Vino

E-Marco Polo: la vetrina cinese online del made in Italy (che vende al 70% vino)

di Emanuele Scarci

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3' di lettura

Una piattaforma B2c per fornire ai consumatori cinesi i prodotti del made in Italy. E al suo primo anno di operatività in Cina, la start up E-Marco Polo conta oltre 70mila prodotti venduti, 2 milioni di visitatori unici, 220mila followers.
E-Marco Polo Spa è una società controllata dal gruppo Cremonini e ha come partner di minoranza Intesa Sanpaolo e Unicredit: ha lanciato un e-shop su Tmall Global di Alibaba, uno dei più grandi portali di e-commerce nel mondo, per vendere direttamente i prodotti italiani ai consumatori cinesi senza avere una presenza fisica nel paese.
“E-Marco Polo – ha spiegato durante Vinitaly il ceo Stefano Scarsciotti – è una vetrina B2c che funge da general contractor e permette di vendere i prodotti direttamente con un servizio “end-to-end”, con le attività di logistica a supporto dei processi di export/import, marketing, customer care, oltre alle strategie e alle azioni di brand-marketing. Grazie alla nostra piattaforma flessibile e modulare, copriamo l'intera catena del valore dell'export in Cina”. La società dispone di un magazzino a Shangai e in 36 ore assicura di effettuare le consegne in Cina e in Mongolia. Nel 2017 il valore delle merci consegnate ammonta a un milione di euro. Di cui il 70% è stato realizzato dal solo vino.
Nella vetrina online di E-Marco Polo ci sono grandi e piccoli brand: Amarone Allegrini (161 euro la bottiglia), Chianti Valiano (28 euro), Lambrusco Grasparossa (20 euro), Plasmon (750 gr di latte in polvere 41 euro), Acqua Nocera Umbra (6 bottiglie 11,4 euro). Eppoi Noberasco, Pasqua, Settesoli, Buitoni, Paluani con prezzi abbordabili solo per i più agiati.
La sfida
La Cina è vicina? No. Il sostanziale flop degli italiani nella penetrazione del mercato cinese, nell'agroalimentare e in particolare nel vino, ha confermato che le differenze culturali e gastronomiche hanno bisogno di molti anni e di rilevanti investimenti prima di essere superate. Un compito arduo per le Pmi tricolori, tant'è che diverse cantine hanno già perso la pazienza. Oggi la Cina è il quarto mercato mondiale per consumo di vino, ma l'Italia non riesce a schiodarsi dalla quota del 6%. Molto staccata da Francia, Australia, Nuova Zelanda, Cile e Spagna.
Il colosso Cremonini però con coraggio ha scelto di agire da ariete: da qualche anno la controllata Inalca Food & Beverage ha avviato una piattaforma centrale in Asia e Australia con il compito di mettere in relazione piccoli e medi produttori con importatori e distributori esteri nel segmento B2b. Per questo ha effettuato una raffica di acquisizioni/partnership di importatori e distributori locali.
Il compito
E-Marco Polo ha invece il compito di presidiare il commercio elettronico in Cina. Secondo l'azienda, nel 2017 E-Marco Polo è risultata la prima vetrina italiana nella vendita di vino su TMall Global, ed è tra le prime 100 vetrine del settore food&beverage di tutta Alibaba. Il Lambrusco della Cantina Sociale Settecani (Castelvetro di Modena) è risultato il più venduto su Alibaba.
Il tasso di conversione medio annuo (ordini/visitatori) è stato del valore medio del 3,74%, con picchi superiori al 5%. Il 60% degli acquirenti è composto da un pubblico giovane, con un'età compresa tra i 18 e 35 anni, e il 20% torna ad acquistare su E-Marco Polo nei tre mesi successivi all'acquisto precedente.
Focus Millenial
“Questi risultati – osserva Scarsciotti – sono frutto del nostro impegno sui social media più importanti in Cina: Tencent -Wechat e Sina-Weibo, entrambi con 500 milioni di iscritti. La nostra pagina su Weibo conta 130mila iscritti, mentre su Wechat abbiamo 40mila follower. In particolare, su Wechat abbiamo pubblicato una presentazione per ogni azienda produttrice che partecipa al progetto E-Marco Polo, attraverso immagini, video e contenuti scritti che descrivono la storia dell'azienda, il territorio, le tecniche produttive, mettendo il focus sui prodotti e la loro qualità”.
Intanto i primi 3 mesi del 2018 hanno accelerato il trend positivo: il budget di fatturato lordo delle vendite è stato superato del 70%, con un tasso medio di conversione vicino al 4,5% e quasi mezzo milione di visualizzazioni.

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