ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’inaugurazione

Eataly, il cibo sposa l’archeologia industriale nella ex ghiacciaia

A Verona lo storico edificio restituito all’antico splendore dall’archistar Mario Botta ospita eccellenze agroalimentari, convegni e mostre

di Valeria Zanetti

Inaugurazione. Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza della vice sindaca di Verona Barbara Bissoli, con Oscar Farinetti e Nicola Farinetti. Qui a destra la caratteristica cupola e sotto il mercato

3' di lettura

Il cibo e l’arte. Gli elementi che hanno fatto dell’Italian life style una stella polare in tutto il mondo trovano sintesi nello spazio unico per il Belpaese che Eataly ha inaugurato nei giorni scorsi a Verona, all’ex Fabbrica del ghiaccio dei Magazzini Generali, di fronte alla Fiera. Non una location qualsiasi: si tratta infatti di uno straordinario esempio di archeologia industriale. L’edificio, progettato dall’ingegnere Pio Beccherle e inaugurato nel 1930, che prevedeva l’ingresso diretto su rotaie dei vagoni da refrigerare per il trasporto di ortofrutta, è stato restituito al suo splendore dall’archistar Mario Botta su commissione della Fondazione Cariverona.

Qui Eataly - ambasciatore globale del food tricolore con 45 store nel mondo, 15 sul territorio nazionale - realizza la sua vocazione, espressa da tre verbi declinati all’infinito: mangiare, comprare, imparare. Sotto un unico tetto, che culmina nella caratteristica cupola, e su una superficie da oltre 11mila metri quadrati, al piano terra della struttura si possono acquistare prodotti italiani e del territorio di alta qualità; fruire della ristorazione, con una proposta dedicata alle eccellenze locali, e frequentare la sua scuola con tanto di aule didattiche riservate, per conoscere, attraverso corsi e iniziative, ogni segreto culinario. Sempre allo stesso piano si trova il Museo della Ghiacciaia in cui osservare i macchinari originali che producevano il “freddo” per la conservazione degli alimenti. L’apertura del nuovo flagship store ha anche risvolti occupazionali: sono infatti state già reclutate 100 persone con mansioni ristorative e di mercato.

Loading...

Ma non è tutto. Eataly Verona è dedicato all’arte e sede della neonata Fondazione Eataly Art House, voluta da Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, Chiara Ventura, manager culturale, ed Francesco Farinetti, ad di Green Pea (primo green retail park tricolore, a Torino), per rendere l’arte accessibile al grande pubblico, proponendo progetti espositivi dedicati a importanti maestri della fotografia e delle arti visive, mostre mercato d’arte moderna e contemporanea, appuntamenti di approfondimento aperti al pubblico.

Eataly Art House avrà due anime: la espositiva, per la proposta di mostre inedite, calibrate sugli spazi disponibili e la commerciale, costruita secondo modalità innovative ed inclusive. Il primo piano dell’edificio, infatti, è dedicato all’Art House e alla sua programmazione definita dal comitato curatoriale composto da Eva Brioschi, storica e critica d’arte, Walter Guadagnini, storico della fotografia e direttore del Centro italiano per la fotografia di Torino, e Gaspare Luigi Marcone, storico dell’arte e curatore. Il piano terreno ospita invece, oltre a Eataly, anche i percorsi del progetto Art Market, con allestimenti temporanei divisi per ambiti sempre diversi, selezionati e accessibili al pubblico che va a fare la spesa o a consumare i pasti, con opere anche acquistabili.

«Il nostro brand ha insegnato un nuovo linguaggio nel food – racconta Oscar Farinetti, presidente di Earth e fondatore di Eataly – Quando 17 anni fa abbiamo iniziato a parlare di cultura del cibo in Italia non c’era una trasmissione televisiva che affrontasse il tema. Pochi giorni fa ne ho contate oltre un centinaio. Negli anni abbiamo copiato e siamo stati copiati, ma creare progetti innovativi è da sempre una nostra prerogativa. L’idea di Eataly Verona è di unire arte e cibo, in un progetto che in questo contesto diventa assolutamente rivoluzionario».

A inaugurare la programmazione due grandi mostre visitabili fino al 29 gennaio 2023: la personale dell’artista ghanese Ibrahim Mahama, dal titolo “Voli-ni” e la personale del fotografo e regista olandese Anton Corbijn, che torna in Italia dopo circa venti anni con “Staged”. Ogni esposizione è affiancata da iniziative di approfondimento come conversazioni, workshop, incontri con artisti e curatori.

A sostegno della creatività contemporanea, espressa dai più giovani Eataly Art House lancia inoltre il “Premio Earth”, a cadenza annuale, dedicato ad artisti under 35, coordinato da Matteo Mottin e Ramona Ponzini, fondatori del trio Treti Galaxie. Fino al 30 ottobre 2022 è possibile proporre la propria candidatura seguendo le indicazioni della open call pubblicata sul sito http://www.eatalyarthouse.it/premio/. La partecipazione è aperta ad artisti non rappresentati da una galleria e con almeno una mostra all’attivo, che potranno proporre una propria opera in risposta al tema scelto.

«L’obiettivo che ci proponiamo è portare l’arte a disposizione del grande pubblico. Le leve del nostro lavoro sono ispirate dai valori di Eataly e di Green Pea, che sono accessibilità, inclusività, responsabilità, condivisione e sostenibilità», afferma Chiara Ventura, manager culturale di Earth. «Abbiamo quindi creato un progetto dedicato alla fruizione delle arti visive attraverso un’inedita formula che facilita l’incontro tra l’opera, gli artisti e gli operatori del settore», conclude.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti