AVEVA 76 ANNI

È morto Fabrizio Saccomanni, presidente di Unicredit ed ex ministro dell’Economia

Fabrizio Saccomanni, presidente di UniCredit ed ex ministro dell’Economia del governo Letta, è morto all’età di 76 anni

di Davide Colombo


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Fabrizio Saccomanni con il Ceo di Unicredit Mustier il 7 agosto nel corso della presentazione dei risultati di UniCredit (Ansa)

3' di lettura

Fabrizio Saccomanni, presidente di UniCredit ed ex ministro dell’Economia del governo Letta, è morto all’età di 76 anni.

Nato a Roma nel novembre 1942, Saccomanni ha trascorso la maggior parte della sua vita in Banca d’Italia, dove entrò nel 1967, a 25 anni, dopo la laurea in Economia e Commercio all'Università Bocconi di Milano e i corsi di perfezionamento in economia monetaria e internazionale presso la Princeton University, nel New Jersey. Tutta interna a palazzo Koch la lunga carriera che lo ha portato fino all'incarico di Direttore generale, dal 2006 al 2013. Poi la chiamata della politica, come ministro dell'Economia del governo guidato da Enrico Letta.

Solo ieri, 7 agosto, Saccomanni aveva partecipato a Milano alla presentazione del bilancio semestrale di UniCredit insieme all’amministratore delegato Jean Pierre Mustier. La sua è stata dunque una morte improvvisa, avvenuta per un malore mentre era appena arrivato in Sardegna per le vacanze estive. La sua scomparsa, ha detto Mustier, «è una perdita per l'intero Paese. A nome di tutto il consiglio di amministrazione e di tutte le persone di Unicredit voglio esprimere l'immenso dolore per l'improvvisa scomparsa di Fabrizio Saccomanni. Il nostro primo pensiero è per la signora Luciana, così profondamente e inaspettatamente colpita per la perdita del suo affetto più caro».

Fino alla nomina del nuovo presidente, comunica Unicredit, il ruolo verrà ricoperto dal vice presidente vicario Cesare Bisoni.

«Scompare con Fabrizio Saccomanni - afferma il capo dello Stato Sergio Mattarella - un uomo di solida caratura internazionale, al quale il Paese si è affidato in più occasioni. Chiamato al governo quale titolare del ministero dell'Economia, seppe esprimere anche in quella occasione il rigore della sua formazione di economista, unito a integrità e comprensione dei fenomeni sociali, forte della stima di cui godeva nella comunità finanziaria internazionale».

Saccomanni era diventato presidente di UniCredit nell’aprile 2018, mentre dall’aprile 2013 al febbraio 2014 aveva ricoperto l’incarico di ministro dell’Economia nella breve esperienza del governo guidato da Enrico Letta.

Nella sua carriera di banchiere centrale Saccomani ha maturato una grande esperienza internazionale, ricoprendo incarichi presso il Fondo monetario internazionale, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca dei regolamenti internazionali, la Banca centrale europea. Ha insegnato alla Luiss di Roma, alla London School of Economics e alla Paris School of International Affairs a SciencesPo. Dal giugno 2017 era membro del G20 Eminent Persons Group on Global Financial Governance.

Nel suo ultimo libro «Le crepe del sistema» edito l'anno scorso dal Mulino, Saccomanni ha offerto una puntuale analisi dell'eredità della Grande crisi scoppiata nel 2008. Una crisi dalla quale il nostro Paese ancora stenta a uscire. Nette le conclusioni dell'ex banchiere centrale che, da pochi mesi, era tornato in una banca privata, l'UniCredit, con il ruolo di presidente. Le contromisure adottate dai governi – ha scritto nel suo libro - sono state nel complesso inefficaci. Si è evitata l'implosione del sistema finanziario, ma si sono sottovalutate sia la natura strutturale della crisi, sia le gravi conseguenze sociali e politiche che essa avrebbe provocato. Si sono date risposte tardive, parziali, non coordinate a livello internazionale, mentre si è aperta la strada al protezionismo commerciale e finanziario, svilendo il ruolo e le funzioni delle istituzioni della cooperazione multilaterale.

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