Investire in orologi

nuovo corso

Eberhard & Co. guarda al futuro fra vintage e personalizzazioni

di Anna Rita Romani


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Eberhard Traversetolo, cassa in acciaio di 43 millimetri di diametro impermeabile fino a 50 metri, nuovo quadrante blu, movimento meccanico a carica manuale. Il prezzo: 2.190 euro

2' di lettura

Il 2019 si preannuncia ricco di novità per Eberhard & Co., che ha da poco annunciato il lancio di un proprio movimento, il calibro a carica manuale EB 140. «Questo progetto nasce con l’obiettivo di collegare elementi significativi del nostro passato con l’attualità e il futuro della marca. Dopo essere ritornati nella sede storica di La Chaux-de-Fonds, la celebre Maison de l’Aigle dove sono state scritte le pagine più importanti della storia di Eberhard, abbiamo sentito la necessità di valorizzare la nostra tradizione; prima di tutto quella manifatturiera, da cui è nata l’ispirazione per il nuovo calibro a carica manuale, realizzato secondo i principi tecnici ed estetici dell’orologeria tradizionale svizzera». A parlare è Mario Peserico, ad di Eberhard Italia, che in relazione agli sviluppi di questa iniziativa precisa: «Il nuovo calibro alimenterà un orologio di stile vintage in serie limitata, attualmente ancora in fase di prototipo; saremo sul mercato tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Naturalmente è l’avvio di un nuovo corso nella storia della casa, ma non tale da modificare il posizionamento e l’immagine della marca presso i consumatori.

Non ci interessa diventare una manifattura nel vero senso della parola, che realizza tutto internamente. La ragione è semplice: produciamo 15-16mila orologi per anno e ci collochiamo in una fascia di prezzo media; fare tutto questo nelle modalità di una manifattura completa comporterebbe investimenti notevoli, con una evidente ricaduta sul prezzo degli orologi, che inevitabilmente aumenterebbero. L’obiettivo è, al contrario, quello di consolidarci nella nostra fascia di riferimento, ma, al tempo stesso, di innovare. In altri termini, partire da ébauches esistenti e lavorare sulle stesse con specifiche e personalizzazioni nostre, in modo tale da poter produrre quantitativi assorbibili, mantenendo i prezzi coerenti con il nostro posizionamento e l'attenzione al consumatore che ci contraddistingue».

Oltre che in tema di produzione, come è noto, a seguito dall’uscita da Baselworld Eberhard & Co. ha cambiato le proprie strategie di comunicazione mediante l’organizzazione di eventi specifici con i clienti, la stampa e il pubblico per dare visibilità alle proprie creazioni. «Abbiamo scelto forme di incontro più mirate e che ci offrano la possibilità di raccontare i nostri prodotti in contesti su misura per le nostre esigenze e per quelle dei nostri partner - continua Peserico -. Basilea non rispondeva più ai cambiamenti in atto sul mercato, dalla minore affluenza degli operatori all’assenza dei clienti finali, passando per i cambiamenti legati all’online e questo è stato il primo motivo che ci ha spinto a uscirne. Dopo circa 70 anni di presenza non è stata una scelta indolore, ma dal punto di vista dei risultati è stata la scelta migliore. Oltre al vantaggio di un contatto diretto con i clienti, oggi possiamo presentare i nuovi prodotti con una tempistica giusta, in funzione dei tempi di produzione e coerentemente con la presenza degli stessi sul mercato».

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