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«È il tempo delle opportunità»

Per la società commesse da Netflix e 17 candidature al David di Donatello

di Andrea Biondi

Per la società commesse da Netflix e 17 candidature al David di Donatello


2' di lettura

Miglior produttore ai Nastri d’argento 2019 con “Il primo re”, rivisitazione del mito di Romolo e Remo. «Ho saputo di essere il più giovane ad averlo mai vinto, nel 2014, per “Smetto quando voglio”».

Matteo Rovere, 38 anni, è amministratore delegato di Groenlandia Group, realtà il cui fatturato viaggia tra i 20 e i 30 milioni, attiva in questa conformazione dal 2014 (ma la prima società del gruppo, la Ascent, è partita nel 2008 insieme ad Andrea Paris, con documentari e cortometraggi) e ha ottenuto la consacrazione con i due “Smetto quando voglio” di Sydney Sibilia. Le candidature ai David di Donatello per il 2020 sono 17.

«Abbiamo dovuto chiudere gli uffici per l’emergenza coronavirus. Per fortuna non avevamo set aperti, ma abbiamo messo in stand by i set previsti a maggio e giugno per una produzione Cbs». I problemi legati al fermo produttivo fanno tremare i polsi. Insomma, un incubo in un momento che appariva con ben altre prospettive alle società attive nella Capitale. «L’arrivo degli Over the top rappresenta un elemento estremamente importante. Hanno un pubblico mondiale e grande interesse per le storie locali».

Groenlandia Group - una ventina di film all’attivo fra cui “Il Campione” con Stefano Accorsi; la commedia “Moglie e Marito” con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak; “Croce e Delizia” con, fra gli altri, Alessandro Gassmann e Fabrizio Bentivoglio – ha in produzione per Netflix “L’incredibile storia dell’Isola delle rose” di Sydney Sibilia con Elio Germano.

«Siamo all’interno di una fase di aumento delle richieste – dice Rovere – ma questo rappresenta una grande opportunità». Per il comparto, ma anche per il territorio: «Ogni euro speso nell’audiovisivo attiva un effetto moltiplicatore a vantaggio di tutta l’economia».

Di questo a Roma c’è consapevolezza. «Quello che noto – precisa Rovere – è che a volte la città mostra qualche segnale di stanchezza per la presenza di set e produzioni. Ma sono momenti. Questo settore dà lavoro a migliaia di persone».

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