L’ORDINANZA SOLINAS

Ecco che cosa si può fare e cosa no nella Sardegna zona bianca

Da lunedì 1 marzo hanno potuto riaprire gli esercizi della ristorazione sino alle 23. I bar, pub caffetterie e “assimilabili” hanno potuto aprire sino alle 21

di Davide Madeddu

Sardegna in zona bianca, Frongia: "Ripartire con fermezza nei controlli"

2' di lettura

Ristorazione sino alle 23, bar aperti sino alle 21 e coprifuoco dalle 23.30. La Sardegna è zona bianca e dalla Regione arrivano le nuove disposizioni su ciò che è consentito fare e cosa ancora no. A stabilirlo l'ordinanza numero 4 del 28 febbraio (emanata alle 22.59 dal presidente Christian Solinas). Resta in vigore, comunque, il divieto di assembramento «nonché il rispetto del distanziamento personale e del contingentamento».

Ristoranti aperti fino alle 23

Da lunedì 1 marzo hanno potuto riaprire gli esercizi della ristorazione sino alle 23. I bar, pub caffetterie e “assimilabili” hanno potuto aprire sino alle 21. «In relazione all'andamento degli indicatori epidemiologici valutati a seguito di tali riaperture, con successive specifiche ordinanze, d'intesa con il tavolo tecnico istituzionale composto dai rappresentanti del Ministero della Salute, dell'Istituto Superiore della Sanità e della Regione Sardegna – si legge nell'ordinanza - potranno essere riaperte, con le necessarie prescrizioni, le seguenti attività: palestre, scuole di danza (senza contatto), centri commerciali nelle giornate di sabato e domenica; musei e luoghi della cultura».

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Resta il coprifuoco

Resta in vigore il coprifuoco anche se la possibilità di movimento guadagna un'ora e mezza. L'ordinanza prevede, salvo altre misure più restrittive che possono essere adottate dalle autorità sanitarie locali, il divieto di circolare e sostare fuori dalla propria residenza o domicilio dalle 23.30 sino alle 5. Sono consentiti gli spostamenti per motivi d'urgenza o lavoro.

Mascherine obbligatorie anche all’aperto

Su tutto il territorio regionale e per le 24 ore è obbligatorio utilizzare le protezioni delle vie respiratorie «anche all'aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico, nonché negli spazi pubblici ove, per le caratteristiche fisiche, sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e o occasionale». Esclusi da questo obbligo «i bambini al di sotto dei 6 anni, nonché i soggetti con forme di disabilità».

Vietati gli assembramenti

Vietati gli assembramenti negli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, dove si deve rispettare un un distanziamento interpersonale di almeno un metro.

Regole fino al 15 marzo

Le disposizioni resteranno in vigore sino al 15 marzo «salvo proroga esplicita e salvo ulteriori diverse prescrizioni, anche di segno contrario, che dovessero rendersi necessarie in dipendenza dell'andamento della curva di diffusione del virus, che sarà costantemente monitorata dai competenti organi dell'amministrazione e delle aziende».


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