Abbigliamento

È gipsy ed eclettica la donna di Monica Solzi Cavalcabò

Con i brand Moki-b e Bikini mi, la stilista disegna capi senza tempo e senza orari. Eleganza discreta e casual

di Paola Dezza

2' di lettura

Un’avventura iniziata per caso che è diventata negli anni una attività a pieno regime. Per lanciare due collezioni, inverno ed estate, sempre più ricche ed originali. La scelta di rilevare, spinta da un caro amico, un’azienda di moda ha aperto una nuova realtà per Monica Solzi Cavalcabò. «Ho studiato architettura al Politecnico di Milano, dopo il liceo artistico - racconta al Sole24 Ore -. Poi ho fatto la mamma di tre figli, di cui due gemelli. Ho raccolto con entusiasmo la sfida di rilevare questa azienda, che aveva un suo ufficio stile, quindi avrei dovuto affiancare il team e supervisionare l’attività».

Nel 2011, con alcuni amici, sposa quindi il progetto di rilancio di un’azienda di costumi da bagno di cui prende la direzione stilistica. In realtà è diventata una attività a tempo pieno.

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L’azienda è cresciuta a ritmi importanti e l’impegno di conseguenza. Oggi i brand che fanno capo a Sungal sono due, Bikini mi e Moki-b (dal diminutivo della stilista), la prima linea come dice il nome dedicata al beachwear e il secondo marchio focalizzato sugli abiti.

«Oggi sono l’unica stilista - dice -, la collezione nasce dalle mie idee e dal mio gusto, pertanto rispecchia l’animo gipsy e bohémien che mi contraddistingue, fuori dai dictat della moda. Le mie ispirazioni derivano dalla musica, dalla natura e dall’arte».

Natali cremonesi, studi in architettura e un passato come interior designer per l’azienda di famiglia, Monica è arrivata quest’anno alla terza stagione di Moki-b. Una collezione, quest’ultima, capace di rievocare la sua gioventù fatta di cavalcate in libertà, corse in motocicletta e note della chitarra.

Il brand esprime dunque una forte identità, si rivolge a una donna energica, indipendente, gioiosa e con un imprinting spiccatamente gipsy-chic.

«Sono collezioni senza tempo - racconta Monica - per chi vuole abbandonare per un attimo il tailleur e indossare un abito diverso che possa dare un senso di libertà. L’ultima poi è una collezione particolarmente giocosa».

La distribuzione avviene tramite i quattro negozi di proprietà, a Cremona, Crema, Lodi e Milano Marittima. Il quinto negozio nato a Brescia poco prima della pandemia non ha retto alle difficoltà e alle restrizioni imposte dal Covid e ha chiuso nel giro di poco tempo.

La produzione è italiana, per la ricerca Monica si sposta tra l’Emilia- Romagna e la Toscana, spingendosi anche in Francia. Monica segue personalmente tutto l’iter della collezione, partendo dal disegno, affiancando il lavoro di grafici e stampatori per realizzare i tessuti. Poi si prosegue con i prototipi e i capi finiti.

Per la collezione estiva oggi in vendita la stilista si è ispirata ancora una volta ai colori della terra. «Ho cercato di non farmi condizionare dal momento doloroso della pandemia - dice -. Ho scelto di lasciarmi ispirare da quello che i miei occhi catturano, aggiungendo sempre del colore».

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