hAMILTON DAVANTI A BOTTAS

È tutto Mercedes il millesimo Gran Premio di Formula 1 in Cina

di Alex D'Agosta

(AFP)

3' di lettura

Un'ora e mezza in solitaria lì davanti, superato il traguardo dei 4000 giri in testa, che dire. È ancora Hamilton. Eppure in pole c'era Bottas, ma la storia non cambia: il cannibale voleva riprendere la leadership del mondiale piloti e ce l'ha fatto “passeggiando” fuori dai riflettori. Perché, se lo inquadravano, in Occidente sarebbero tutti tornati a dormire.

Una sveglia quindi amara per gli appassionati che hanno rinunciato al sonno, con la speranza di veder primeggiare per una volta i proprio beniamini rossi in uno dei tracciati più belli dell'era moderna della Formula 1. Presente nel circuito mondiale dal 2004, la pista della “perla d'Oriente” ha visto vincere la Ferrari quattro volte con quattro conduttori differenti: Barrichello, Schumacher, Raikkonen e Alonso.

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Purtroppo anche oggi non è arrivato il momento di riscossa desiderato né per Vettel né per Leclerc. Peccato, perché si trattava di una domenica dove si poteva scrivere una bella pagina di storia, sia per riprendere qualche punto nel driver standings, sia per restare negli annali di questo gran premio che risulta il millesimo nell'era moderna della Formula 1. Il destino si è legato a velocità, affidabilità e costanza Mercedes che iniziano di nuovo “già” ad annoiare anche nel 2019: con la terza doppietta in tre gare al momento la stagione non promette bene. Dietro di loro, comunque, le Ferrari sono arrivate in alto ma non senza problemi. Sul podio c'era Vettel, ma inizialmente davanti si è visto il monegasco, quindi si ripropone anche al terzo capitolo di quest'anno la questione “gerarchia” nel team.

La cifra tonda e il clima di festa non sono quindi bastate per portare fortuna agli uomini di Maranello. In un Gp cinese nuvoloso ma non bagnato si è visto varie volte cambiare l'ordine “interno”, che aveva anche un peso non secondario per assegnare il terzo posto. Così come nel gioco dello Shanghai occorre una altissima dose di pazienza, attenzione e delicatezza, oggi sé visto “sudare” molto i ferraristi. Prima Leclerc sembrava più in forma, poi ha prevalso Vettel e ha preso anche un bel distacco, lasciando spazio inoltre a un sorpasso di Verstappen, che ha chiuso quarto e meglio anche del suo compagno Gasly, sesto, che per onore di cronaca porta a casa il punticino del giro veloce in gara.

D'altra parte la classifica mondiale prima di questa gara vedeva Bottas ancora in vantaggio su Hamilton di un punto, con dietro Verstappen e Leclerc, anche loro attaccati per una sola lunghezza, con Vettel dietro di quattro punti. Con questo GP cambiano diverse posizioni ma, sopratutto, si apre ancora di più il gap fra Ferrari e Mercedes.

SAUBER IN GRANDE CRESCITA - Vale la pena soffermarsi su altre vetture meno in vista di questa gara. Siccome in quest'era ibrida maledetta ci sono “i primi tre” e “tutti gli altri”, la gara dei secondi non è comunque prima di interesse. Dietro i sei “scontati”, si vede a sorpresa Ricciardo, che ieri ha raggiunto la Q3 per la prima volta nel 2019: ma è già il primo dei doppiati. Bene anche Perez e si sperava qualcosa meglio per Raikkonen, comunque sempre in top ten. Chiude la classifica a punto un certo Alex Albon, debuttante con la Toro Rosso, che porta a casa il primo punto della carriera nonostante un malaugurate incidente di ieri. Male le Haas, che faticano a riprendere forma quest'anno, non pervenuto Giovinazzi, inspiegabilmente quindicesimo. Ultimo dei classificato è ancora Robert Kubica, dietro a Russell: un brutto anno per tornare, perché le Williams così lente non si erano mai viste.

Ultima nota negativa è la presenza di piloti che non meritano più la licenza da tempo. È il caso di Kvyat, che dopo la partenza va a impattare con entrambe le McLaren per un suo errore di guida, creando scompiglio, detriti e obbligando la direzione gara ad attivare la virtual safety car.

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