SOSTENIBILITÀ

E-mobility leva di sviluppo

Dopo le ondate di investimenti sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica il business sarà trainato dai veicoli elettrici e dalle infrastrutture di ricarica in via di installazione

di Laura La Posta

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Secondo le stime entro il 2030 i punti di ricarica delle auto elettriche sarebbero tra 168 e 130mila in più rispetto agli attuali 16.700

Dopo le ondate di investimenti sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica il business sarà trainato dai veicoli elettrici e dalle infrastrutture di ricarica in via di installazione


3' di lettura

Prossima fermata: la mobilità elettrica. Il treno della sostenibilità sta sfrecciando sui binari dell’economia italiana e le aziende più avvedute stanno salendo a bordo. Si è partiti dal fotovoltaico e dall’eolico (grazie a generosi incentivi) per poi entrare in una stazione dorata, costituita dall’efficienza energetica. Una tappa ricca di opportunità di business per le imprese Esco (Energy service provider) e di risparmio in bolletta per i clienti e le famiglie che hanno scelto il refitting energetico, agevolato dai benefici di legge collegati alle ristrutturazioni di edifici.

Altre tappe del treno green sono state il risparmio di materie prime attivato dopo audit ambientali, la corsa alla cogenerazione e all’uso delle biomasse per produrre energia dai rifiuti, l’economia circolare e il riciclo. Ora i binari verdi stanno conducendo nella stazione della mobilità elettrica. Un settore maturo anche in Italia, dopo anni di opportunità perse dal settore auto.

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La nuova miniera di opportunità è costituita dalla filiera della mobilità sostenibile, a partire dai punti di ricarica delle auto elettriche, che entro il 2030 dovrebbero essere da 98mila a 130mila in più dei 16.700 attuali (secondo il rapporto Strategy&Pwc per Motus -E). Il business sembra avviato, visti gli investimenti annunciati da Enel, dalle altre utility, da enti locali, case automobilistiche, imprese e privati e infine da progetti co-finanziati da fondi europei e dalla Banca europea per gli investimenti.

Queste dinamiche si riflettono anche sul segmento sostenibilità della classifica Leader della crescita del Sole 24 Ore e di Statista: nel corso delle quattro edizioni registrate finora, il focus delle aziende green vincenti è passato dal fotovoltaico all’efficienza energetica, fino all’attuale leva della mobilità sostenibile.

L’azienda del ranking che forse più riflette questa evoluzione è UnicoEnergia, che dopo aver costruito la sua fortuna sull’efficienza energetica, con il cappello della società Esco, ora punta sulla e-mobility. L’ampliamento dell’offerta con le colonnine di ricarica si realizza attraverso le sinergie con Emotion (brand della società Power station). Entrambe le imprese sono state fondate a Napoli da Aldo Arcangioli, che è anche il Ceo di UnicoEnergia. La società ha brillato nelle varie edizioni di Leader della crescita ed è anche stata inserita nella classifica europea delle Fastest growing companies creata da Statista con il Financial Times. Quest’anno è al 51esimo posto, con un fatturato 2019 di 8,66 milioni di euro (dal milione del 2016).

Auto elettrica arma segreta anche per la Podium engineering di Aosta (al numero 78), già inserita fra i Leader della crescita migliori negli anni passati e con una reputazione internazionale solida nella progettazione di sistemi di trazione elettrica e di pacchi batterie hi-tech. La società ha sviluppato un sistema Bms (Battery management system) di proprietà: il “cuore” che governa la carica e le performance delle batterie elettriche.

Produce moto elettriche ad alte prestazioni Energica Motor Company, guidata da Livia Cevolini e basata a Modena. La “Tesla” delle due ruote produce i bolidi del campionato di moto elettriche MotoE ed è molto ammirata all’estero per le soluzioni tecnologiche innovative. Con 3,16 milioni di fatturato è pronta a spiccare il volo: la quotazione all’Aim e la citazione in tutti i report mondiali fra i leader della mobilità elettrica di alta fascia lasciano ben sperare sul futuro della società, sbarcata negli Usa con successo.

E le società “classiche” del fotovoltaico, che per anni l’hanno fatta da padrone fra le imprese green? Non mancano fra i Leader della crescita 2021. Come Green team, partner di Enel Energia a Torino (1,9 milioni di fatturato), che promette ai clienti tagli della spesa elettrica e delle emissioni dal 10% al 60%. Energia dal sole ed efficienza energetica anche per Solarplay di Vicenza, con un giro d’affari di quasi 9 milioni (da 1,3 del 2016), per Energy Tecno di Lecce (3,7 milioni), Alba di Padova e diverse altre. Punta su impianti di teleriscaldamento, invece, Lmg Building di Corteno Golgi (Brescia). Sono aziende Esco e realizzano refitting energetici vantaggiosi la Enesco di Chieti (5,27 milioni) e la Epm di Napoli (servizi evoluti e integrati di facility management).

Ma i fari sono puntati sulla mobilità sostenibile, su cui dovrebbero riversarsi presto gli ingenti fondi dello European green deal europeo, del piano Next generation EU e del prossimo Stimulus Bill negli Stati Uniti, oltre a quelli abbondanti profusi in Cina, Giappone e Corea. Un treno che le imprese italiane stavolta non possono perdere.

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