Commercio food

Eataly chiude i battenti dei negozi di Bari e Forlì

Il lockdown e le restrizioni imposte dalla pandemia hanno accentuato una serie di criticità già esistenti

di Cristina Casadei

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2' di lettura

Parte e finisce a Bari e Forlì il ridimensionamento di Eataly in Italia? Dall’azienda dicono di sì: «La decisione di Bari e Forlì è maturata su fattori di contingenza locale. I piani di sviluppo di Eataly restano confermati», spiega una nota. I sindacati del commercio, Filcams, Fisascat e Uiltucs, però, manifestano non poche preoccupazioni, dopo che ieri hanno avuto un incontro con l’azienda e sono usciti con la notizia che «Eataly Bari non riapre più». Lo stesso destino sembra attendere anche Forlì dove il negozio è un’azienda separata in cui Eataly ha una partecipazione con imprenditori locali.

Criticità già presenti e accentuate dal lockdown

La decisione della zona rossa e le restrizioni della pandemia sembrano aver dato un colpo irreversibile al presidio che la catena aveva aperto alla fiera del Levante, accentuando una serie di criticità. Lo stesso sembra essersi verificato a Forlì. Secondo quanto dichiarato inizialmente dalla società ai sindacati, però, era stata fatta la scelta di mantenere chiusi gli store fino a Pasqua. Passata Pasqua e Pasquetta, però, è arrivata la notizia che lo stop per gli store - che sono punti vendita ma anche punti ristorazione - sarà definitivo. Nello store di Bari lavorano circa 40 persone per le quali adesso i sindacati chiedono che venga trovata una soluzione.

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Eataly a Bari dal 2013: perdite fin dal primo anno

Da Eataly ricordano che il punto vendita di Bari era stato avviato nel 2013, credendo nel progetto di rilancio dell’area della Fiera del Levante, e che questa potesse diventare nel tempo un centro vivace e attrattivo per il turismo e la comunità. «Le aspettative e valutazioni di sviluppo e crescita del polo fieristico non si sono purtroppo verificate. Per questo il negozio ha registrato importanti perdite sin dal primo anno», dicono dalla società. Nonostante questo Eataly ha continuato ad effettuare «tutti i tentativi possibili per rendere il negozio sostenibile, modificando più volte il layout, attuando migliorie e stringendo partnership e collaborazioni con associazioni attive sul territorio. L’obiettivo era la ricerca della formula giusta che permettesse al negozio di svilupparsi a beneficio dell’azienda, delle persone che vi lavorano e della comunità».

In campo la task force regionale per l’occupazione

Con la pandemia però le difficoltà per il punto vendita si sono inesorabilmente aggravate e hanno resa necessaria la decisione di chiudere. Quanto ai lavoratori l’azienda spiega che richiederà gli ammortizzatori compatibili con la situazione attuale e che si impegna a trovare con i sindacati «soluzioni volte a ridurre gli impatti di stabilità reddituale sui nostri dipendenti». I sindacati però chiedono che si «percorra ogni possibilità di soluzione tesa al mantenimento dell’investimento su Bari, anche valutando eventuali location alternative viste le difficoltà di rilancio del quartiere fieristico». Da subito i sindacati coinvolgeranno «tutte le istituzioni, in primis la task force regionale per l’occupazione e l’amministrazione comunale di Bari - scrivono -, per individuare ogni possibile soluzione a questa ennesima vertenza».

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