bilancio

Eberhard & Co. scommette su edizioni speciali e femminili

di Paco Guarnaccia

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2' di lettura

«Non mi piace parlare di cifre, ma se consideriamo la complessità di questo 2020 con tutte le sue difficoltà per il mercato italiano posso dire che siamo arrivati alla fine di ottobre con un dato confortante, di poco inferiore a quello dell’anno scorso», dice Mario Peserico, direttore generale di Eberhard & Co. Meglio del previsto, quindi.

Soprattutto se si osserva il contesto delineato dai dati della FHS (Fédération de l’industrie horlogère suisse) che vede le esportazioni orologiere dalla Svizzera verso l’Italia nel periodo da gennaio a ottobre inchiodate a un -36,1% rispetto al 2019. «Ovvio che se le ultime settimane dell’anno le passassimo in lockdown questo dato cambierebbe decisamente perché perdere uno o due mesi vorrebbe dire arretrare parecchio». Alla ripresa estiva - dopo la riapertura - hanno sicuramente concorso i nuovi orologi che sono stati presentati a giugno tra i quali lo Scafograf 300 MCMLIX, versione con rimandi estetici allo Scafograf 200 del 1962 del quale ripropone lo stesso tipo di quadrante aggiungendo, però, un datario a ore 3 come quello presente sugli altri orologi della stessa collezione.

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Altra novità è una special edition dedicata ad Alfa Romeo dopo il modello Quadrifoglio del 2019, questa volta per celebrare i 110 anni della casa automobilistica. «Scafograf 300 MCMLIX sta andando molto bene, mentre l’Alfa Romeo che era in edizione limitata a 110 esemplari è andato subito esaurito. Abbiamo evidentemente ridotto il lancio dei nuovi prodotti, mantenendoci, Alfa Romeo a parte, su una fascia di prezzo media o medio/bassa. Scelta che è andata nella direzione auspicata perché la nostra intenzione era quella di non inflazionare un mercato in sofferenza con orologi costosi. Recentemente abbiamo presentato anche dei modelli femminili di primo prezzo che dai riscontri iniziali stanno andando molto bene nelle prenotazioni fatte dai nostri concessionari».

Archiviato il 2020, bisognerà studiare le mosse per il 2021 che Peserico considera ancora di difficile valutazione: «Il primo e il secondo trimestre saranno dei grossi punti di domanda perché credo che la coda del Covid-19 sarà ancora presente. Poi, da aprile, si spera che, con un vaccino e i primi caldi, le cose migliorino e, per quanto riguarda l’economia ci sia una ripresa». Anche se il quadro sarà diverso. «Quello che appare chiaro è che si ridurrà il bacino di clienti, perché ci sono tante categorie che stanno soffrendo molto e il cui primo pensiero non sarà comprare un orologio, un televisore o fare una vacanza - continua il dg -. Speriamo che anche il sostegno a livello europeo permetta di consolidare la ripresa». Su un ritorno a qualche fiera, Peserico è possibilista: «Eravamo usciti da Baselworld non perché non crediamo più a un evento del genere, ma perché si era trasformato in salone che affittava spazi senza dare alcun tipo di servizio. Ci sono soluzioni oggi sul tavolo e le valuteremo, anche se personalmente credo che tutto verrà posticipato al 2022. Auspico che in futuro si possa organizzare un momento che unisca davvero tutto il settore».

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