ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDeceduto in carcere

È morto Bernie Madoff, l’architetto del più grande schema Ponzi della storia

Partì come bagnino, fondò la prima società con i suoi risparmi e arrivò a essere presidente del Nasdaq. Creò una catena truffaldina da 60 miliardi di dollari

di Marco Valsania

È morto Bernie Madoff, il finanziere Usa re delle truffe

2' di lettura

Bernie Madoff, il finanziere che costruì il più grande schema Ponzi della storia, è morto nel carcere federale di Butner, North Carolina, dove stava scontando la sua pena. Il 29 aprile avrebbe compiuto 83 anni. Lo scorso anno i suoi avvocati avevano chiesto di trasferirlo agli arresti domiciliari a causa delle sue precarie condizioni di salute legate a una grave malattia ai reni, indicando che aveva solo 18 mesi di vita, ma la richiesta era stata respinta in tribunale. Madoff stava scontando una pena di 150 anni.

Una truffa da 37mila vittime (compreso Spielberg)

Nel 2009, si dichiarò colpevole di una frode che ha colpito fino a 37mila persone in 136 Paesi nell’arco di quattro decenni, fino alla fine del 2008. Tra le sue vittime, anche personaggi famosi come il registra Steven Spielberg, l’attore Kevin Bacon e il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel. La truffa che aveva architettato valeva oltre 60 miliardi di dollari, probabilmente una delle maggiori al mondo: l’aveva portata avanti per anni e nessuno, né le autorità né gli investitori, se ne erano mai accorti. I 64,8 miliardi erano la cifra riportata sulla carta da Madoff nei falsificati documenti ai suoi clienti; investitori, a volte celebri, negli anni gli avevano affidato almeno 17,5 miliardi e la magistratura ha a oggi recuperato circa 13 miliardi del maltolto.

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Da bagnino al Nasdaq

Nato il 29 aprile 1938, Madoff aveva fondato la sua prima società nel 1960 investendo 5mila dollari guadagnati facendo il bagnino in spiaggia. Madoff era poi stato presidente del Nasdaq, il listino tecnologico, al quale era riuscito ad attirare società di primo piano quali Apple, Sun Microsystems, Google e Cisco System. La carica ricoperta gli era valsa un’ottima reputazione e quindi una quasi incondizionata fiducia, sulla quale basò la truffa.

La «catena» che assicura guadagni ai primi investitori

La crisi di Wall Street del 2008 ha però piegato lo schema quasi perfetto adottato da Madoff, quando grandi fondi e altri protagonisti istituzionali hanno cominciato a ritirare rapidamente capitali da conti aperti con Madoff, mettendo a nudo lo schema truffaldino e costringendolo a confessare ai figli che la fortuna della società era falsa. Il suo «schema», la promessa di investimenti da profitti stellari, permette a chi inizia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare: i guadagni arrivano infatti solo dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie.

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