Interventi

È ora di dare una direzione al digitale

di Svenja Schulze e Francesca Bria

(sdecoret - Fotolia)

3' di lettura

La crisi Covid-19 ha promosso la digitalizzazione di molti aspetti della nostra vita quotidiana in tutta Europa: dallo smart working all’istruzione a distanza e all’uso di piattaforme digitali per la consegna del cibo. Strumenti e dati digitali stanno giocando un ruolo importante nella risposta sanitaria a Covid-19, dal tracciamento del virus con app di tracciamento dei contatti all’uso dei dati per identificare epidemie e valutare l’impatto sui posti di lavoro e sull’ambiente.

Più la digitalizzazione avanza, più dobbiamo darle una direzione. Il momento per farlo è adesso.

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Oggi la Commissione europea presenterà la sua legge sui servizi digitali (Digital Service Act) una sorta di nuova costituzione per la digitalizzazione in Europa con, un percorso verso «un’Europa adatta all’era digitale». Ne fanno parte la nuova normativa per piattaforme, contenuti digitali e dati. I dati sono la materia prima dell’economia digitale e un uso intelligente dei dati è di grande interesse pubblico. Per riguadagnare il controllo democratico, saranno necessarie regole rigide come regole antitrust più rigorose per le piattaforme digitali che colleghino il diritto della concorrenza, privacy e gestione dei dati, modelli di governance come i data trust, imponendo alle aziende di condividere i dati con i rivali e la promozione dello sviluppo di tecnologie decentralizzate e che tutelano la privacy. Ma non solo abbiamo bisogno di una nuova costituzione per Internet, abbiamo anche bisogno di nuovi standard e specifiche le infrastrutture e i dispositivi che rendano possibile l’accesso a tutti i dati digitali. I data center, l’infrastruttura digitale e i dispositivi richiedono enormi quantità di risorse ed energia. Man mano che il numero di dispositivi cresce, il consumo aumenta. Se non agiamo ora, il consumo energetico stimato ci farà regredire in modo significativo sugli obiettivi ambientali e climatici.

Pertanto dovremmo promuovere un “Patto Verde e Digitale” perché si tratta di utilizzare le tecnologie digitali per raggiungere la sostenibilità sia sociale che ambientale.

Assumere la leadership europea in questo senso, ci apre nuove sfide, soprattutto ora che la guerra fredda tecnologica tra gli Stati Uniti e la Cina rischia di creare una frattura nell’industria globale tecnologica. Dobbiamo rendere l’Ue un leader e stabilire la digitalizzazione sostenibile come marchio europeo oltre l’approccio della Silicon Valley guidato dai consumatori e i modelli autoritari di digitalizzazione. Questa è la visione per la quale abbiamo lavorato durante i sei mesi di presidenza tedesca del Consiglio. Ci sono molte questioni da affrontare, ecco tre esempi:

1 La condivisione dei dati ambientali di tutti gli Stati membri dell’Ue, raccolti in uno Spazio dati del Green Deal, potrebbero rendere più semplice l’attuazione delle ambiziose politiche ambientali dell’Ue. Potrebbe anche facilitare l’utilizzo delle tecnologie digitali come motore per l’innovazione e per la trasformazione ecologica che ci attende.

2 Istituire un “passaporto digitale dei prodotti” creerebbe trasparenza lungo le catene di valore globali attorno all’impronta sociale ed ecologica di un prodotto e consentirebbe ai consumatori, ai cittadini e alle aziende di intraprendere azioni ambientali positive. Gli appalti pubblici di Information technology dovrebbero includere anche standard digitali etici per preservare i diritti digitali delle persone, la sovranità dei dati, l’apertura e l’interoperabilità, sfruttando le infrastrutture di dati comuni dell’Ue come GaiaX, per gestire le infrastrutture cloud in modo europeo.

3 Le tecnologie digitali dovrebbero essere sostenibili dal punto di vista ambientale. Ciò richiederà regole per ridurre il consumo energetico dei data center e aumentare la loro efficienza energetica. Sono inoltre necessarie disposizioni per allungare la vita dell’hardware digitale, in particolare per gli smartphone e altri dispositivi intelligenti. Ciò vale anche per la produzione, il design e l’uso.

La Commissione europea, come noi, vede la necessità di agire all’intersezione tra l’ambiente e la digitalizzazione. Con il Green Deal europeo e la sua strategia digitale, la Commissione ha avanzato proposte che la Presidenza tedesca del Consiglio sta ora spingendo con determinazione. Alla fine di questo mese gli Stati membri dell’Ue approveranno le conclusioni del Consiglio per una digitalizzazione verde e un piano d’azione per ridurre significativamente la quantità di prodotti smaltiti entro il 2025, data center climaticamente neutri entro il 2030 e un passaporto dei prodotti digitali per fornire maggiori informazioni sui componenti di un prodotto, il riutilizzo, la riparazione e le possibilità di riciclaggio. La Commissione svilupperà progetti pilota a partire dalle batterie per auto elettriche.

È tempo che l’Europa proponga un modello di sovranità tecnologica europeo: un nuovo umanesimo digitale, una rivoluzione tecnologica al servizio delle persone e della transizione ecologica. Per noi, questo include la definizione di standard mondiali per una digitalizzazione sostenibile e democratica in tutte la sue varietà, che andrà a vantaggio sia delle persone che dell’ambiente e diventerà un nuovo segno distintivo dell’Europa delle nuove generazioni.

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