cassazione

È reato l’applauso dell’imputato al Pm alla lettura della sentenza

Tollarenza zero verso il bullismo nelle aule giudiziarie: il dissenso può essere espresso nel merito della controversia, non verso la persona

di Patrizia Maciocchi

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(Agf)

Tollarenza zero verso il bullismo nelle aule giudiziarie: il dissenso può essere espresso nel merito della controversia, non verso la persona


1' di lettura

Rischia la reclusione fino a tre anni per oltraggio al magistrato in udienza l’imputato che, alla lettura del dispositivo, dice al Pm «adesso è contento pubblico ministero?» accompagnando la frase con un applauso. Tolleranza zero della Cassazione (sentenza 48555) verso il “bullismo” nelle aule giudiziarie. I giudici della sesta sezione penale hanno chiarito che si commette un reato quando si va oltre i limiti del legittimo dissenso, che deve sempre restare confinato nel diritto di critica.

L’esimente, prevista dall’articolo 598 del Codice penale in caso di offese alle autorità giudiziarie, scatta, infatti, solo se le espressioni offensive riguardano «in modo diretto e immediato l’oggetto della controversia e non siano adoperate contro la persona che rappresenta l’autorità giudiziaria». Un principio al quale non si era attenuto l’imputato che alla lettura del dispositivo di una sentenza - con la quale veniva fissata una condanna a 19 anni di carcere per tentato omicidio di due cittadini extracomunitari - si era a suo modo ”complimentato” con la pubblica accusa, le cui tesi erano state accolte dai giudici.

Un “teatrino” che aveva avuto il supporto dei parenti che inveivano all’indirizzo del Pm. Troppo per parlare, come pretendeva il suo legale, di «mero sfogo difensivo».

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