Sostenibilità e merger

È di Gwm il primo fondo, specializzato sulle fusioni, che applica i criteri sostenibili

È un prodotto specializzato in merger arbitrage che esclude i settori delle armi, tabacco, superalcolici, intrattenimento per adulti e fossili ad alto impatto

di Vitaliano D'Angerio

Merger & Acquisition Summit – 14 aprile 2021

2' di lettura

La finanza sostenibile entra anche nelle strategie più sofisticate del mondo del risparmio gestito. Gwm asset management ha lanciato a inizio maggio un fondo merger arbitrage che applica la strategia di esclusione di alcuni settori controversi: tabacco, armi, super alcolici, combustibili fossili ad alto impatto sull’ambiente e intrattenimento per adulti. «È il primo fondo di merger arbitrage ad essere Esg friendly applicando anche l’esclusione di alcuni settori dalle proprie strategie di investimento», spiega Peter Sartogo, managing partner di Gwm. Il fondo è partito il 3 maggio con una raccolta fondi di 220 milioni di euro «ma vogliamo raggiungere quota 500 milioni in breve tempo», sottolinea Sartogo.

La strategia merger arbitrage

Ma che cos’è il merger arbitrage? È una strategia che punta a sfruttare al massimo un dato evento, ovvero l’annuncio di una potenziale fusione (merger): per questo particolare fondo lo scopo è dunque di catturare il differenziale di prezzo (spread) tra il valore offerto dalla società acquirente e il prezzo di mercato delle azioni della società-preda.

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Escludere alcuni settori controversi dall’universo investibile del fondo, è una scelta importante perché mette fuori dai radar dei gestori potenziali opportunità. «È così – aggiunge Sartogo –. Voglio ricordare che questo fondo è la prosecuzione della strategia di merger arbitrage di Gwm che ha più di 3 anni di track record, con un ritorno medio del 9%, in dollari, e una volatilità del 5%. Nella nuova veste ha ora anche inserito nella propria strategia l’esclusione di alcuni settori controversi dal punto di vista Esg». Il prodotto è riservato a investitori istituzionali come tutta la gamma di offerta di Gwm.

La società

Gwm asset management ha compiuto 21 anni. Ha sede a Londra ed ha uffici tra l’altro a Milano e Roma, con masse gestite pari a 4,5 miliardi di euro. Nel 2015 sono usciti dalla compagine azionaria alcune importanti famiglie italiane che avevano contribuito alla creazione della società. Al momento l’80% del gruppo fa capo a Sartogo e ad altri tre partner.

«Nasciamo come multifamily office – ricorda Sartogo – ma ora ci siamo evoluti in un asset manager per soddisfare le esigenze degli investitori istituzionali. Abbiamo lanciato diversi fondi tra cui un distressed focalizzato su Npl, i non performing loans».

La nuova vocazione Esg

Come altre società di asset management, anche Gwm si è convertita alla finanza sostenibile. «Abbiamo sottoscritto i Pri dell’Onu creati nel 2005 da Kofi Annan quando era segretario generale – sottolinea il managing partner –. Inoltre utilizziamo come fornitore Msci per i rating etici delle aziende. Il nostro portafoglio ha un rating doppia A dal punto di vista della sostenibilità».

Il fondo merger arbitrage si è già cimentato in alcune vicende soprattutto sul mercato inglese. «L’universo di investimento in operazioni di M&A è in forte crescita dal terzo trimestre del 2020 – conclude Sartogo – e nuove operazioni annunciate nel primo trimestre di quest’anno potrebbero fare del 2021 un anno record».

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