sue più grandi eredità potrebbe essere il suo impegno per la fantasia, l’aver capito che abbiamo bisogno di fantasia in tempi complicati. Voglio offrire le mie risposte a queste domande e una fantasia – un sogno – che sia rilevante e necessario per oggi.
È un privilegio collaborare con i sorprendenti talenti dell'atelier seguendo le tradizioni di haute couture per portare la leggenda e il mito di questa storica maison nel futuro», ha affermato Daniel Roseberry.

«Accolgo con favore l’arrivo di Daniel Roseberry alla maison Schiaparelli. La sua visione creativa moderna e innovativa e i suoi molteplici talenti permetteranno alla maison di sviluppare tutte le sue attività nel rispetto di questo patrimonio unico che ha reso Schiaparelli un marchio rivoluzionario», commenta Diego Della Valle.

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