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Ecco i centri commerciali invenduti

Soffrono le strutture secondarie, in location minori e che non sono state valorizzate nel tempo. In alcuni casi solo un ribasso del prezzo avvicinerà i compratori

di Paola Dezza


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(Stefano Carofei / AGF)

2' di lettura

L’onda lunga della crisi dei centri commerciali americani ha più che lambito le coste europee. Si è ormai diffusa anche nel Vecchio continente la paura di dover affrontare un consistente calo delle vendite negli shopping center, che potrebbe minare il futuro innanzitutto delle strutture secondarie, ma anche alcuni asset di rilievo che non sono proprio di ultima generazione.

Oggi in Italia ci sono sul mercato molte strutture che non riescono a intercettare l’interesse dei grandi gruppi protagonisti del segmento retail.
Tra gli oggetti in vendita c’è anche un centro come Roma Est di proprietà di Gic (il fondo sovrano di Singapore) che vale intorno a 400 milioni e che da oltre un anno cerca un compratore senza trovarlo. Perché soffre per i timori negativi generalizzati sul retail pur essendo un centro che funziona e che ha da mettere sul piatto ottimi numeri, a detta degli esperti.
In vendita ci sono anche il Bicocca Village del fondo Olinda, che vale 80-100 milioni, di cui ha il mandato Vitale & Co. Real estate insieme a Eastdil, e cinque centri commerciali di Orion che valgono circa 500 milioni di euro. Questi ultimi sono il centro commerciale Palladio a Vicenza, un centro a Fiume Veneto e uno a Monfalcone, il centro Gran Sasso a Teramo e, infine, Aura a Roma.

Anche Covivio cerca di piazzare alcuni centri commerciali che facevano parte di un portafoglio che comprendeva inizialmente anche l’Excelsior di Milano, ceduto poi a Fabrica Sgr insieme a due asset a Torino per complessivi 220 milioni di euro. Si tratta dell'asset di Nerviano, Il Ducale di Vigevano, Le Fornaci di Benaco e un centro a Montenero della Bisaccia. Il fondo americano Oaktree, che in Italia ha accumulato un consistente portafoglio alberghiero, era in esclusiva ma si è ritirato. Cattolica si è, invece, sfilata all'ultimo minuto dall’acquisto del Forum Palermo di Blackstone, del valore di 130 milioni di euro circa.
In tutto si tratta di oltre 1,5 miliardi di euro di shopping center in cerca di un compratore. «Non si riescono nemmeno a proporre i dossier» denuncia qualche esperto di mercato. Tra i portafogli invenduti c’è una percentuale maggiore di prodotti secondari, più a rischio, per i quali la vendita si potrebbe concludere solo a seguito di una revisione al ribasso del prezzo richiesto.
La lista dei centri invenduti non è finita. Ci sono, infatti, la struttura di Ing di Limbiate che è stata ritirata dal mercato perché Cbre Global investors che lo gestisce ha scelto di valorizzarlo. Come il centro commerciale di Novoli di proprietà di Unipol, altro asset senza pretendente.
Proprio per la situazione di mercato un anno fa Blackstone aveva ritirato un portafoglio di outlet accumulato in Italia tra il 2013 e il 2014, del valore di circa 800 milioni di euro e accorpato sotto il nome di Land of fashion. Mossa che sottolinea come sia il caso di aspettare tempi migliori per cedere asset nel retail che non siano nelle vie dello shoping in centro città.

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