aveva vinto il nobel

Addio a Toni Morrison, grande scrittrice «guerriera»

Aveva 88 anni, dedicati fino alla fine alla lotta al razzismo. A ucciderla le complicanze di una polmonite

di Lara Ricci


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3' di lettura

Prima afroamericana a ricevere, nel 1993, il premio Nobel per la letteratura, la grande scrittrice Toni Morrison, autrice di 11 romanzi e diverse raccolte di saggi e libri per bambini, è morta questa notte nel Bronx, al Montefiore Medical Center, per le complicanze di una polmonite. Lo ha fatto sapere il suo editore, Alfred A. Knopf.

Addio alla scrittrice e Premio Nobel Toni Morrison

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Impegnata contro il razzismo dal suo intenso esordio L’occhio più azzurro (1970, Frassinelli) fino alla morte, ha sempre rivendicato la natura politica della sua arte («Ritengo che l'arte migliore sia politica, e che si debba riuscire a renderla al contempo indubbiamente politica e irrevocabilmente bella») riuscendo a trasformare la lotta contro la discriminazione in letteratura, lo studio degli effetti e delle cause del razzismo in un’inedita e indimenticabile analisi dell’essere umano.

«Quando ho iniziato - aveva dichiarato in una recente intervista all’Observer a proposito della sua vocazione e delle sue preoccupazioni - c’era una sola cosa di cui volevo scrivere, e cioè la vera devastazione che provoca il razzismo sulle persone più vulnerabili, sull’unità più indifesa della società, la donna nera e il suo bambino».

E così ha fatto nei suoi numerosi, splendidi e poetici romanzi, fino all’ultimo pubblicato, che si intitola appunto, Prima i bambini (2015, Frassinelli). Una storia spietata, ma non disperata. Ancora, questa straordinaria scrittrice guerriera, si stava dedicando a perseguire questo obiettivo: a proposito del libro cui stava lavorando, qualche mese fa aveva dichiarato «Mi emoziona esplorare l'educazione di un razzista – come passa un individuo da un grembo non razziale al grembo del razzismo»

Nata a Lorain, piccola cittadina siderurgica nell’Ohio, con il nome di Chloe Ardelia Wofford, era la seconda di quattro fratelli di una famiglia operaia originaria dell'Alabama. Borsista, si è laureata in Letteratura nel 1953 alla Howard University, l’università per gli afroamericani dove tuttavia gli studenti si suddividevano in base al tono di nero della pelle, quella scala di toni sempre più chiari che, come lei stessa ha descritto più volte, saliva di pari passo con la classe sociale. Ha ottenuto poi un master alla Cornell University con una tesi su Virginia Woolf e William Faulkner centrata sul tema del suicidio .

Nel 1958 si è sposata con un architetto giamaicano, Harold Morrison, dal quale ha avuto due figli (è con il più giovane, morto nel 2010, che ha scritto alcuni racconti per l’infanzia) e che è uscito quasi subito dalla sua vita.

Dovendo mantenere i bambini, nel 1963 ha iniziato a lavorare per la casa editrice Random House di New York come redattrice. Ci resterà 18 anni cercando di promuovere le opere di diversi autori afroamericani come Gayl Jones, Toni Cade Bambara, Angela Davis e Muhammad Alì, dedicandosi al recupero e alla valorizzazione delle slave narratives ( i racconti degli schiavi), ma anche a far conoscere i grandi autori africani: cura ad esempio le antologie di Chinua Achebe e Wole Soyinka.

Nel 1970 ha esordito con L’occhio più azzurro (The Bluest Eye), la storia di una bambina nera che aspetta un figlio dal proprio padre e che vorrebbe avere dei begli occhioni azzurri come Shirley Temple perché davanti a occhi così nessuno avrebbe fatto cose brutte. Un’amarissima riflessione su come l’estetica possa influenzare la morale. Il consenso di critica e pubblico assieme, una rarità nel mercato statunitense, è stato presente fin da questo primo romanzo.

Nel 1988 ha vinto il Pulitzer per Beloved (Amatissima, 1987, Frassinelli ) , che molti considerano il suo capolavoro e che resta l’opera più conosciuta dal grande pubblico per il film con Oprah Winfrey e Danny Glover. Lo spunto è un fatto storico: la vicenda di Margaret Garner, schiava fuggita dal Kentucky che uccide la figlia neonata quando sta per essere ricatturata. In Beloved la protagonista eponima è infatti lo spettro di una bambina figlia di una schiava fuggitiva che, scoperta, non volle che la piccolina dovesse soffrire.

L’epopea degli schiavi americani e dei loro discendenti è raccontata nei romanzi di Morrison (alcuni di recente raccolti nel Meridiano Mondadori) con grande profondità storica e ampiezza geografica: in Il dono (A mercy ) la storia si svolge alla fine del '600; nel Canto di Solomon l’ambientazione è quella del Sud rurale, ancestrale e mitologico dagli anni trenta fino agli anni sessanta del ventesimo secolo,mentre Beloved fa parte di una trilogia che con Jazz e Paradise si estende dalla guerra di secessione ai diritti civili; Prima i bambini, infine, ha luogo ai giorni nostri.

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