Turismo sostenibile

Earth day, dall’Australia alle Dolomiti: mete di viaggio dove la natura è sovrana

Con la pandemia è cambiato il modo di viaggiare e il desiderio di trovare spazi aperti e incontaminati ci guiderà nella scelta delle prossime vacanze: ecco alcune idee

di Sara Magro

L'Australia e il clima impazzito: dagli incendi alle inondazioni

4' di lettura

Quando fu istituito il primo Earth Day il 22 aprile 1970, l'interesse e la preoccupazione per la salute del Terra non erano ancora un'urgenza collettiva; seguiva il successo del best seller “Primavera silenziosa” della biologa marina Rachel Carson, che focalizzò per la prima volta l'attenzione sul rapporto tra inquinamento e salute pubblica. L'evento, riconosciuto dal Segretario Generale dell'Onu e giunto alla 51° edizione, rappresenta la nascita del movimento ambientalista contemporaneo che coinvolgere un miliardo di persone in 193 Paesi delle Nazioni Unite, e oltre 75 mila partner.
Oggi la situazione è cambiata, sia per la condizione del Pianeta (la popolazione mondiale e relativi consumi sono raddoppiati e la temperatura è aumentata di 1,4 °C), sia per il modo in cui ce ne prendiamo cura, e il turismo ne ha fatto un punto d'orgoglio: anche se la strada da compiere è ancora lunga. Imprese e viaggiatori sono diventati sempre più sensibili ai temi dell'ecologia, e attivi nell'adottare pratiche virtuose.

L’identità sempre più green dell’Australia

Australia Inoltre, mai come in questo periodo, dopo un anno di pandemia, apprezziamo il ritorno alla natura, sempre più importante nella scelta delle destinazioni. Chi programma un viaggio in Australia per esempio è attratto dai suoi immensi spazi incontaminati. «Sempre più persone scelgono l'Australia come meta di viaggio proprio per la sua natura», dice Penny Rafferty, capo della Sostenibilità per Tourism Australia, durante un webinar del 20 aprile. «Una volta arrivati, i turisti desiderano fare attività avvincenti che li mettano in contatto con il luogo, anche con azioni pratiche come contribuire a ripiantare i 300mila eucalipti bruciati nel 2019». In questo ambito si possono organizzare esperienze davvero memorabili, come le escursioni guidate da Janine Duffy all'Echidna Walkabout, nello stato di Victoria, per conoscere da vicino il mondo dei koala, o quelle dell'ambientalista Simone Brooks, che da dieci anni lavora all'Emirates One&Only Wolgan Valley attratta dall'etica sostenibile del resort di lusso: nella riserva naturale di 2800 ettari del primo hotel a emissioni zero del mondo, assiste gli ospiti che vogliono collaborare al rimboschimento dopo il grande incendio di due anni fa. Avere un'identità green è l'obiettivo di molte destinazioni turistiche e contribuisce al loro prestigio.

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Il resort Soneva Fushi, nell'atollo di Baa alle Maldive

D'altro canto i viaggiatori si sentono più responsabili e con la coscienza a posto quando scelgono vacanze nei santuari della natura, come a Gran Canaria e Lanzarote, che sono Riserve della Biosfera, o negli ecoresort a cinque stelle delle Maldive, come Soneva che già da qualche anno ha implementato il progetto Namoona per migliorare la gestione dei rifiuti nell'Atollo di Baa, dove si trova.

Valsugana meta sostenibile certificata

Anche in Italia si possono programmare vacanze all'aperto e full immersion nella natura. La Valsugana, per esempio, è la prima destinazione al mondo ad aver ottenuto la certificazione per il turismo sostenibile secondo i criteri del GSTC, una ong istituita nel 2007 con l'appoggio dell'UNnep (United Nations Environment Programme) e del Unwto (United Nation World Tourism Organization) per promuovere la sostenibilità e la responsabilità sociale nel settore turistico. Nella certificazione rientra anche Arte Sella, bosco e museo all'aperto che, come hanno dimostrato diversi studi sul contatto con arte e alberi, fa anche bene alla salute. Pare infatti che queste attività riducano lo stress, abbassino la pressione sanguigna e rinforzino il sistema immunitario. Dopo settimane tra le mura domestiche e ore sullo schermo, molte persone hanno riscoperto la passione per il verde. Lo conferma anche un'indagine dell'Osservatorio “The world after lockdown” di Nomisma, secondo la quale il 7% degli italiani ha iniziato a praticare giardinaggio proprio durante il lockdown, con un aumento di appassionati da 16 a 19 milioni dal 2019 al 2020. Anche la garden therapy è una cura potente, soprattutto come antidepressivo. Basta anche trascorrere qualche ora in un giardino.

La Cervara (archivio Grandi Giardini Italiani)

Andar per giardini e boschi

E l'Italia ha un patrimonio immenso di parchi meravigliosi, molti dei quali aperti al pubblico. Judith Wade, fondatrice di Grandi giardini italiani che ne raggruppa 144 dal Piemonte alla Sicilia, afferma che a luglio 2020 le visite sono cresciute del 35% rispetto al 2019. In questo periodo di viaggi di prossimità, il giardino è un'alternativa bella, possibile, per tutti e non solo per gli appassionati. Sono luoghi dove stare anche perché spesso hanno palazzi sontuosi alle spalle dove sono state ricavate camere dove dormire, ristori e bookshop. Sull'Altopiano della Paganella, ai piedi delle Dolomiti di Brenta, la cura del verde è una tradizione radicata, complice l'origine contadina delle famiglie e la disponibilità di ampi spazi verdi dove sono nati orti talmente fioriti e colorati, guadagnando a Molveno e al Fai della Paganella il titolo di “Comuni Fioriti”. L'altopiano è un paradiso per piante e fiori, con molte specie protette come le peonie selvatiche, scarpette di Venere e le preziose stelle alpine. Fiori ed erbe selvatiche si vedono passeggiando lungo il Percorso dell'Otto, che attraversa i terrazzamenti di Fai della Paganella fiancheggiando baite, prati, boschi e orti, e lungo il Sentiero Botanico, dove si vedono genzianelle, rododendri, negritelle e alcuni dei fiori più belli delle Alpi.

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