I PIATTI DELLA TRADIZIONE

È l’anno del maiale: come si festeggia a tavola il capodanno cinese

di Camilla Rocca


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EPA

3' di lettura

Il 2019 è l'anno del maiale, un'occasione di festa per la comunità cinese e una opportunità per riscoprire i piatti tradizionali della ristorazione orientale. Il 5 febbraio in ogni Chinatown d'Italia si festeggia il Capodanno cinese con numerose specialità. A Milano il quartiere Sarpi sarà al centro delle celebrazioni con gli addobbi delle lanterne rosse in tutte le vie, (il colore portafortuna secondo la tradizione) la festosa parata e la ricca offerta nei ristoranti con menù ad hoc.

In realtà la festa più sentita dalla comunità orientale si potrà celebrare nei 7001 ristoranti presenti a Milano e provincia. Lo conferma Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, secondo il quale “le imprese cinesi sono cresciute rapidamente negli ultimi anni, si tratta di una comunità che ha trovato nell’imprenditoria una forma forte di integrazione. Il Capodanno cinese è dunque un momento simbolico per incontrare questa cultura diffusa sul nostro territorio, anche attraverso la ristorazione”.

Cosa prevede il menù delle feste
Il cenone della tradizione deve prevedere sulla tavola per buon auspicio il pesce (carpe o pesci gatto), i ravioli, sinonimo di abbondanza, spessi e mai disposti in cerchio ma solo in fila, le tipiche palline di riso dolci, tangyuan, a simboleggiare le ritrovata unione della famiglia. Altri must che troveremo sulle tavole la torta di riso, niangao, e gli spaghetti della longevità, la classica anatra laccata alla pechinese, oltre a frutta come il pomelo e il mandarino.

I locali più gettonati
Secondo TheFork, è l'app per prenotare i ristoranti, i tre cinesi che scalano le classifiche di Milano sono il Tang Palace, dove gustare l'anatra arrosto servita con una julienne di verdure e crespelle di farina di riso, Gui Shu rinomato per la cucina autentica del Sichuan con note decisamente piccanti e il Castello d'Oro per i piatti serviti nel wok. Ma ci sono anche ristoranti che, proprio in questo periodo, dedicano un intero menù al Capodanno cinese: è il caso di Bon Wei (bon dal francese buono, e wei dal cinese gusto) che dedica tutti i piatti al colore rosso.

Perchè il menù della festa è rosso
E' proprio lo chef Zhang Guoqing a raccontarci l'antica leggenda da cui trae spunto questa tradizione: “L'origine di questa festa risale alla terribile usanza del mostro Nian, che era solito uscire dalla sua tana una sola volta all'anno per mangiare esseri umani. L'unico modo per salvarsi era cercare di spaventarlo con rumori e il colore rosso, di cui aveva terrore. Ecco perché ancora oggi le feste per il Capodanno sono accompagnate da canti, urla, fuochi d'artificio e dall'usodi questo colore”. Tra i piatti da provare per la festa la zuppa rossa con manzo stufato nel vino e anice stellato, la cernia affumicata ai cinque aromi, l'astice a vapore nello stile di Hunan e il maiale agropiccante con funghi Mu-Ehr e bambù Tangyuan.

    Il piatto speciale: le tagliatelle al cinghiale
    La famiglia Liu, proprietaria anche di Ba Asian Mood e Iyo, Gong Oriental Attitude, quest’ultimo tra i ristoranti cinesi più eleganti della città, propone per il Capodanno un piatto dal forte valore simbolico alla festa: le tagliatelle di riso arricchite dal ragù di cinghiale. “Le tagliatelle, simboleggiano la longevità e il cinghiale è la nostra scelta gourmet per richiamare l'arrivo dell'anno del Maiale”, spiega la titolare Giulia Liu: “I nostri chef Keisuke Koga e Guglielmo Paolucci hanno pensato a un piatto speciale per far vivere anche ai nostri clienti le antiche tradizioni cinesi a Milano».

    La cucina orientale in città tra street food e fusion
    Ha aperto da meno di un anno Mu Dim Sum, emanazione meneghina di Mu Fish di Novate Milanese, (presente anche a Torino) dove lo chef Kin Cheung cucina le rare zampe di gallina e il Char Siu Bao, il panino tipico della tradizione cotto al vapore e scaldato alla griglia con ripieno di maiale caramellato, o i bao alla crema, per uno spunto dolce con le pregiate uova di anatra. Mi cucina di Confine è un bistrot etno chic dove trovare la Cina tradizionale e anche tanti piatti thai e malesi, indicato per chi ama i sapori intensi. Per la vera cucina di Singapore, a due passi dal Duomo, da Pasta B, si trovano invece gli originali ravioli alla piastra ripieni con cavolo cinese, erba cipollina, maiale, gambero e granchio (secondo l'antica ricetta della famiglia Han di Singapore) e i noodle “Hokkien” con gamberoni, calamari, peperoni, cipolla, uovo strapazzato e lime fresco. Per un take away veloce ma gustoso c’è la Ravioleria Sarpi, tra i migliori street food di Milano, che offre ravioli di manzo e porro o maiale e verza, da portare crudi a casa o da mangiare al momento, preparati a mano con la carne della vicina macelleria.

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