aveva 40 anni

È morta Nadia Toffa, conduttrice delle Iene: «Niente sarà come prima»

Bresciana, classe 1979, veniva dal mondo delle televisioni locali. Tra le sue inchieste più celebri, quelle su azzardopatia e ciclo dei rifiuti. Nel febbraio 2018 aveva rivelato di essere stata colpita dal cancro. In un libro ha esortato chi è affetto dalla stessa patologia a combattere

di Fr.Pr.


Addio a Nadia Toffa, morta a 40 anni dopo battaglia col cancro

3' di lettura

Dopo una lunga battaglia contro il cancro è morta a 40 anni Nadia Toffa, storica conduttrice e inviata delle Iene. Lo ha annunciato nella mattinata di martedì 13 agosto lo staff della trasmissione Tv sulle proprie pagine social. Anche il Quirinale ha manifestato il proprio cordoglio. «Il Presidente Mattarella - si legge sul profilo Twitter della massima carica dello Stato - colpito dalla prematura scomparsa di Nadia Toffa ricorda la vivacità e simpatia del suo impegno di giornalista e il coraggio con cui ha affrontato la malattia».

Lungo e pieno di commozione il post Facebook delle Iene. «E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso - si legge sul profilo Facebook del popolare programma Mediaset - ma chi ha vissuto come te, non perde mai. Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi. D’altronde nella vita hai lottato sempre. Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi».

E il post della trasmissione continua: «Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la nostra Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi. Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta... il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente “Il male incurabile” e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio. “Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, - dicevi - che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi”. E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto. Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre. Niente per noi sarà più come prima», concludono le Iene.

ASCOLTA IL PODCAST DI RADIO24. A tu per tu con Nadia Toffa

Bresciana, classe 1979, si era laureata in Lettere con indirizzo storico artistico all’Università di Firenza. Lunga gavetta nelle televisioni locali, poi nel 2009 l’incarico di inviata a le Iene, dove si fa subito notare per le sue inchieste sul ciclo dei rifiuti in Campania e l’azzardopatia, argomento cui dedicherà anche un libro, intitolato Quando il gioco si fa duro. Nel 2015 vince il Premio Ischia di giornalismo e riceve il primo incarico di conduttrice, con il talk show Open Space, prodotto sempre da le Iene per Italia 1. Un anno dopo entrerà nel roster dei conduttori della trasmissione che l’ha lanciata.

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Nel dicembre 2017 aveva dovuto interrompere la propria attività lavorativa a causa di un malore in servizio. A febbraio 2018 il coming out in trasmissione, sulla malattia. Toffa ha provato a trasformare il cancro «in un dono, un’occasione, una opportunità», scrive nel libro autobiografico in cui racconta la sua esperienza. Quant’è vero che di stupidi abbonda la rete, non mancano gli hater che la attaccano sui social network accusandola di utilizzare il cancro come occasione di visibilità. Nadia guarda oltre, va avanti. Come una guerriera.

Fiorire d’inverno, nel periodo più difficile dell'anno. Aveva intitolato così il suo libro, uscito a ottobre scorso per Mondadori, in cui aveva raccontato la battaglia contro il cancro, provando a lanciare un messaggio di rinascita e speranza, come ha continuato a fare anche sui social durante i lunghissimi mesi di una battaglia alla quale ha dovuto arrendersi.

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