Cronaca

È morto Gino Strada. Il fondatore di Emergency aveva 73 anni

La figlia Cecilia: «Mi ha insegnato a salvare vite». L’associazione Emergency, nata nel 1994, ha curato più di 11 milioni di persone nel mondo

E' morto Gino Strada, fondatore di Emergency

7' di lettura

È morto a 73 anni Gino Strada, il fondatore di Emergency. Strada era in vacanza in Normandia, in Francia, con la moglie Simonetta sposata a giugno.«Amici, il mio papà Gino Strada - annuncia in un tweet Cecilia Strada - non c’è più. Io vi abbraccio ma non posso rispondere ai vostri tanti messaggi (grazie), perché sono qui: dove abbiamo appena fatto un soccorso e salvato vite. È quello che mi hanno insegnato lui e la mia mamma. Abbracci forti a tutte e tutti».
«La notizia - è il primo commento della presidente di Emergency Rossella Miccio - ci ha colto tutti di sorpresa, lasciateci riprendere dal dolore».

Chi era il fondatore di Emergency

Gino Strada è stato da sempre paladino dei diritti umani. Nato a Sesto San Giovanni (Mi) nel 1948, studiò al Liceo classico Carducci per poi laurearsi in Medicina e Chirurgia all’Università Statale di Milano, specializzandosi in Chirurgia d’urgenza. Aveva una spiccata sensibilità Gino Strada, un’umanità rara che lo aveva portato a diventare uno dei più grandi esperti di trapianti di cuore e cure delle vittime di guerra. Tra il 1989 e il 1994 ha lavorato con il Comitato internazionale della Croce Rossa in Afghanistan, Pakistan, Gibuti, Etiopia, Bosnia ed Erzegovina, Perù e Somalia. Quando fondò nel 1994 Emergency forse non immaginava che la Ong sarebbe diventata una delle più importanti associazioni umanitarie internazionali che avrebbe curato e salvato circa 11 milioni di persone in tutto il mondo.

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Le posizioni critiche di Strada

Tra le posizioni critiche assunte, quelle più veementi riguardarono la partecipazione dell’Italia in Afghanistan nell’Operazione Isaf. Proprio nel Paese oggi di nuovo in mano ai talebani , Strada visse 7 anni. Il programma di Emergency partì in Afghanistan nel 1999 e, con 3 ospedali e 40 cliniche, ha permesso di curare oltre 7 milioni e mezzo di persone. Fu tra i primi già negli anni ’90 a ritenere un errore la guerra nel Paese e a profetizzare che non avrebbe portato a nessuno degli obiettivi sperati.
Strada aveva dichiarato di non votare alle elezioni politiche da circa 30 anni, perché contrario alle scelte di politica estera di vari governi a sostegno delle missioni, alla partecipazione del Paese in diversi conflitti e alle politiche di gestione del fenomeno migratorio. A seguito delle dimissioni dei vari commissari straordinari alla sanità in Calabria nel 2020, il nome di Strada era circolato per ricoprire questo ruolo, ma alla fine non se ne fece niente. Strada decise allora di creare e gestire con Emergency un reparto Covid in un ospedale da campo a Crotone.

Mattarella: «Portò vita dove guerra voleva morte»

“Gino Strada ha recato le ragioni della vita dove la guerra voleva imporre violenza e morte. Ha invocato le ragioni dell'umanità dove lo scontro cancellava ogni rispetto per le persone» ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota di cordoglio. «La sua testimonianza, resa sino alla fine della sua vita - ha continuato il capo dello Stato - ha contribuito ad arricchire il patrimonio comune di valori quali la solidarietà e l'altruismo, espressi, in maniera talvolta ruvida ma sempre generosa, nel servizio alla salvaguardia delle persone più deboli esposte alle conseguenze dei conflitti che insanguinano il mondo”.

Cordoglio di Mario Draghi e del Governo

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha appreso con tristezza della morte di Gino Strada. Ha trascorso la sua vita sempre dalla parte degli ultimi, operando con professionalità, coraggio e umanità nelle zone più difficili del mondo. L'associazione “Emergency”, fondata insieme alla moglie Teresa, rappresenta il suo lascito morale e professionale. Alla figlia Cecilia, a tutti i suoi cari e ai colleghi di Emergency, le più sentite condoglianze del Governo.

La ministra Cartabia addolorata: ascoltava gli ultimi

«Un uomo - spiega la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia - che non ha mai smesso di ascoltare il bisogno di giustizia degli ultimi, di andare in soccorso dei più fragili e di prendersi cura di chiunque nel mondo richiedesse un’assistenza medica. La sua opera, che prosegue attraverso l’associazione Emergency, esprime il fondamentale valore della solidarietà attraverso una grande capacità di condivisione nella concretezza delle più diverse condizioni umane».

Il ministro Speranza: «Non dimenticare la sua lezione»

«Difendere l'uomo e la sua dignità sempre e dovunque. Questa la lezione più bella di Gino Strada che non dobbiamo dimenticare mai. La mia vicinanza ai suoi cari e a tutta Emergency», scrive su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Su Twitter anche il commento di Enrico Letta: “Da oggi l'Italia è più povera. #GinoStrada”, scrive il segretario Pd. Tra i primi a commentare sui social anche il disegnatore Vauro Senesi: “Gino Strada se n'è andato - scrive - capitava, ci capitava, in Afghanistan come in Iraq, come in tanti luoghi di guerra, di restare senza parole davanti all'orrore e alla sofferenza. A volte insieme le cercavamo per denunciare il crimine che è la guerra. Dovevamo trovarlo e le trovavamo. Io invece oggi non ne trovo per sentire il dolore che la scomparsa di Gino mi provoca dentro. Non le trovo perchè non possiamo più cercarle insieme. Addio caro Gino”.

Il sindaco Sala: «In giugno celebrato il suo matrimonio»

“Se ne è andato un caro amico, Gino Strada. Gli volevo bene e lui ne voleva a me. In giugno avevo celebrato il suo matrimonio con la dolce Simonetta, una cerimonia riservata come loro desideravano”. Così il sindaco di Milano Beppe Sala ricorda su Instagram il fondatore di Emergency. “Di Gino si può pensare quello che si vuole, ma una cosa è certa: ha sempre pensato prima agli altri che non a se stesso. Mi e ci mancherai”, aggiunge Sala.

Di Maio, Conte e Fico: resterà per sempre un modello

“Gino Strada - scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.persona stimata in tutto il mondo, aveva qualità esemplari. Appassionato, generoso, competente, con Emergency ha messo tutto se stesso in un progetto che ha salvato vite e veicolato tanta solidarietà. Anche accettando una delle sue ultime sfide, in Calabria, ha dimostrato il suo valore e il ruolo prezioso che persone come lui hanno per il Paese. Riposa in pace Gino, quello che hai costruito resterà per sempre un modello. Un abbraccio alla famiglia».
«Una vita dedicata agli altri - scrive invece su Twitter il presidente del M5S, Giuseppe Conte - e soprattutto ai più fragili e vulnerabili. Un esempio costante, concreto di autentica solidarietà e rara umanità. Una perdita inestimabile. Ciao Gino».
«Quanto ci mancherà Gino Strada - ricorda Twitter il presidente della Camera, Roberto Fico., l'impegno e il coraggio di un vero costruttore di pace. La sua umanità e una missione: essere al fianco degli ultimi in tutto il mondo. Grazie per tutto quello che hai fatto. Un abbraccio ai suoi cari e a tutta Emergency”.

Zingaretti e Bonaccini: una perdita enorme

“Ci lascia Gino Strada - scrive su Facebook, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - una perdita enorme. Una vita ad aiutare gli altri. Grazie di tutto!». «Una vita spesa per gli altri - aggiunge Stefano Bonaccin, presidente della Regione Emilia-Romagna -. Una vita spesa per gli ultimi. Sempre. Mancherai tanto Gino Strada. Un abbraccio ai familiari, alla comunità di Emergency e a tutti coloro che gli hanno voluto bene».

Mentana, Fazio e Ciotti, non giudicatelo con lenti politica

«Un grande amico, un grande uomo. Non giudicatelo con le lenti della politica, ma con quelle dell’umanità”. È quanto scrive Enrico Mentana ricordando Gino Strada. “Non ho mai conosciuto una persona con la sua stessa determinazione, dedizione, tenacia al servizio di chi più ne aveva bisogno, nei luoghi di guerra senza chiedere a chi curava da che parte stesse, nei luoghi di pace al servizio di chi non ce la faceva. Spero che la Repubblica italiana sappia onorarlo P.S.e più in piccolo, conto che la sua e mia squadra del cuore lo ricordi nella prima partita a San Siro».
«Gino - ricorda Fabio Fazio - era una persona che ha vissuto per gli altri, dando concretezza alle parole, ai pensieri e sacrificando la sua vita in modo quasi evangelico. Gino si è sempre fatto carico del dolore altrui cercando di curare le ferite e tentando di fare in modo che la parte buona di tutti noi rimediasse al male - continua il giornalista e conduttore di ’Che tempo che fa’- .Sono poche le persone al mondo che hanno dato così tanta concretezza alle proprie idee spendendosi in prima persona e facendo della propria vita una missione per aiutare gli altri».
«Un caro amico, un lottatore, un uomo - commenta Luigi Ciotti, a nome del Gruppo Abele, la scomparsa di Gino Strada - che ha vissuto non solo per sé ma per gli altri. Consapevole che il ’bene’ non è mai passivo o neutrale, che ogni vero bene è figlio del costruire giustizia». L’organizzazione descrive la «notizia come un fulmine devastante in un momento tragico della storia del mondo e, in particolare, di quell’Afghanistan per cui Gino ha speso molte delle sue energie. Un grandissimo abbraccio a Cecilia e tutti gli amici di Emergency».

Moni Ovadia: Non si risparmiava mai

«Gino Strada - è il ricordo di Moni Ovadia - non si risparmiava neanche nei momenti più duri. Ricordo che una volta Teresa, la sua ex moglie, mi chiamò e disse ’vuole tornare in Afghanistan’, in uno dei momenti più tragici di quel Paese, un impegno durissimo anche dal punto di vista fisico. Allora feci una telefonata a Gino e gli dissi: ’sei troppo prezioso, non farlo, ti esponi a troppi rischi’. La risposta di Gino Strada fu la più semplice possibile: Moni, grazie che ti preoccupi per me, ma i miei malati mi aspettano. Gino era un militante per tutte le cause della giustizia e dell’uguaglianza. Tutto questo era integrato in lui: il darsi per la vita degli altri. Con Gino Strada - conclude l’attore, scrittore e musicista Ovadia - siamo stati insieme in tante circostanze. Io gli dicevo: ’considerami un ’soldato’ di Emergency. Se mi chiami, io arrivo».

Sant’Egidio, convinto grande valore della pace

«Con Gino Strada - fa sapere il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo - scompare un uomo altruista e coraggioso, che sapeva servire chi aveva bisogno di cure e di conforto senza guardare all’appartenenza nazionale o etnica, convinto del grande valore della pace. Siamo vicini in questo momento ai suoi cari e a tutta Emergency, fedele al suo prezioso impegno su tanti fronti caldi del mondo, dove domina la guerra e la violenza, con un particolare pensiero al suo Afghanistan, in queste ore drammatiche per il paese».

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