digitalizzazione

E dieci progetti in corsa per la call europea

È la Puglia la regione del Sud che ha proposto più progetti per gli Edih

di Nino Amadore

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 Le nuove strutture per la digitalizzazione si inseriranno in un network europeo che avrà il compito di accompagnare imprese e amministrazioni nel passaggio al digitale

È la Puglia la regione del Sud che ha proposto più progetti per gli Edih


3' di lettura

È un mero elenco ma è nello stesso tempo una mappa geografica particolare: quella dei poli di innovazione altrimenti detti European digital innovation hub (Edih). Vista da Sud quella mappa è la rappresentazione plastica di un mutamento in atto ormai da qualche anno con la creazione di poli innovativi e digitali nelle varie regioni: sono una decina su 45 totali i poli del Mezzogiorno in questo elenco che intanto è stato trasmesso dal ministero per lo Sviluppo economico alla Commissione europea.
Non è cosa di poco conto perché, al termine della ulteriore selezione che sarà fatta, i poli digitali entreranno a far parte di un programma impegnativo varato dall’Unione europea il cosiddetto “Programma Europa Digitale”, «a sostegno - si legge sul sito del Mise - della trasformazione digitale delle società e delle economie europee». Il tutto avverrà con la costruzione di una rete europea di poli di innovazione digitale«cui sarà affidato il compito di assicurare la transizione digitale dell’industria, con particolare riferimento alle Pmi, e della pubblica amministrazione attraverso l'adozione delle tecnologie digitali avanzate, Intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni, sicurezza informatica». È stata fatta una preselezione al Mise e successivamente ci sarà una call europea (prevista a metà febbraio). Da un recente incontro al Mise è emerso che l’Italia dovrebbe partecipare con, al massimo, una ventina di progetti. In quella stessa riunione al Mise è stata data l’indicazione di verificare la complementarietà dei progetti in lizza al fine di fare accorpamenti. La Call di Bruxelles non è stata ancora pubblicata: una volta avviata resterà aperta 30 giorni. Tra settembre e ottobre i vincitori della call dovrebbero firmare i contratti.
L’occasione, per la verità, è ghiotta per tutti: «Le agevolazioni che riceveranno gli Edih si compongono quindi di una quota europea e di una quota nazionale - si legge sul sito del Mise -. Le due fasi della procedura di selezione permetteranno ai Poli di avere una copertura dei costi ammissibili che in alcuni casi potrà essere pari al 100%. Tenuto conto della massima dotazione finanziaria europea stimata per l'Italia per il periodo 2021-2027, il ministero dello Sviluppo economico ha stanziato 97 milioni di euro per il cofinanziamento delle iniziative destinatarie delle agevolazioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile. A tale quota potranno, altresì, concorrere altri ministeri, eventuali regioni, province autonome ed altre amministrazioni pubbliche mediante proprie risorse rese disponibili con apposito atto». I fondi messi a disposizione dall’Italia, a valere sul Fondo crescita sostenibile del ministero per lo Sviluppo economico, si andranno a sommare agli 80,5 milioni di risorse Ue portando la dote complessiva quindi a 177,5 milioni. «Nel nostro Paese c'è un patrimonio di ricerca e tecnologia che può dare impulso alla nostra impresa. Il sistema del trasferimento tecnologico va riorganizzato e i Poli di Innovazione Digitale vanno in questa direzione. Insieme al Miur lavoriamo con convinzione per questo risultato» ha commentato su Facebook il sottosegretario Gianpaolo Manzella che ha la delega alle politiche di promozione del trasferimento tecnologico alle imprese, incluse le tecnologie emergenti applicate alle imprese.
E in fin dei conti questo finanziamento potrebbe persino apparire ben poca cosa rispetto all’ambizione del Programma Europa Digitale all’interno del quale si declinano i poli che «riuniranno, da un lato, l’industria, le imprese e le amministrazioni che hanno bisogno di nuove soluzioni tecnologiche e, dall’altro, le imprese che dispongono di soluzioni pronte per il mercato. Grazie all’ampia copertura geografica in tutta Europa, i poli svolgeranno un ruolo centrale nell’attuazione del programma» si legge in un comunicato del Consiglio europeo. Va detto che in totale la dotazione del Programma Europa digitale, nel periodo 2021-2027 vale quasi 7,6 miliardi che segue però altre strade.
Università, centri di ricerca, parchi scientifici e digital innovation hub stanno valutando in che modo accorpare i loro progetti se complementari. In attesa che ciò avvenga, la situazione almeno per quanto riguarda il Sud è questa. La Sicilia è partecipa alla competizione con il Parco scientifico e tecnologico di Catania, ma anche (insieme a Lazio, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Puglia) è coinvolta in un progetto coordinato da Tecnopolo,società per azioni costituita nel 1995 per volontà della Camera di Commercio di Roma, che ne è azionista al 95%. La Calabria con il progetto LAiCy InnCal dell’Università della Calabria. La Campania ha due iniziative singole (quella denominata Podio - eHealthNet e quella denominata Polo Regionale per l'Innovazione Digitale Evoluta – P.R.I.D.E. Associazione Campania Digital Innovation Hub) ma è anche presente in un altro progetto con la Puglia. Che è, quest’ultima, la regione del Sud con il più alto numero di progetti che hanno superato la preselezione: in totale sono 4 considerando anche quelli in cui compare con altre regioni.

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