ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGiorno della memoria 2023

Ebrei sconosciuti ed equivocati

Una mostra al Museo Ebraico di Vienna affronta 100 equivoci sugli ebrei

di Flavia Foradini

3' di lettura

Quattro anni dopo la fine della seconda guerra mondiale Theodor Adorno formulò la sua controversa affermazione, secondo cui scrivere poesia dopo Auschwitz sarebbe stato un atto di barbarie. Una pregnante smentita gli venne da Paul Celan con la sua “Fuga di morte”, il memoriale poetico alla Shoah forse più incisivo e terrificante della lirica tedesca dopo il nazismo. In seguito il filosofo relativizzò la sua sentenza, ma il dibattito su cosa sia appropriato e lecito nel ricordare l’Olocausto ha di fatto continuato a percorrere oltre sette decadi, senza che sia stata trovata una sintesi razionale e condivisa: “L’incertezza è tuttora grande: di cosa si può parlare, e di cosa no?” si chiedono Barbara Staudinger e Hannes Sulzenbacher, curatori della mostra “100 equivoci su e tra gli ebrei”, che al Museo Ebraico di Vienna lancia interrogativi pensati per essere aperture al dibattito: “I fraintendimenti trovano terreno fertile nelle incertezze della comunicazione interpersonale”.

E allora meglio aprire le porte alle arti visive, capaci di distillare potenti messaggi magari polemici, magari controversi, ma propositivi, scevri da intellettualismi eppure atti a indurre riflessioni: “Nel tempo gli ebrei sono stati individuati via via in base alla fede religiosa, al carattere, a vincoli di sangue, alle tradizioni, al destino o alla genetica e sono stati contrapposti al noi dei non ebrei.

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Ebrei: a Vienna una mostra sugli equivoci che li riguardano

Ebrei: a Vienna una mostra sugli equivoci che li riguardano

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Incomprensioni

Per questa mostra abbiamo individuato una serie di incomprensioni che abbiamo riunito in sette capitoli, attraverso i quali dei diffusi equivoci vengono alle volte commentati e alle volte parodiati. Pensiamo per esempio ad una certa aura romantica attorno all’ebraismo, o all’idea che ogni ebreo sia collegato alla Shoah, o ancora a un certo voyeurismo nei confronti degli ebrei, o a una tendenza agli stereotipi”, proseguono i curatori: “Affrontiamo inoltre per la prima volta alcuni pregiudizi e clichés filosemiti, che contrariamente all’antisemitismo, finora sono stati presi in considerazione raramente”.

Candelabro Hanukkah

Ecco allora il candelabro Hanukkah ricreato da Cary Leibowitz e Rhonda Lieberman con una pochette Chanel e nove rossetti, a illustrazione dell’equivoco 14, che fa correre il pensiero ai giovani glam e trendy newyorkesi, colti e un po’ snob: “Essere ebrei è fico”.L’equivoco 29, “La Shoah può essere ricordata solo con timore reverenziale”, viene messo in discussione dalla famiglia dell’artista Jane Korman, che davanti ai cancelli di Auschwitz balla sulle note di Gloria Gaynor “I will survive”: una vergogna o un comprensibile ancorché effimero sberleffo di chi è riuscito a sopravvivere ai tormenti del lager?Anche negli anni ’80 del resto, quando apparve MAUS, il fumetto con cui Art Spiegelman rievocava la deportazione e la prigionia di suo padre, si erano levate critiche. Nel frattempo però quel modo di affrontare il tema della Shoah, premiato nel 1992 con il Premio Pulitzer, viene accettato e apprezzato come possibilità di trasmettere alle nuove generazioni cosa fu lo sterminio perpetrato dai nazisti.

Il set per addestrare medici, fotografato da Tobias de St. Julien, ricorda l’equivoco 78: “Solo gli ebrei sono circoncisi”, confutato però dal dato di fatto che un terzo della popolazione mondiale maschile è circonciso, mentre sull’equivoco 90, secondo cui “tutti gli ebrei mangiano kosher”, instilla dubbi il porcellino di peluche di Anna Adam, provvisto del cartello “Con voi sono al sicuro. O no?”. Volutamente un poco allarmante è una grande ruota dal titolo “Potenziali equivoci politicamente scorretti”, creata da Andi Arnovitz e Hannah Gellman come circolo vizioso di pregiudizi religiosi, sociali e politici, e insulti ordinati in cerchi concentrici, per esemplificare il quesito che conclude il percorso espositivo: “I 100 equivoci sono solo sugli ebrei?”

100 equivoci su e tra gli ebrei, a cura di Barbara Staudinger e Hannes Sulzenbacher, Museo Ebraico, Vienna, fino al 4 giugno


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