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Ecco i 5 grafici che spiegano l’agosto più pazzo di sempre sui tassi globali

Di record in record nell’ultimo mese il mondo della finanza sta vivendo un paradosso dopo l’altro. Il filo conduttore è la bolla delle obbligazioni con ripercussioni su investimenti e mutui

di Vito Lops

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Di record in record nell’ultimo mese il mondo della finanza sta vivendo un paradosso dopo l’altro. Il filo conduttore è la bolla delle obbligazioni con ripercussioni su investimenti e mutui


2' di lettura

Un’estate così non si dimenticherà facilmente. Basti pensare che a maggio il rendimento del Bund a 10 anni era positivo mentre ieri toccava il minimo storico a quota -0,71%. Poche ore fa si sono azzerati i tassi a 10 anni di Spagna e Portogallo che ad inizio anno pagavano più dell’1%. I paradossi non riguardano solo l’Eurozona - che sta cadendo ufficialmente nelle ultime settimane in quella trappola della liquidità in cui è finito a inizio anni ’90 il Giappone - ma anche gli Stati Uniti. Ieri i titoli a 30 anni hanno toccato il minimo storico all’1,91% e questo punto rendono meno dei titoli a 3 mesi (1,99%).

Di esempi eclatanti di paradossi finanziari che questa estate sta esibendo ce ne sarebbero decine. Abbiamo deciso di evidenziarne cinque.

1) Bond a tassi negativi a quota 17mila miliardi di dollari
Il controvalore dei bond mondiali a tassi negativi - dove il debitore riceve un interesse dal creditore anziché renderglielo - ha raggiunto quota 17mila miliardi di dollari. Ciò vuol dire che un terzo di tutti i bond in circolazione oggi sono finiti sottozero. Fino a poco tempo un quadro del genere era francamente inimmaginabile ed è anche l’effetto collaterale delle politiche ultra-accomodanti delle banche centrali che negli ultimi 10 anni hanno espanso i propri bilanci di 15mila miliardi di dollari.

IL VALORE DEI BOND GLOBALI A TASSO NEGATIVO

Valore in miliardi di dollari. (Fonte: Bloomberg)

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2) Le aziende europee con rating A si indebitano gratis
Da ieri l’indice Bloomberg euro aggregate corporate A Isma - che misura il costo medio che un’azienda europea con rating “A” sostiene per indebitarsi - è scivolato per la prima volta nella storia a “0”. Ciò vuol dire che per questa categoria di imprese ormai chiedere soldi in prestito non rappresenta più un costo.

I RENDIMENTI DEI BOND AZIENDALI EUROPEI CON RATING A

(Bloomberg euro aggregate corporate A Isma) . Fonte: Bloomberg

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3) L’indice dei mutui a tasso fisso scivola sottozero
Complice la caduta dei tassi del Bund tedesco (negativi su tutta la curva trentennale) anche gli indici Eurirs - sulla base dei quali vengono calcolate le rate dei mutui a tasso fisso - sono scesi sottozero fino a 20 anni. L’Eurirs a 10 anni - che a inizio anno era allo 0,7% - è scivolato a -0,31%. Ciò significa che questo valore va sottratto (e non più sommato) allo spread deciso dalla banca per calcolare il tasso finale del mutuo

INDICE EURIRS A 10 ANNI

Il benchmark dei mutui a tasso fisso. (Fonte: Bloomberg)

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4) L’Euribor sarà negativo anche per i prossimi 5 anni
Quello che colpisce è che questa situazione paradossale non sembra essere una sbandata passeggera dei mercati, ma qualcosa di strutturale. Lo dimostrano le previsioni aggiornate sugli indici Euribor (mercato Liffe dei future). Questo indice - utilizzato per calcolare in Italia le rate dei mutui a tasso variabile - oggi è negativo (-0,43%). È visto scendere ancora (fino a -0,66% nei prossimi mesi) e dovrebbe restare sottozero almeno fino al 2024 (fino a quanto “coperto” dai future).

LE PREVISIONI SULL’INDICE EURIBOR A 3 MESI

Come si muoverà il benchmark dei mutui a tasso variabile. (Fonte: Bloomberg)

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5) I BTp a 10 anni scendono sotto l’1%
Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana i BTp a 10 anni sono scivolati sotto l’1%. Siamo ancora molto lontani da Spagna e Portogallo (i cui tassi si sono azzerati sulla stessa durata) ma stupisce la violenza con cui il tasso italiano sta scendendo, considerando che il 9 agosto era all’1,82% e a febbraio vicino al 3%.

IL CROLLO DI RENDIMENTI DEL BTP

Tasso a 10 anni. (Fonte: Bloomberg)

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