LE REPLICABILITÀ DEL MODELLO

«È la prova che anche l’Italia può attirare investitori pazienti»

Parla Andrea Ruckstuhl, responsabile per l'Europa continentale di Lendlease

di Marco Ferrando

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(IMAGOECONOMICA)

Parla Andrea Ruckstuhl, responsabile per l'Europa continentale di Lendlease


2' di lettura

Per un Paese come l’Italia a caccia di capitali, possibilmente pazienti, lo schema Lendlease-Psp su Santa Giulia rappresenta un fattore di discontinuità. In particolare, l’approccio alla variabile tempo è uno degli elementi più significativi, che lo rendono innovativo per il panorama italiano del real estate (e in generale dei long term investments) e scalabile. Sull’area Expo di Rho con il progetto Mind, ma anche altrove, «a patto che si rispettino alcune condizioni», osserva con Il Sole 24 Ore Andrea Ruckstuhl, responsabile per l’Europa continentale di Lendlease.

La prima, si diceva, è il tempo. «Un elemento decisivo per catturare l’interesse di Psp è stato l’orizzonte ventennale del progetto», spiega il manager che ha curato l’operazione per il colosso australiano: «Per come è strutturato, consente agli investitori di avere un ritorno prima che il progetto sia ultimato. E di superare i cicli economici del settore immobiliare». Il Covid ne è la miglior dimostrazione: poteva essere una buona ragione per mandare tutto all'aria, invece dopo un primo inevitabile slittamento non ha fatto venir meno la validità strategica del progetto proprio perché di lungo periodo basato su fondamentali solidi. «Un orizzonte di breve periodo può rivelarsi penalizzante, mentre un respiro temporale più ampio consente di adeguare di continuo il prodotto», dice ancora Ruckstuhl.

Lo schema Santa Giulia, poi, consente di portare sul mercato un’operazione ancora in corso, nei fatti «guadagnando due anni». Non poco, nè per il privato che compra o vende, nè per l’amministrazione che pianifica . E poi c’è il fattore dimensionale: «I team di questi investitori non sono grandi, preferiscono concentrare le energie su un solo grande dossier che disperderle in 40 piccoli progetti». Solo dentro un perimetro ampio «si possono costituire lotti diversi con fondi dedicati e profili di rischio, con relativo rendimento, differenziati». Infine ma non ultimo, «la connotazione alla sostenibilità, sia sociale che ambientale: soprattutto quando in ballo ci sono investitori come fondi pensione sta diventando una vera e propria barriera all'ingresso». Segno che l’impact investing, un passo alla volta, si sta affermando. Anche in Italia: «Un progetto come Mind ha tutte le carte in regola per innescare un processo virtuoso come quello di Santa Giulia, vista anche la connotazione life science. E per portare a bordo anche capitali domestici, dalle Fondazioni alle Assicurazioni, fino al mondo della previdenza».

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