GERMANIA

E-mobility e idrogeno tra le priorità di Berlino

Nella strategia a lungo termine del governo federale spicca la conversione entro il 2038 delle centrali elettriche alimentate a carbone

di Roberta Miraglia

Nella strategia a lungo termine del governo federale spicca la conversione entro il 2038 delle centrali elettriche alimentate a carbone


3' di lettura

La Germania userà circa 23 miliardi di euro del Recovery Fund. Tra finanziamenti a fondo perduto e prestiti, Berlino assorbirà solo un terzo di quanto invece andrà ai Paesi più colpiti dalla pandemia, come Italia e Spagna. È questa la linea del governo di Angela Merkel: lasciare la maggior parte dei fondi ai Paesi economicamente più fragili.

Infrastrutture digitali, decarbonizzazione e ammodernamento della pubblica amministrazione sono i capisaldi degli interventi di Berlino, ancora da definire nei dettagli. Il governo di Grande Coalizione ha indicato come obiettivo le “trasformazioni gemelle”: digitalizzazione e green deal. Nessun ricorso, conferma il governo, a Sure e Mes.

«Nei prossimi anni - spiega il ministero delle Finanze (Bfm) - il governo federale riceverà entrate dall’European Recovery and Resilience Facility (RRF) per quasi 23 miliardi di euro. I fondi devono essere utilizzati secondo un piano di sviluppo nazionale che sarà elaborato dalla Germania e approvato dalla Commissione Ue per l’attuazione di pacchetti coerenti di riforme e investimenti pubblici». Nelle prossime settimane - prosegue il Bfm - il governo elaborerà un piano di sviluppo nazionale e programmi precisi in cui spiegherà come utilizzerà i fondi.

Indicazioni generali sono state fornite dal Comitato di coalizione tra Cdu e Spd del 25 agosto. «Sappiamo che una parte dei fondi verrà spesa per l’ammodernamento digitale della scuola - spiega Francesca Masotti, avvocato dello studio legale internazionale Masotti Cassella - un’altra parte per sostenere l’occupazione e infine una cospicua fetta per le infrastrutture. La sensazione è che il governo tedesco prenderà pochi fondi dalla Ue perché, come ha spesso ribadito, non ne ha bisogno».

In effetti, secondo il documento di Grande Coalizione di agosto, uno dei pilastri sarà l’«offensiva dell’istruzione digitale, investendo 500 milioni di euro per equipaggiare i docenti con dotazioni digitali e prevedendo la realizzazione di una piattaforma di Istruzione nazionale che fornirà uno spazio protetto e di qualità per contenuti di insegnamento e l’effettuazione di lezioni, conferenze e anche esami».

Tra le priorità il patto di coalizione ha inserito il fondo di investimento per le future tecnologie e ha deciso che «la Germania userà il denaro europeo del Development and Resilience Facility, così come quello del Transition Fund per i progetti del pacchetto economico del futuro (finanziati anche dal Governo federale) e per attuare gli impegni del Patto Strutturale e di Rafforzamento delle Regioni Carbonifere». Il Transition Fund andrà quindi in aiuto dei Länder più colpiti dalla decarbonizzazione. Il processo, che verrà completato per gradi entro il 2038, disciplina la conversione delle centrali elettriche alimentate a carbone e i risarcimenti per i gruppi energetici. È previsto il “rafforzamento strutturale” delle Regioni dove si concentra la produzione di tale combustibile, ossia Renania settentrionale-Vestfalia, Sassonia-Anhalt e Sassonia.

Un altro capitolo per il quale Berlino attingerà ai fondi della Recovery and Resilience Facility è la riconversione degli impianti di condizionamento negli edifici pubblici e privati (per un totale di 500 milioni). Verrà inoltre varata una riforma della burocrazia e dell’apparato amministrativo per renderlo più efficiente.

Ma sono i progetti dello “Zukunftspaket” (pacchetto del futuro) contenuto nella manovra straordinaria di giugno, fortemente improntata alla sostenibilità, il cuore dell’intervento tedesco post pandemia. Insieme a misure contingenti di aiuto a imprese e famiglie, la manovra ha destinato 50 miliardi di euro (su 130 totali) agli investimenti per il futuro, tra i quali spiccano: la e-mobility, con il raddoppio da 3mila a 6mila euro del bonus per l’acquisto di vetture elettriche; i finanziamenti agevolati per ricerca e sviluppo; gli aiuti per la conversione delle flotte pubbliche e private a combustibili verdi e per l’espansione della rete ferroviaria di Deutsche Bahn. Nel capitolo transizione energetica, a protezione del clima, ci sono fondi per la tecnologia dell’idrogeno (9 miliardi di euro). Gli investimenti in innovazione digitale prevedono la creazione di un network europeo competitivo di intelligenza artificiale; la costruzione di almeno due computer quantistici; lo sviluppo di una rete nazionale 5G entro il 2025 e di nuove tecnologie come il 6G.

Una strategia a tutto campo che colloca la Germania, presidente di turno della Ue, alla testa dello sforzo di trasformare questa crisi in opportunità. «L’Europa sembra l’unico continente in grado di muoversi verso una concreta sostenibilità - commenta Svenja Bartels, partner dello studio legale tedesco Rödl & Partner - il pacchetto della Germania è molto importante, come richiede il momento importante che stiamo vivendo».

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